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STANLEY RUBIK “KURTZ STA BENE”

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“Kurtz Sta Bene” è il primo disco full-length degli Stanley Rubik. Dieci brani in cui la band si mette alla prova proponendo intuizioni e strutture raccolte dal passato e che sfumano nei nostri tempi. La voce, oscillando tra un intimismo quasi cantautorale e esplosioni graffianti, irrompe in soluzioni strumentali inaspettate, assumendo così un ruolo coesivo nelle sezioni di math-music. Il titolo del lavoro è un esplicito riferimento al Colonnello Kurtz di Conrad in Cuore di Tenebra o a quello di Coppola in Apocalypse Now, in cui l’ex berretto verde impazzisce. Kurtz ha visto e procurato troppo orrore e non vuole più essere giudicato. Decide di mettere in discussione tutto disertando e usando la follia per rinnegare l’autorità. Ma per gli Stanley Rubik il Colonnello Kurtz “sta bene”, la sua follia è il simbolo del rinsavire. I testi alludono in maniera onirica alla lotta per l’emancipazione dalle figure-guida per conto di una generazione dubbiosa che, ostacolata e spesso frustrata nel proprio potenziale e nelle proprie aspettative, è costretta a lottare per farsi strada nella giungla, proprio come l’antagonista di Apocalypse Now, Willard. E così, in questa visione, Kurtz diventa la figura archetipica del Padre che occorre sacrificare, lottando, per poterne prendere il posto.\r\n\r\nGli Stanley Rubik sono un power trio romano che s’inerpica, s’incastra per poi districarsi in complicazioni e contrapposizioni tra “vecchie” e “nuove” sonorità. Perdendosi tra le trame dei synth e le geometrie della mathmusic, ritrovano sempre la retta via grazie al filo d’Arianna della loro matrice rock, dando così un profilo a un volto sperimentale. La loro musica è cinematica, carica di tensioni (risolte e non) descritte in modo scenico, chirurgico, immaginifico e teatrale, sempre con un latente sarcasmo tragicomico di fondo che sembra essere un delay dello stile registico di Kubrik. Nei testi echeggiano spesso le ossessioni del tempo presente che assorbendoci in modo totalitario rendono la nostra visuale monocromatica e claustrofobica. Solo uno zoom-out ci regalerà un’inquadratura privilegiata, un piano sequenza rivelatore, un insieme di colori e sfaccettature che renderà risolvibile il Cubo di Rubik.\r\nNel 2013 pubblicano per l’etichetta Cosecomuni il loro primo ep “lapubblicaquiete”, nel 2015 tornano finalmente sulla scena musicale con il loro primo disco “Kurtz sta bene”, targato INRI.\r\n\r\nDario Di Gennaro (voce, basso, synth, piano, programming), Gianluca Ferranti (chitarra, synth, samplers), Andrea Bonomi Savignon (batteria, pad).

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