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Ospite del nostro Format Fabrizio Borghese

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Il percorso di Fabrizio Borghese ha origini lontane, quando, ad appena 8 anni, su un barcone ormeggiato all’isola di Vulcano, comincia a cantare con impostazione da tenore. L’adolescenza lo portò poi verso il rock psichedelico degli anni 70, cominciando a seguire i Pink Floyd, Led Zeppelin, tutto lo scenario del progressive inglese, e non disdegnando jazz, world music e blues.

Pubblica la raccolta di poesie, per la casa editrice “Europa edizioni” del gruppo “Albatros”, intitolata “DI’ NOTTE”. Attualmente si sta dedicato alla produzione di un album di brani rock.

Cosa rappresenta la musica?

La musica rappresenta un ispezionarsi e un affacciarsi in se stessi, è la sublimazione di ciò che si prova ma anche artificio dell’immagine che si vuole dare di se stessi. Per questo a volte è un’arma a doppio taglio e anche un mostro che succhia via la tua energia e in taluni casi bisognerebbe imparare a smettere di fare musica.

E’ difficile fare parte del mondo musicale oggi?

È estremamente difficile poiché la musica di oggi è completamente differente da quella di un tempo; ossia il modo di fare musica , la promozione musicale, la divulgazione sono soggetti a mode e cavilli procedimentali lontani dallo spirito di chi fa musica.

Pensi che i talent show siano importanti per farsi notare nel panorama musicale?

Purtroppo sono necessari in quanto il potere della distribuzione musicale è in mano a pochi che dettano mode , motivi e stili di vita. Per questo non c’è più la moda della buona musica come un tempo.

Cosa ti piace nel mondo e cosa detesti?

Detesto l’ipocrisia e le bugie, detesto il procrastinare ciò che è dell’immediato fare, detesto vedere che chi è veramente artista debba restare nell’ombra. Amo il prodigarsi per gli altri , la generosità , l’impegno e la costanza nel realizzare sé stessi

Cosa hai “imparato” dalla musica napoletana?

Per quanto riguarda la stesura dei miei brani, non sono stato influenzato dalla musica napoletana. Di certo la classica napoletana mi ha insegnato ad amare di più la mia città , la tradizione partenopea e tutto il folclore di Napoli e mi duole pensare che molto spesso la cosiddetta musica neomelodica, che non ha nulla di artistico e non è frutto di un animo sensibile , rappresenti la mia città.

Di cosa parla la tua nuova avventura?

Esprime indubbiamente il verbo di un’anima tormentata, di amori folli, di un guardarsi dentro con un occhio diverso. Nel disco si parla dell’amore , del sesso, di se stessi , di ciò che ti dà e toglie la vita.

Quando esce il tuo disco?

Il disco uscirà i primi di ottobre.

Intervista di Lucrezia Monti

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