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Conosciamo meglio Neena

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Neena, nome d’arte di Irene Colzani, è una giovane cantante fiorentina di 21 anni. In rotazione radiofonica  “PORTAMI VIA” (Alessandro Bemporad/Loudr), il suo nuovo singolo  disponibile su tutti i\r\n\r\ndigital store e le piattaforme streaming.\r\n\r\nDalla danza al canto un passo obbligato o naturale?\r\n\r\nQuello dalla danza al canto è stato un passo del tutto naturale. La mia unica ambizione, sin dall’età di quattro anni, era danzare. Ero piccola, ma avevo già grande dedizione e costanza, ingredienti indispensabili per raggiungere importanti risultati, che infatti poi sono arrivati. Nel 2009, è emersa una parte di me che non conoscevo ancora. Per divertimento, mi sono iscritta a una scuola di canto. In brevissimo tempo, il mio nuovo interesse è diventato una vera e propria passione, talmente forte che ho deciso di lasciare la danza per dedicarmi completamente a ciò che amo tutt’oggi fare: cantare. Decisione difficile, ma che ripeterei milioni di volte.\r\n\r\n \r\n\r\nQuando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?\r\n\r\nLa musica fa parte di me da sempre. Accompagna i miei ricordi più remoti e quelli più recenti e mi motiva, sia a livello personale sia a livello artistico. Proprio per questo, il mio interesse è in continua crescita. Adoro approfondire e sperimentare tanti generi diversi e scoprire il bello in ognuno di essi. Vorrei tanto riuscire a trasmettere sempre più la mia passione attraverso la mia musica.\r\n\r\n \r\n\r\nQuanto l’esperienza maturata nelle serate nei locali è confluita nel tuo disco?\r\n\r\nSinceramente, incidere “Red Lips”, il mio primo album, è stata un’esperienza nuova e bellissima, stimolante dal punto di vista artistico e professionale, ma allo stesso tempo totalmente differente da quella maturata in precedenza nelle serate live.\r\n\r\n \r\n\r\nCosa vuoi raccontare con il tuo lavoro?\r\n\r\nIo e il mio produttore da questo punto di vista abbiamo avuto fin dall’inizio le idee chiare: unire le atmosfere elettroniche degli anni ’80 con il sound ed il beat della dance attuale. Questo ci permette di far rivivere quella splendida musica del passato, rivisitata con le sonorità che la tecnologia di oggi consente.\r\n\r\n \r\n\r\nMusica funk e lingua italiana una bella sfida…\r\n\r\nÈ vero, è stata una bella sfida. Ci siamo voluti confrontare con un genere molto particolare, il funk americano degli anni ’70, interpretato però in modo più minimale, elettronico, e soprattutto cantato in italiano. Il testo stesso di “Portami Via”, caratterizzato da tinte abbastanza scure, stride volutamente con l’allegria e la leggerezza che si avverte quasi sempre ascoltando, e soprattutto ballando, la musica funk.\r\n\r\n \r\n\r\nCosa ti aspetta nel prossimo futuro?\r\n\r\nA differenza del 2015, che per me è stato un anno improntato alla produzione del primo album, di alcuni singoli e del recente EP “Play”, il 2016 sarà dedicato prevalentemente alla promozione ed alla diffusione della mia musica, soprattutto eventi live, sul palco e in streaming.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Matilde Alfieri

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