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Riserva Mab dell’Unesco, ammesso alla fase finale il progetto del Parco, che rilancia una proposta per salvare il Parco dei Monti livornesi

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Selve costiere di Toscana”, dopo la candidatura Unesco il Parco di San Rossore riceve e rilancia una proposta per salvare il Parco dei Monti livornesi

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Nei giorni scorsi prima di ricevere la buona notizia dell’ammissione alla fase finale della candidatura, l’Ente Parco aveva scritto alla Regione Toscana proprio su tale argomento.

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Dopo lo svolgimento dell’incontro pubblico sul destino delle aree protette prima gestite dalla Provincia di Livorno, alla presenza del Consigliere regionale Francesco Gazzetti, di Assessori comunali di Collesalvetti e Rosignano, e di tecnici del Comune di Livorno, l’Ente Parco ha accolto con favore la proposta emersa al termine del convegno, dandole concretamente seguito.\r\nIl Presidente dell’Ente Parco Fabrizio Manfredi ha infatti indirizzato all’Assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, anche alla luce delle novità introdotte dalla Legge n. 30/2015 che ha riformato il sistema regionale dei parchi e delle aree protette, una lettera in cui, per risolvere i problemi gestionali delle aree protette fino ad oggi amministrate dalla Provincia di Livorno, si ipotizza una estensione a queste ultime dei confini del Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

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La soppressione delle province e il riordino del sistema delle aree protette toscane comportano infatti il solo riconoscimento di aree protette d’interesse regionale, col rischio di vedere scomparire le aree protette provinciali e locali, compreso il Parco dei Monti livornesi e le sue aree contigue Anpil (Aree protette di interesse locali), istituiti nel 1999; la Legge n. 30/2015 prevede però un percorso amministrativo che potrebbe scongiurare una soluzione del genere e che coinvolge la Giunta e il Consiglio regionale, le amministrazioni locali e gli enti parco regionali interessati, il cui perimetro potrebbe essere esteso alle aree protette provinciali.\r\n«In considerazione del fatto che l’Ente Parco già oggi gestisce l’Area marina protetta delle Secche della Meloria, un eventuale accorpamento – è il commento del Presidente del Parco, Fabrizio Manfredi – non farebbe altro che completare un quadro di gestione complessiva già in parte delineato e su territori che già godono di speciali regimi di protezione, con possibilità di grandi sinergie, e rilanciare in modo eccezionale il ruolo di questo tratto di costa toscana sia in termini di conservazione, sia di valorizzazione turistica e sociale. Particolarmente stimolante e da valutare con attenzione, anche a questo riguardo, la proposta di mutuare il nome della Riserva Mab, ovvero “Selve costiere di Toscana”, che rappresenterebbe un fenomenale biglietto da visita di caratura internazionale per questo meraviglioso sistema di aree protette, che andrebbe, seppur con qualche interruzione, da Viareggio fino a a Rosignano».

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È una proposta, quella avanzata dall’Ente Parco, che potrebbe sposarsi col percorso intrapreso già da almeno un anno e mezzo attraverso la candidatura, appunto sotto il nome di “Selve costiere di Toscana” (Approfondimento al link: https://www.parcosanrossore.org/dettaglio.php?id=32840) di una parte del territorio delle province di Pisa, Lucca e Livorno – e che comprende sia le aree incluse all’interno del Parco, sia aree limitrofe non sottoposte alla sua gestione – a Riserva della biosfera nell’ambito del programma Mab dell’Unesco.\r\nNei giorni successivi all’invio della missiva, all’Ente Parco sono infatti giunte buone notizie che fanno ben sperare proprio sul fronte Unesco: il Ministero dell’ambiente ha comunicato che la candidatura ha positivamente superato il penultimo passaggio prima dell’ammissione, subordinando la definitiva ammissione ad alcune integrazioni e chiarimenti che il Parco invierà nei prossimi giorni. Se tutto andrà come previsto, il 19 marzo a Lima in Perù l’UNESCO sancirà la nascita di una nuova importantissima Riserva della Biosfera toscana, una delle dieci d’Italia.

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