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Ospite del nostro spazio interviste Salvo Castagna

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Salvo Castagna nasce a Palermo il 30 agosto 1977. Fin da piccolo si interessa al mondo della musica e da adolescente comincia a muovere i suoi primi passi nel panorama musicale della sua città.

A diciotto anni ha le prime esperienze live, molte delle quali le dedica a Claudio Baglioni, artista a cui si è ispirato per gran parte della sua giovinezza.
Con la sua band, l’artista organizza un piccolo tour della Sicilia al quale partecipano una serie di ospiti e il cui ricavato viene devoluto in beneficenza a organizzazioni che si occupano della ricerca medica per la cura dall’autismo. In quest’occasione conosce Paolo Vallesi, con cui collabora alla realizzazione del singolo “Due bandiere al vento”, pubblicato a settembre del 2013. Il brano viene pubblicizzato sulle reti Rai da uno spot in cui appare Anna Falchi che non passa inosservato. Comincia così l’ascesa di Salvo Castagna, definito da Fiorello «lo sconosciuto più famoso d’Italia», in seguito parte per un tour con l’amico e produttore Paolo Vallesi.

Terminati i concerti il cantautore abbandona momentaneamente i palchi, per lavorare al suo primo album, “I nostri sbagli” che esce il 26 aprile 2016. Il disco contiene otto inediti, creati con la collaborazione di  A. Amati, V. Carboni, F. Vaccaro e S. Paviani.
Il secondo singolo estratto è “Vivimi Semplicemente” che vende più di 14.000 copie, conquistando la top ten di iTunes per due settimane consecutive e il cui video supera il mezzo milione di visualizzazioni Youtube. Sempre nel 2016 esce l’EP “Un destino Sbagliato” il cui singolo di lancio “Inventerò una frase”, scritto con Carlo Rizioli, raggiunge in brevissimo tempo oltre 16.000 copie vendute e circa 800.000 visualizzazioni Youtube.

Oltre alla musica, Salvo Castagna è un grande appassionato di viaggi e la curiosità per tradizioni e culture diverse l’hanno sempre spinto a spostarsi da una località all’altra.
È impegnato socialmente con alcune fondazioni che si occupano di promuovere la ricerca medica in particolare del campo dell’autismo.

Attualmente l’artista siciliano ha firmato con l’etichetta Sarò Libera, fondata dall’autore Carlo Rizioli (che ha collaborato alla stesura dei brani di artisti come Eros Ramazzotti e Emma), ed è al lavoro sul nuovo album.

In passato hai devoluto gli incassi dei tuoi concerti ad un’associazione che si occupa di autismo come mai ti senti vicino a questo problema?

– Dell’autismo si parla poco, ma fa parte della realtà, in Italia e nel mondo.  Io ho due figlie, la più grande, Giulia, che adesso ha 7 anni, è affetta da disturbo dello spettro autistico.

So bene cosa significa per un genitore essere catapultato in questa realtà, l’ho vissuta e la vivo di continuo; le istituzioni non sono molto d’aiuto, ed è per questo che nel mio piccolo ho cercato di contribuire devolvendo gli incassi di molti concerti che ho organizzato alle associazioni che si occupano di questo problema.

Quanto il tuo essere siciliano entra in quello che scrivi?

– Da siciliano metto la passione dentro quello che scrivo, ma, io mi definisco un cittadino del mondo per cui dentro i miei brani c’è anche quello che mi porto dentro, raccolto nei miei viaggi.

Come nasce il brano “Primavera mai”?

– Primavera mai, nasce per caso….

Per caso, una parola io, una Carlo, poi Valerio e Franco, ci si confronta… le canzoni nascono quasi sempre così.

Cosa è cambiato dopo la pubblicazione del tuo primo disco “I nostri sbagli”?

– Non molto, la mia vita procede sempre nella stessa direzione.

I nostri sbagli è un album a cui ho lavorato tanto, ci ho messo dentro anima e corpo, ma non mi ha cambiato la vita la sua pubblicazione.

Ho semplicemente più consapevolezza di quello che sono musicalmente parlando.

In quale direzione sta andando la tua musica?

– cerco di arrivare, trasmettere quello che provo e quello che sono con le mie canzoni.

Farsi ascoltare in Italia non è semplice, io ci provo.

Cosa ti aspetta?

– Cosa mi aspetta non lo so!

Posso dirti cosa mi auguro; mi auguro che la mia musica sia apprezzata, se così non dovesse essere, pazienza, continuerò a cantare comunque per me, perché è qualcosa a cui non posso rinunciare.

Intervista di: Lucrezia Monti

 

 

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