PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2026 ANNE CARSON A fine novembre in uscita il nuovo libro RED DOC>
L’atteso seguito del suo libro più celebre, il romanzo in versi AUTOBIOGRAFIA DEL ROSSO (La nave di Teseo, 2020)
Dello stesso editore LA BELLEZZA DEL MARITO
UN SAGGIO ROMANZO IN 29 TANGHI (La Tartaruga, 2022)
«Per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea».
– Dalla motivazione della Giuri
“Crederci dagli anni novanta, amare Autobiografia del rosso, farlo tradurre da un poeta e grande traduttore, Sergio Claudio Perroni, riportarla alla Nave di Teseo. Siamo molto felici di annunciare che il seguito di questo magnifico libro, Red Doc>, sarà in libreria a fine novembre. Complimenti Anne Carson, Premio Nobel per la Letteratura”.
– Elisabetta Sgarbi, direttore generale La nave di Teseo
RED DOC>
collana Oceani, trad. Patrizio Ceccagnoli
In uscita a fine novembre
AUTOBIOGRAFIA DEL ROSSO
trad. Sergio Claudio Perroni, pp. 208, 18 euro
Con Autobiografia del Rosso, la pluripremiata poetessa canadese Anne Carson crea un’opera straordinaria e unica, un’opera che è insieme canto lirico e narrazione, inedita riscrittura di un mito greco e moderno romanzo di formazione.
Gerione – quattordicenne impacciato, diverso da tutti gli altri perché la sua pelle è di colore vermiglio e ha un paio di ingombranti ali legate dietro la schiena – nasce nei frammenti di un antico poeta greco, Stesicoro, e prende forma nelle pagine di Anne Carson, tornando alla vita in un universo fatto di stazioni del pullman e vulcani, scagliato tra i versi di Emily Dickinson e Walt Whitman e l’eco delle voci di Sant’Agostino, Proust e Virginia Woolf. Giovane mostro rosso alato, Gerione prova a farsi spazio in un mondo che non è suo, si muove in una notte troppo nera e lì incontra Eracle, bello e sfrontato, di poco più grande, ma che già padroneggia le armi affilate della seduzione. Sarà lui ad accompagnarlo all’età adulta: Gerione conoscerà il sesso, il dolore, la fatica del cambiamento e la rabbia, il desiderio esasperato e la gelosia, tutte tappe di quel volo scomposto e incerto che è per ciascuno l’approssimazione all’amore
In una miscela straordinariamente originale di poesia, dramma e narrazione, Anne Carson accompagna Gerione — il personaggio dalle ali rosse già protagonista di Autobiografia del rosso, qui chiamato semplicemente “G” — verso l’età adulta, guidandolo attraverso i complessi labirinti della modernità.
Evocando lo spirito di Proust e contrapponendo il desiderio di volare al bisogno di famiglia e di casa, quest’opera in versi dal potente respiro picaresco invita il lettore a intraprendere uno straordinario viaggio dell’intelletto, dell’immaginazione e dell’anima.
LA BELLEZZA DEL MARITO
UN SAGGIO ROMANZO IN 29 TANGHI
La Tartaruga, trad. Chiara Spaziani, pp. 176, 18 euro
Fin dalla sua uscita, La bellezza del marito ha iniziato ad assumere uno status quasi leggendario. Per la potenza e irruenza dei suoi versi, per la chiarezza romantica con cui restituisce l’inizio e la fine di un matrimonio.
Da quando è uscito nel 2001, “La bellezza del marito” di Anne Carson ha iniziato ad assumere uno status quasi leggendario. Per la potenza e irruenza dei suoi versi, per la chiarezza romantica con cui restituisce l’inizio e la fine di un matrimonio. Carson in questo testo-pastiche si trasforma in una ballerina di tango e mette in scena l’alternanza dell’amore, provando a contenere tutti i passaggi obbligati: la seduzione e l’infatuazione, la furia di chi rapisce l’altro e poi inevitabilmente lo tradisce. L’amore è un ballo, una guerra, un sogno corrotto che la moglie inizia a fare da ragazzina e continuerà a incubare fino alla resa della vita adulta. Perché di resa si tratta: la protagonista non può fare a meno di abbandonarsi alla bellezza del marito e anche alla tortura che questo legame comporta, addolcendo le sue pene con i miti classici, John Keats e l’ironia del tango. Un ballo fatto da ruoli fissi, ma che in certi momenti rende impossibile capire chi sta trattenendo chi, e chi invece è pronto a mollare la presa e andarsene. Il ballo finisce, la letteratura resta: accanto ad “Autobiografia del Rosso”, “La bellezza del marito” si impone come l’opera più bella e profonda di Anne Carson, una bomba che sa esplodere in mille schegge di sentimento e intelligenza e trova un posto tutto suo all’interno di una collana/ serie editoriale che vuole essere altrettanto eclettica e appassionata.
Segnaliamo inoltre che nel gennaio 2019 Edizioni Tlon ha pubblicato in italiano il suo The Albertine Workout, con il testo inglese a fronte, nella traduzione di Giulio Silvano e con l’introduzione di Eleonora Marangoni.

Il libro comincia così: «Albertine, il nome, non è un nome comune per le ragazze in Francia, mentre Albert è molto diffuso per i maschi». Seguono altri cinquantotto paragrafi numerati e sedici appendici su Albertine Simonet, la ragazza che il narratore della Recherche ama, sorveglia e tiene con sé nel suo appartamento parigino nella Prigioniera.
Carson ha letto Proust in francese, qualche pagina ogni mattina a colazione, per sei anni. Poi ha cercato nel romanzo tutto ciò che riguarda Albertine e l’ha riportato in ordine, un’informazione per paragrafo: il suo nome compare 2.363 volte, più di quello di ogni altro personaggio, e lei è presente o nominata in 807 pagine.
Anne Carson, The Albertine Workout
Poesia, collana Controcielo – testo inglese a fronte – 172 pagine – 14 euro
Traduzione di Giulio Silvano – Introduzione di Eleonora Marangoni
Anne Carson, Premio Nobel per la letteratura 2026










