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Conosciamo meglio Simone Ravenda

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Chi è Simone Ravenda?\r\n\r\nSimone Ravenda è un ragazzo di 31 anni nato a Reggio Calabria ma residente da sempre in un piccolo paese in provincia di Udine che si chiama Cervignano, da tantissimo tempo appassionato delle discipline più strane, all’età di 19 anni si innamora del mondo della magia e dell’illusionismo, ma rimane incantato soprattutto da quella branca della magia che secondo lui rappresenta la VERA magia, ovvero il Mentalismo.\r\n\r\n \r\n\r\nCome e quando nasce il mentalismo?\r\n\r\nLa parola mentalismo è relativamente recente, è stata coniata nei primi anni del ‘900, quando questo genere di spettacoli ha preso piede nei teatri e ha abbandonato, almeno in parte, l’alone esoterico che lo ha sempre contraddistinto fino a quel momento.\r\n\r\nInfatti il mentalismo e soprattutto il mentalismo classico, è un genere di spettacolo estremamente connesso al mondo esoterico e paranormale. Il mentalista infatti è un artista che in qualche modo riesce a compiere tutti quei prodigi attribuiti alla mente che rappresentano, solitamente, solo una leggenda, come ad esempio: chiaroveggenza, telepatia, telecinesi, psicometria e molto altro. In poche parole un mentalista legge nel pensiero, e realizza fenomeni che a detta di molti, possono sembrare paranormali.\r\n\r\nPrima ho definito il mentalismo come “classico” infatti bisogna specificare che il tipo di mentalismo definito qui di sopra è un modo di vivere questa arte, grazie a nomi come Chan Canasta e Derren Brown il mentalismo oggi giorno vive una nuova veste, vi è infatti un nuovo modo di vivere questa forma artistica e i mentalisti “moderni” propongono esperimenti in cui non si dimostrano le doti sovrannaturali della mente, bensì si dimostrano tramite gli esperimenti proposti negli spettacoli, come tramite il sapiente uso della parola e di qualche sotterfugio psicologico si possa soggiogare il cervello influenzando le azioni degli spettatori e riuscendo a carpire pensieri in maniera estremamente dettagliata.\r\n\r\n \r\n\r\n I più famosi mentalisti\r\n\r\nBeh il mentalismo sta vivendo un nuovo periodo aureo grazie ad alcuni performer che reputo estremamente in gamba e che lo stanno proponendo in modo estremamente valido. Sicuramente uno dei performer più famosi in questo periodo è Derren Brown, mentalista inglese la cui mente, almeno per me, va oltre il genio. Difatti stiamo parlando di un artista che al di là del mentalismo eccelle praticamente in ogni forma artistica. In Italia abbiamo un altro validissimo performer che oltre ad essere un artista fenomenale è anche una gran brava persona e un amico: Francesco Tesei, protagonista di due spettacoli che hanno fatto il giro d’Italia nei migliori teatri italiani e protagonista di una trasmissione televisiva andata in onda su Sky dal titolo: Francesco Tesei – Il Mentalista.\r\n\r\n \r\n\r\nPerchè hai deciso di intraprendere questa disciplina?\r\n\r\nCome in ogni forma artistica non penso che si decida di intraprenderla, credo piuttosto che ci sia una vocazione innata che ad un certo punto scaturisce e che diventa ossessiva. Ho sempre studiato discipline “alternative” che si mescolano in modo armonioso col mentalismo, il mentalismo è stato il riuscire a trovare una via di espressione per esprimere la mia personalità.\r\n\r\nLa gente mi ha sempre definito “diverso” e “enigmatico” e in qualche modo col mentalismo ho dato loro ragione senza temere le etichette.\r\n\r\nOggi giorno l’ “allenamento” è la performance ma non nego che mi tengo aggiornato giornalmente e che ogni giorno cerco di creare qualcosa di diverso e unico nelle mie esibizioni.\r\n\r\n \r\n\r\nCome prepari un tuo numero?