È uscito per Edizioni Mediterranee un nuovo libro di Paola Giovetti un libro affascinante che tocca storia, geografia sacra, mistero e spiritualità. “La linea sacra di San Michele” (nota anche come linea ley o linea michelita). ne abbiamo parlato con l’autrice 😉

- Sette santuari dedicati all’Arcangelo Michele perfettamente allineati lungo una retta che attraversa l’Europa dall’Irlanda a Israele. Nel suo saggio si chiede se sia una curiosa coincidenza o un disegno predestinato: secondo le sue ricerche, quali elementi fanno propendere per la tesi di un progetto spirituale o geometrico consapevole, sebbene millenario?
Qui abbiamo a che fare con antiche tradizioni e leggende. Di un progetto consapevole parla la tradizione secondo la quale la linea lunga oltre 4000 km che unisce i sette santuari corrisponderebbe al gesto di Michele quando con la spada bandì Lucifero dalla presenza di Dio. Quindi, forse, un gesto di protezione per l’Europa. Di un progetto consapevole parla anche la geometria dei santuari allineati in maniera perfetta su una stessa traiettoria da Nord e Sud. Nulla di dimostrabile, certamente però tradizioni suggestive che oggi ci appaiono possibili e provvidenziali.
- I sette luoghi toccati dalla linea – dall’impervio Skellig Michael al celebre Mont Saint-Michel in Normandia, fino alla Sacra di San Michele in Piemonte e al Gargano – possiedono tutti un’atmosfera carica di mistero. C’è un santuario tra questi che l’ha colpita maggiormente durante le sue ricerche o che nasconde la storia più inaspettata?
Certamente Monte Sant’Angelo, sul Gargano, che visitai per la prima volta molti anni fa. Entrare in quella immensa grotta fu un’esperienza fortemente emozionante, che si ripeté poi in occasione di altre visite. Documentandomi venni poi a sapere delle antiche suggestive tradizioni legate ad essa, che coinvolgono personaggi storici e che arriva fino a Padre Pio, che fu sempre devotissimo a San Michele. Forse non tutti sanno che San Giovanni Rotondo, dove Padre Pio visse, nacque come tappa dei pellegrini che si recavano a venerare Michele nella vicina Monte Sant’Angelo .
- Nella tradizione e nell’iconografia, la figura dell’Arcangelo Michele rappresenta la lotta contro le forze delle tenebre e il trionfo della luce. Perché la sua figura, e in particolare la devozione legata a questa specifica “linea sacra”, esercita ancora oggi un fascino così potente anche su chi si professa laico o lontano dalla religione?
Michele è portatore di messaggi importanti: è il vincitore del Bene sul Male, ma anche l’accompagnatore delle anime nell’aldilà e l’angelo della giustizia e dell’armonia: la bilancia che tiene tra le mani insieme alla spada, simbolo di autorità e mai di violenza, lo dimostra chiaramente. E’ anche protettore della natura, come raccontano i suoi santuari che si trovano sempre nella natura incontaminata. Temi importantissimi, oggi più che mai, per credenti e non credenti.
- Nell’introduzione o nella presentazione dell’opera si legge un invito chiaro: far proprio “l’impulso di Michele” per diventare più luminosi, forti ed equilibrati. In che modo il viaggio storico e geografico tra questi santuari si trasforma, per il lettore, in un percorso di crescita e consapevolezza interiore spendibile nella vita di tutti i giorni?
Visitando i santuari si viene a conoscenza del messaggio di Michele e del suo simbolico ruolo, ci si rende conto dell’importanza di tale ruolo (vittoria del Bene sul Male, giustizia a armonia nella vita, difesa della natura) e ci si sente spontaneamente invitati a far proprio tutto ciò. Un processo di crescita e consapevolezza di grande importanza, anticamente e oggi.
- Lei è una giornalista e saggista con una lunghissima esperienza nello studio del sacro, del misticismo e dei fenomeni di frontiera. Come si colloca questo libro sulla Linea di San Michele all’interno del suo percorso personale di ricerca, e cosa spera che resti impresso nel lettore una volta chiusa l’ultima pagina?
Penso e spero che i concetti sopra esposti siano fatti propri da chi legge il libro, facciano nascere il desiderio di visitare almeno alcuni di questi santuari, tutti sorprendenti per la bellezza dei luoghi e le antiche tradizioni sempre vive e presenti, e invitino a far proprio quello che ho chiamato l’impulso di Michele: un impulso creativo, ricco di forza positiva, bellezza e amore.










