Home Interviste Conosciamo meglio Sylvie Freddi

Conosciamo meglio Sylvie Freddi

389
SHARE

Sylvie Freddi scrittrice di romanzi di fantascienza ci accompagna tra le pieghe del suo ultimo lavoro Q502. 300 anni dopo il grande esodo edito da Stampa Alternativa.

Quali sono le costanti che hai mantenuto nella società marziana di 300 anni dopo l’esodo? In cosa l’umanità (ammesso che si possa ancora chiamare così) non è cambiata?

Nella storia le dinamiche sociali hanno sempre avuto un movimento di aggregazione e disgregazione intorno a un individuo, un gruppo o un’idea. Cosi penso che accadrà anche in futuro.

Nel mio mondo non è cambiata quindi la voglia di identificarsi in un gruppo, il volersi riconoscere negli altri ed essere riconosciuto.

Non è cambiata la voglia di possedere e la voglia di sentirsi l’unico eletto.

Ma non è cambiata neanche la voglia di libertà, la ricerca per migliorarsi e cercare di creare qualcosa di nuovo.

 

In che modo la scienza è alleata o avversa ai protagonisti?

Come nel mondo attuale, la scienza in Q502 è particolarmente importante e benefica per la sopravvivenza della specie: allunga la vita, fa superare malattie, rende possibile un adattamento ad un ecosistema cosi ostile come quello di Marte.

Ma come qualsiasi strumento, la scienza può anche diventare un’arma, in questo caso per controllare e manipolare la popolazione.

 

Manipolazione genetica spinta agli estremi. Speranza o profezia?

La manipolazione genetica sta alla base della società marziana, le biologhe formano una vera e propria casta. Ho immaginato che in un ecosistema cosi limitato di risorse, dove l’uomo normale ha uno spazio estremamente ridotto, si cerca di adattare l’uomo alle esigenze dell’ambiente.

Quindi si creano mutanti che possano sopravvivere e lavorare in un ecosistema avverso.

Ma penso che il prossimo enorme cambiamento socioculturale qui sulla Terra sarà la possibilità di creare individui cloni a partire da qualsiasi cellula del corpo.

 

Una casta sacerdotale ancora sopravvive nonostante il volgere del tempo e dello spazio…

Penso che avremmo sempre bisogno di rituali che possano dare un senso alla morte e quindi alla vita. Questa necessità sarà ancora più forte in un gruppo che è stato costretto a migrare e che quindi non ha più radici. Ho immaginato che quando qualcuno viene sradicato dalla sua terra e fatto vivere per generazioni fuori, ha necessità di una religione che lo culli e gli dia coraggio per continuare a vivere nel nuovo mondo.

Nel romanzo la casta sacerdotale è ricoperta dalle Qinab potenti scienziate addette alle mutazioni genetiche detentrici della scienza. Questa scelta mi è parsa naturale perché in questa comunità loro manipolano il DNA e quindi la creazione.

 

Scienza e fede ancora così distanti?

Nel romanzo la scienza ha assunto un ruolo religioso che noi su Terra non abbiamo perché Marte ha un territorio che è il nemico della sopravvivenza umana. Senza la scienza l’uomo non vi potrebbe mai vivere.

 

Come hai costruito il personaggio del detective Dylan?

Il personaggio Dylan l’ho ripreso da un racconto breve che avevo scritto quando vivevo al Cairo. L’ho immaginato molto umano, un antieroe, con una vita non particolarmente brillante, travolto malgrado lui in una storia che all’inizio sembra non appartenergli. Quando l’ho descritto pensavo ad Harrison Ford in Indiana Jones. Poi, scrivendo Q502, il personaggio è cresciuto fino a trasformarsi in Rick di Blade Runner.

 

Il tuo universo narrativo adesso in che direzione sta andando?

Il mio universo narrativo continuerà ad essere quello della fantascienza, non voglio perdere il mondo che ho costruito, voglio vedere cosa succede a Dylan. Sto anche scrivendo piccoli racconti sugli ultimi tre giorni dei personaggi secondari del romanzo, aprendo cosi ulteriori finestre su quel mondo.

Nel frattempo continuo a scrivere brevi racconti noir che riguardano fatti più o meno quotidiani simili a quelli che si trovano in Caffè Paszkwosky.

 

Intervista di: Matilde Alfieri

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.