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Conosciamo meglio Eleuteria Arena

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In rotazione radiofonica e disponibile su iTunes, Spotify, tutti gli altri store digitali e piattaforme streaming, PIOGGIA D’APRILE”, il nuovo singolo della raffinata cantautrice, violoncellista e polistrumentista (pianoforte, ukulele) bresciana ELEUTERIA ARENA (classe 1986).\r\n\r\nPIOGGIA D’APRILE”, brano molto apprezzato dal pubblico al Festival della canzone d’autore MUSICULTURA 2016,  segue l’uscita del singolo “A metà”, vincitore del Premio della Critica al concorso “CapiTalent” di Radio Capital, consegnato ad Eleuteria Arena al museo Maxxi di Roma dal cantautore Max Gazzé, giudice della competizione.\r\n\r\nNoi l’abbiamo incontrata ed ecco cosa ci ha raccontato.\r\n\r\nSOTTO QUALI SPINTE NASCE PIOGGIA D’APRILE?\r\n\r\nPioggia d’aprile è un titolo simbolico.\r\n\r\nSe avesse avuto riferimenti più paesaggistici non l’avrei di certo pubblicata a fine settembre :)\r\n\r\nLa pioggia è la raffigurazione del pianto… che non deve però trasmettere qualcosa di negativo.\r\n\r\nLe lacrime sono spesso gocce di gioia e liberazione.\r\n\r\nAprile è un mese a cui emotivamente attribuisco un’intensità particolare: è il mese in cui sono nata, il risveglio della primavera, ma anche il mese che ha segnato nella mia vita degli avvenimenti molto dolorosi per me….\r\n\r\nRiassume molto bene il succedersi degli eventi, i cambiamenti che avvengono, da cui però non dobbiamo mai lasciarci travolgere completamente.\r\n\r\nOgni esperienza ci lascia un segno sulla pelle che è sacro, e non va cancellato, ci forgia per quello che siamo, ci scolpisce in un certo senso… e solo così scopriamo la nostra bellezza, che deve essere il nostro punto fermo.\r\n\r\n \r\n\r\nCOSA CONTIENE QUESTO TUO NUOVO LAVORO DISCOGRAFICO?\r\n\r\nHo pubblicato il singolo “Pioggia d’aprile” insieme a un altro brano “Strade di Leeds”. Sono due canzoni che ho scritto tempo fa ma che hanno preso una veste molto interessante grazie alla collaborazione con l’etichetta ThisPlay Music di Vicenza. Anticipano l’uscita dell’ album previsto per i primi mesi del 2017.\r\n\r\n \r\n\r\nCOME POLISTRUMENTISTA QUAL’è IL TUO CANALE PREFERENZIALE PER COMPORRE?\r\n\r\nOgni strumento suggerisce input interessanti per la nascita di una canzone… alcuni brani sono nati partendo con uno strumento e completati con un altro.\r\n\r\nSicuramente il pianoforte è lo strumento con cui mi è più spontaneo comporre.\r\n\r\n \r\n\r\nQUALE DEVE ESSERE IL RUOLO DEL MUSICISTA OGGI?\r\n\r\nCredo ci siano tanti modi di fare il musicista oggi… credo però che sia doveroso conoscere bene il linguaggio musicale per definirsi tale, facendolo proprio, senza ‘improvvisarsi’ e sfornare copie su copie di musica già sentita e impoverita.\r\n\r\nCredo sia indispensabile poi avere qualcosa da comunicare, che sia un grande ideale o un piccolo pensiero quotidiano…. ed è importante essere sinceri.\r\n\r\n \r\n\r\nDOVE AFFONDANO LE TUE RADICI MUSICALI?\r\n\r\nL’istinto musicale è arrivato molto presto nella mia vita. Prima di me nessuno nella mia famiglia aveva studiato musica, anche se se ne ascoltava tanta in casa.\r\n\r\nIl desiderio di iniziare a studiare danza classica, pianoforte e canto è nato spontaneamente da bambina. Il violoncello è uno strumento che invece ho scelto da adolescente e che mi ha portato a frequentare il Conservatorio.\r\n\r\nSicuramente la musica classica ha avuto un forte peso nella mia formazione musicale, ma non ho mai escluso la musica ‘popolare’ o ‘leggera’ dalla mia quotidianità di musicista.\r\n\r\nHo sempre utilizzato gli strumenti che studiavo in ambito classico per suonare coi miei primi gruppi musicali ad esempio. Suonavamo Bjork, i Muse, Tori Amos, ma anche Janis Joplin e i Nirvana…\r\n\r\n \r\n\r\nIN PIOGGIA D’APRILE SI RESPIRA IL CAMBIAMENTO… COME LO VIVI?\r\n\r\nIl cambiamento mi ha sempre elettrizzata e spaventata allo stesso tempo, anche perché molto spesso avviene in seguito a una scelta fatta, a una presa di posizione o a una convinzione…. e la responsabilità di aver preso la strada giusta non lascia sempre tranquilli.\r\n\r\nMa la vita mi sta insegnando a ‘lasciar scorrere’, cercare di controllare tutto è spesso inutile e deleterio.\r\n\r\nLasciarsi andare al cambiamento vuol dire avere fiducia in sé stessi, ampliare la propria conoscenza di sé e l’amore per la vita.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Lucrezia Monti\r\n\r\nFoto: EarOne\r\n\r\n \r\n\r\n 

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