\r\n\r\nPremetto: per me il vero mentalismo e quello che francamente preferisco, è quello che si vive al di fuori della performance e che si vive nei momenti di vita ordinaria con persone conosciute o sconosciute; li, secondo me, si vive l’essenza del mentalismo.\r\n\r\nNon che non mi piaccia esibirmi in contesti di spettacolo, anzi, ma credo che si percepisca il sapore della performance e si è all’interno di un setting differente, un setting dove sei un artista e un intrattenitore e non “qualcosa di più”, in questo concetto mi ispiro ad una frase che esprime tutto e che fu detta da un grande Mago di nome Tony Andruzzi, la frase è: “ Are you a Magician, or an entertainer?”\r\n\r\nUn numero professionale di mentalismo per me deve avere un significato e un’atmosfera. Senza questi due elementi vi è solo un esecuzione sterile e senza magia.\r\n\r\nNei miei esperimenti inizialmente decido quale “potere” voglio dimostrare, dopo di che a seconda del momento in cui voglio realizzare quel determinato numero decido l’emozione che voglio comunicare e trovo una musica adeguata, nella mia mente ho già un canovaccio del testo che voglio esporre durante l’esecuzione di quel dato esperimento, ma una volta trovata una musica e un’emozione allora scrivo il testo parola per parola. Una volta scritto però lo rileggo una volta sola e poi lo cancello.\r\n\r\nSecondo me il testo ripetuto a memoria snatura il mentalismo, siamo sul palco per dare qualcosa di reale o apparentemente reale, un testo recitato, per quanto possa essere recitato bene è finto. Nel palco voglio dare me, non il personaggio che mi porto dietro in quanto io stesso sono il mio personaggio.\r\n\r\n \r\n\r\nPerché in una società dove si esalta la scienza e la concretezza si ha voglia di stupirci e meravigliarci con cose “impossibili”?\r\n\r\nLa società fa passi da gigante ma contemporaneamente regredisce in maniera sbalorditiva in modo direttamente proporzionale al progresso. L’intrattenimento di moda è quello trash, quello dove si picchia un disabile e poi si mette il video su internet o quello dove si parla di stupidaggini in modo altrettanto stolto. Le nuove generazioni crescono con questi unici modelli che per forza di cose diventano quelli da seguire.\r\n\r\nLa magia, il mentalismo e queste arti ci ricordano in modo saggio e intelligente come si può creare l’impossibile o la percezione dell’impossibile e come si possa in modo etico e divertente stupire e crescere. Infatti la magia che piace a me è quella che lascia un messaggio, un messaggio di speranza per il futuro, dato che più si va avanti e più questa viene meno.\r\n\r\n \r\n\r\nLa forza della mente sulle persone, sugli oggetti. I famosi cucchiani che si piegano. Al di là di ogni possibile spiegazione la mente resta ancora un mistero?\r\n\r\nLa mente rimarrà sempre un mistero insoluto, e per fortuna aggiungo.\r\n\r\nQuando tutti i misteri della nostra mente saranno svelati allora saremo già millenni avanti nel tempo e in quell’epoca, se esisteremo ancora, ci saranno nuovi misteri da svelare in quanto il cervello e la mente saranno radicalmente cambiati.\r\n\r\nPer ora posso dire che ciò che faccio è bene rimanga un mistero, chi volesse divertirsi a osservare questi esperimenti può venire a vedermi in un mio spettacolo aperto al pubblico.\r\n\r\n \r\n\r\nUn sogno realizzato ed uno da realizzare.\r\n\r\nUn sogno realizzato è aver toccato tutte le regioni d’Italia a 31 anni con i miei spettacoli, ad agosto completerò la mia “collezione” arrivando in Sicilia per la prima volta.\r\n\r\nUn sogno da realizzare…mah mi piacerebbe stare con la mia compagna in una piccola villetta con giardino, un cane, un asinello e una capretta e godermi una vita tranquilla.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di: Luca Ramacciotti

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