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Conosciamo meglio Nejo

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Dj Nejo sta promuovendo in radio il suo nuovo singolo “I will find you”, cover del celebre brano dei Clannad.

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Questo brano rappresenta un tributo ad un’epoca, a delle sonorità, a delle atmosfere di festa mai dimenticate. Per il primo singolo estratto dall’album di esordio, “Days Gone By”, la cui uscita è prevista per il mese di ottobre 2016, la voce è di Sara Hollie.

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Dj Nejo, 32 anni, di Firenze è Dj, musicista, produttore, ma prima di tutto amante della musica. Negli anni ha saputo confrontarsi con generi anche molto diversi tra loro; le sue molteplici influenze confluiscono nel suo vero grande amore: la musica house. Carisma, versatilità e una selezione musicale mai banale sono elementi che non mancano ai suoi DJ Set.

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Quali sono gli ingredienti per scegliere un singolo?

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\r\n- Un singolo deve essere interessante, che abbia qualcosa per cui possa essere facilmente ricordato, che rappresenti la mia musica e il momento specifico che sto vivendo come artista.\r\n\r\n

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Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno sche scrivi?

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– Nelle varie caratteristiche che compongono un brano che si guadagna l’attenzione, non c’è qualcosa che deve essere immancabilmente presente. Il risultato va al di là della somma dei singoli fattori. E’ proprio questo che rende un brano in particolare degno di essere ascoltato. Nel processo di scrittura questa ricerca deve essere più naturale possibile, altrimenti si finisce per creare qualcosa di stereotipato o standardizzato e quindi già sentito.

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A quali modelli musicali guardi?\r\n

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\r\n- sono tantissimi gli artisti che seguo, al di là dei nuovi talenti e le “vecchie glorie”, i modelli a cui mi ispiro sono quelli che persistono negli anni, che attraversano le stagioni riuscendo ad uniformare il loro suono e anticipare (o comunque cavalcare) sempre le nuove tendenze. Due nomi su tutti: Quincy Jones e Roger Sanchez. Due leggende vere e proprie.

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\r\nQuali suggestioni contiene il tuo ultimo lavoro discografico?

\r\n- Days Gone By (part I) è un album che racconta il tempo in una duplice accezione: il tempo come scorrere delle stagioni, che accompagnano stati d’animo diversi che si alternano. Questo aspetto è per esempio nella traccia “Sunshine Day”, che rimanda a ben altro rispetto a quello che ci si aspetterebbe dal titolo.

\r\nDall’altro lato si interpreta il passaggio tra passato, presente e futuro, all’interno del quale rientra anche la scelta delle due cover “I will Find You”, che rivive in una nuova ottica da club, e “It’s been awhile” in un’inedita versione Deep.\r\n\r\n

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Come si racconta il presente?

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–  Il presente si racconta innanzitutto con una ricerca continua e incessante, sia che si tratti di musica che di contenuti. Poi cercare di rendere il proprio sguardo comprensibile, operare una riduzione, una selezione per arrivare a una narrazione compiuta e coerente. Ultimo, ma sempre più importante, riuscire a condividere nel modo più ampio possibile il proprio racconto, in modo tale che diventi anche il racconto di qualcun altro che se lo sente proprio.\r\n\r\n

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Cosa vorresti per la tua musica? 

\r\n- Vorrei riuscire a scavalcare i limiti del Dj set da una parte e del Concerto live dall’altra.Per questo stiamo sviluppando una performance live dell’album, nel quale l’interazione tra il dj, i musicisti e con i video è continua, incalzante e con ampi spazi di improvvisazione.\r\n\r\n

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Intervista di: Lucrezia Monti

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