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“Parole in libertà” intervista a Vilma Gaist

Vilma Gaist è l’autrice di ‘Beatrice Cenci’, un romanzo pubblicato da Giovane Holden Edizioni che riprende una storia che l’ha colpita profondamente fin dalla giovinezza. Vilma ci condurrà dietro le quinte della sua scrittura, svelandoci le motivazioni e il percorso che l’hanno portata a dare nuova voce a questa controversa figura storica.”

Lei menziona di essere stata colpita dalla tragedia di Beatrice Cenci in giovane età. Qual è stato l’elemento scatenante che l’ha spinta a dedicare un intero romanzo a questa storia a distanza di tempo?

  Una prima lettura mi aveva così turbata da rendere impossibile cancellarne il ricordo. Col tempo mi sono resa conto che la vicenda di Beatrice è di una sconcertante attualità e ho voluto raccontarla per gettare, però, una luce diversa su questo personaggio. Non 
compassionandola, nè esaltandola. Ho inteso far emergere  il suo mondo interiore, i suoi turbamenti, le sue riflessioni di fanciulla, prima, e di donna, poi.

Come autrice ha scritto anche per ragazzi ,in che modo il suo approccio alla narrazione per un pubblico giovane ha influenzato la sua scrittura per “Beatrice Cenci”, un romanzo con tematiche adulte e complesse?

     Le esperienze precedenti  mi hanno  aiutato in un certo senso perchè scrivere per adolescenti richiede un registro espressivo diretto e un ritmo narrativo rapido con l’uso dei dialoghi. E, infatti, sono ricorsa spesso al dialogo per far risaltare i caratteri e per
vivacizzare la narrazione. Ma questo testo ha richiesto uno scavo psicologico di ogni personaggio perciò ho introdotto necessariamente sequenze riflessive e introspettive. Il registro espressivo è stato adattato all’epoca storica e al contesto socio ambientale risultando ora elegante ora colloquiale.

Qual è stata la sfida più grande che ha incontrato nel ricostruire questa vicenda storica e nel dare voce a un personaggio così enigmatico e discusso?

   La sfida più grande è saper miscelare   il “vero storico ” e il “vero poetico”, per dirla come il Manzoni. Ho dovuto fare molta attenzione alla  verità dei fatti sia storici che giuridici, documentandomi quanto più possibile ,ma l’immaginazione e l’immedesimazione hanno giocato il ruolo più importante.

Dopo aver trascorso tempo immersa nella storia di Beatrice Cenci c’è un aspetto della sua vicenda o della sua personalità che l’ha sorpresa o colpita particolarmente?

   In particolare sono rimasta  affascinata  da alcuni   aspetti della protagonista che ho evidenziato in più punti del romanzo: la forza d’animo e di carattere  di fronte alle sventure  e alle ostilità  e la sua coerenza per cui non  ha mai smentito se stessa  ed è andata fiera incontro alla morte .

Grafica Divina

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