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Barbara Sarri ospite del nostro spazio interviste

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Barbara Sarri è la Presidente dell’Associazione Bambino sarai tu!

Nel 2006 vince per meriti culturali e sociali il Premio Lydia Tesio, nel 2007 il Premio Donna dell’Anno (Roma), il Premio Donna è nel 2010 (Casciana Terme), l’Oscar Livornese 2016.

È l’autrice di Una rosa non un pugno, cortometraggio contro la violenza sulle donne ispirato al flamenco e alla storia dell’arte promosso da Amnesty International Sezione Italiana (Ottobre 2015).

Con “Un gesto d’arte contro alla violenza” dedica al flamenco una mostra itinerante di opere di numerosi artisti: dalla tela alla grafica fino alla scultura ( 2015/2017).

Collabora come volontaria con la Casa Circondariale Don Bosco e con il Comune di Pisa per l’evento del 25 Novembre 2017, Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne per un progetto di scrittura e flamenco: “Un abanico per volare”, quest’anno alla sua seconda edizione.

Organizza alla Fattoria Bellavista la Kur Flamenca Contro La Violenza Sulle Donne: spettacolo di danza nel quale il flamenco si fonde con il dressage.

Quando e sotto quali spinte è nato questo libro?

Questo libro nasce principalmente dall’incontro con una danza che “qualche tempo fa” mi ha fatto innamorare perdutamente di lei, il flamenco.
Qual è stata la sua genesi e quali i passi per arrivare fino a noi?

Tutto parte nel 2015 con un cortometraggio del quale scrissi la sceneggiatura, “Una rosa non un pugno” prodotto dall’associazione “Bambino” sarai tu! e promosso da Amnesty International Sezione Italiana, una prima testimonianza video nella quale il flamenco e l’arte sono stati il riscatto contro la violenza di genere.

Tu e il flamenco un colpo di fulmine?

Sì, è un ballo ti dona forza, equilibrio e possiede un grande potere energetico.

In che modo questo ballo è specchio della vita?

Uno dei tanti motivi che mi affascina è che si possa ballare Anche da sola, lo possiamo danzare insieme oppure per conto nostro: anche la vita ci dona attimi di condivisione … e di solitudine.

Inoltre in questa danza il corpo diventa uno strumento di musica i piedi si uniscono alla chitarra, al cajon, alla voce del cantante, dialogano con loro…

Perché hai deciso di trattare il tema della violenza sulle donne?

È un tema che affrontai già nel 2001 con il mio primo romanzo “Ritratto di scuderia. Un lavoro da uomo”.

Credo sia uno dei temi più importanti, purtroppo molto attuale, delicatissimo. Ho cercato di approfondirlo raccontando del grande aiuto che i centri antiviolenza danno alla nostra società.

Quando si subisce una violenza, la cosa più difficile è raccontarla, correre al pronto soccorso per il referto clinico e testimoniarla è solo il primo passo…

A questo proposito con emozione ricordo due presentazioni che mi ha fatto la Casa Della Donna di Pisa da ebook: una l’8 marzo alla Casa Circondariale Don Bosco, e l’altra il 30 Giugno nella sede della Casa della Donna di Pisa, momenti molto densi anche con Silvana Moroni, Responsabile della Circoscrizione Toscana Amnesty International a Danza in Fiera 2017.
Come e dove è possibile acquistarlo?

Dopo il suo successo in ebook esce in edicola il 18 Novembre edito dalla casa editrice HarperCollins Italia nella nuova collana eLit con il brand Harmony.

Si troverà in vendita quindi per due mesi nei punti Harmony e sempre nello store della casa editrice.
Intervista di: Matilde Alfieri

 

 Qualcosa in più sul libro

 

Il ventaglio sulla pelle – Un’indagine di Isabel Blanco

Uscita 18 novembre, prezzo 4.50 €

Barbara Sarri

 

ELIT HARMONY – VOCI ITALIANE DI ELIT

Finalmente in edicola una selezione dei migliori romanzi pubblicati in digitale, scritti dalle autrici italiane di eLit.

Dal 18 novembre sarà disponibile in edicola e sullo shop online della collana ELIT HARMONY – VOCI ITALIANE DI ELIT.

 

Sinossi. Un ventaglio che, muovendosi, si proietta verso l’aria, scarpe dal tacco chiodato che, dando un ritmo, riportano a un contatto con la terra: questi sono i due estremi del flamenco, che con la sua magia può aiutare le donne a rinascere dopo un evento traumatico. Questa è la filosofia di Isabel Blanco, bailaora per passione e investigatrice per lavoro, due anime in un unico corpo.

Quando un misterioso serial-killer inizia a uccidere ballerine di flamenco a Roma e in Spagna, Isabel non può non sentirsi chiamata in causa, soprattutto perché le donne uccise hanno un tatuaggio che le accomuna tra loro e le unisce proprio a lei, che porta impressa sulla pelle la stessa immagine, creata da un tatuatore di Granada.

Non resta che partire e tornare alla terra da cui Isabel e il flamenco hanno origine.

 

 

 

 

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