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La Terra chiamò: 5 dicembre a Roma

La Terra chiamò: 5 dicembre a Roma la manifestazione nazionale per il clima. Riportare la crisi climatica al centro del dibattito politico e sociale, partendo dai territori, dalla salute dei cittadini e dalla sicurezza economica del Paese. Con questo obiettivo nasce “La Terra chiamò”, la manifestazione nazionale promossa da nove organizzazioni ambientali e della società civile — ASviS, Fondazione Symbola, Future Food Institute, Greenpeace Italia, Kyoto Club con i Green Heroes, Legambiente, Marevivo, Venice Climate Week e WWF Italia — in programma sabato 5 dicembre a Roma, in Piazza del Popolo, dalle 12.30 fino al tramonto.

L’iniziativa prende forma al termine dell’estate 2026, un periodo segnato da un impatto senza precedenti degli eventi meteorologici estremi in Europa e in Italia. Stime pubblicate su Nature Health indicano oltre 50.000 decessi in eccesso per il caldo nelle città europee durante la stagione estiva, con l’Italia in prima linea con 13.303 vittime stimate nelle 87 aree urbane analizzate. Un fenomeno le cui ripercussioni toccano la salute pubblica, la biodiversità marina — con temperature del Mediterraneo fino a 8 °C sopra la media e fenomeni di sbiancamento della Posidonia — e la produzione agricola, con cali previsti fino all’8% per il mais e al 7% per le patate, oltre ad aumenti dei costi alimentari stimati dalla BCE.

La giornata del 5 dicembre, che coincide con la Giornata mondiale del suolo FAO e la Giornata internazionale del volontariato ONU, prenderà il via alle 12.30 con uno spazio aperto alle famiglie e attività sul campo, per poi proseguire dalle 14.30 con gli interventi dal palco. Si alterneranno le testimonianze di lavoratori, agricoltori, amministratori locali e personale sanitario, insieme a contributi scientifici, interventi delle nuove generazioni e momenti dedicati a musica, arte e cultura.

Dalla mobilitazione romana scaturiranno quattro richieste indirizzate al Governo e alle forze politiche italiane, destinate a confluire in un manifesto unitario:

  • Riconoscere la crisi climatica come priorità dell’agenda politica e fattore chiave per la sicurezza nazionale.
  • Accelerare le politiche di mitigazione, pianificando l’abbandono dei combustibili fossili e l’incremento delle fonti rinnovabili.
  • Rafforzare le misure di adattamento per la tutela delle comunità, dei mari e delle aree vulnerabili.
  • Applicare il principio “chi inquina paga”, destinando contributi dalle aziende del settore fossile al finanziamento della transizione energetica.

La manifestazione intende mettere in luce anche i dati e le esperienze di decarbonizzazione già operative nel Paese, dai 3,3 milioni di impieghi registrati nel settore della green economy alla crescita della produzione da fonti rinnovabili, per riaffermare la necessità di un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e cittadinanza.

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