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Gli effetti indesiderati, l’esordio di Roberta Gentile

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«Avevo 32 anni quando mi cadde quel bicchiere» \r\n\r\n \r\n\r\nGli effetti indesiderati, romanzo d’esordio di Roberta Gentile, è la storia di un giovane, brillante architetto a cui, intorno ai trent’anni, viene diagnosticato il Parkinson. \r\n\r\nIl Parkinson è una malattia neurodegenerativa. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5% dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 e i 40 anni.\r\n\r\nIl protagonista di questo romanzo appartiene a quel 5%.\r\n\r\n \r\n\r\nQuel giorno fu proprio l’oggetto, “Convegno Internazionale”, ad attirare la mia attenzione facendomi accendere una lampadina nella parte buia del cervello in frantumi e suggerendomi un modo possibile di dare forma al mio Piano.\r\n\r\nEra da tempo che avevo capito come sarebbe andata a finire e sarebbe stato da stupidi lasciarsi smembrare senza opporre un briciolo di resistenza, senza cercare di mettersi in salvo.\r\n\r\nForse non ero più in grado, come una volta, di camminare o pensare in maniera comune, soprattutto per periodi di tempo sufficientemente lunghi; ma quei pochi momenti che ancora mi erano concessi di lucidità, intendevo utilizzarli per fuggire lontano dal destino che qualcuno aveva scritto per me.\r\n\r\nNon volevo guarire, non ho mai preteso tanto. \r\n\r\nVolevo solo avere l’opportunità di vivere, da malato. \r\n\r\nLa sua vita, quella dei suoi amici, dei suoi familiari e dei suoi colleghi, è stravolta; in breve tempo su tutti, e in particolare sul protagonista e narratore, si abbatte un uragano impazzito che agisce sui movimenti e sui pensieri. I farmaci, con i loro «effetti indesiderati», e il decorso della malattia trasformano velocemente la sua esistenza in un susseguirsi di eventi, reali e immaginari, in cui l’ordine delle cose e la logica lasciano il posto al caos e all’irrazionale. Tutto cambia: la percezione di sé, del proprio corpo che si fa di plastica, del proprio mondo che si anima di visioni, situazioni e personaggi tanto realistici quanto assolutamente irreali.\r\n\r\nEppure, mentre pagina dopo pagina si delinea il «Piano» – folle e coraggioso – del protagonista, il lettore non può non chiedersi chi è che sta davvero delirando: il malato, che a suo modo è l’unico che affronta davvero le cose per quello che sono, o tutti quelli che attorno a lui si ostinano invece a immaginare una soluzione che, semplicemente, non esiste?\r\n\r\nGli effetti indesiderati è un romanzo caleidoscopico e struggente, serrato e schizofrenico, a tratti ironico, spesso lirico, sempre coinvolgente. Un romanzo di grande potenza anche stilistica, che emoziona e spiazza il lettore a ogni pagina, portandolo in una dimensione di totale empatia con il protagonista, con la sua malattia, col suo dolore.\r\n\r\nGuardare da un’altra parte non fa sparire le cose. E non le fa nemmeno dimenticare, perché bisogna sempre ricordarsi di non guardarle. \r\n\r\nRoberta Gentile, nata a Verona nel 1970, vive a Roma dal 1972. È architetto e un paio di anni fa, sul suo quadernino nero, accanto ai disegni e agli appunti delle riunioni, sono apparse le prime pagine del suo primo romanzo.\r\n\r\n \r\n\r\nISBN: 978-88-8832-095\r\n\r\nPagine: 160 – € 17,00 Ebook disponibile\r\n\r\n \r\n\r\nFonte: Fiammetta Biancatelli\r\n\r\n 

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