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Conosciamo meglio Gabriele Ciampi

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GABRIELE CIAMPI, giovane compositore e direttore d’orchestra italiano attualmente risiedente negli USA che il 30 novembre presenterà per la prima volta a Milano uno spettacolo inedito, dirigendo la prestigiosa ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI sul palco del Teatro dal Verme.\r\n\r\n \r\n\r\nVivere all’estero per scelta o necessità?\r\n\r\nVivo all’estero perché in questo momento storico gli Stati Uniti offrono maggiori opportunità per la musica e in particolare per compositore come me che dirige la propria musica. Sono contento però di avere l’opportunità di tornare spesso in Italia per concerti e produzioni discografiche.\r\n\r\n \r\n\r\nQuali le differenze tra gli Stati Uniti e l’Italia nella cultura musicale?\r\n\r\nIn America la figura del compositore è decisamente controversa, viene affiancata spesso ai film, alla televisione e ai videogames. A causa ella tecnologia e dei computer oggi è possibile scrivere musica senza avere delle vere e proprie basi ma utilizzando dei suoni che poi vengono elaborati dando vita a sonorizzazioni utili per cinema e tv. In California questo avviene spesso e i cosiddetti compositori sono in realtà bravi arrangiatori.\r\n\r\nSi scatena così una competizione inutile che porta solo gravi conseguenze nel mercato (se pensiamo a quanti musicisti perdono possibilità di lavoro a causa dei computer e dei virtual instruments). Allo stesso tempo questa attività porta un notevole guadagno ma non crea arte, sono solo suoni finalizzati ad un determinato utilizzo.\r\n\r\nIn Italia è diverso, l’antica tradizione musicale e le prestigiose scuole e Accademie permettono una formazioni completa. Siamo un Paese che musicalmente può dare tanto, il problema è trovare spazio per emergere in un mercato in cui la novità spaventa sempre…\r\n\r\n \r\n\r\nQuali i tre momenti più importanti del suo cammino fino ad oggi?\r\n\r\nDa un punto div ista formativo sono stati fondamentali gli studi in Italia e in USA: il conservatorio ha messo delle basi solide su cui poi ho costruito grazie anche agli studi fatti alla UCLA di Los Angeles. Sono stato fortunato ad aver potuto studiare in entrambi i Paesi.\r\n\r\nPer quanto riguarda i riconoscimenti, la Green-Card per Extraordinary Ability ha rappresentato una tappa fondamentale, un aiuto importante che il Governo Americano mi ha concesso.\r\n\r\nAnche dall’Italia ho avuto tante soddisfazioni, essere stato selezionato come Eccellenza Italiana ed aver avuto l’opportunità di esibirmi per la prima volta all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2013 nell’ambito della stagione di Musica per Roma.\r\n\r\nUn altro momento importante nella mia carriera è stato nel 2102 quando la mia musica è stata eseguita alla Casa Bianca: una grande soddisfazione per me dopo solo un anno di studio e lavoro in America.\r\n\r\n \r\n\r\nLe sue composizioni nascono da carta e pianoforte a dispetto dell’avanzata (inesorabile?) della musica elettronica…\r\n\r\nSecondo me la vera musica non si scrive con il computer, ci vogliono carta, matita, un pianoforte e tanto studio, non solo “accademico” ma anche sul campo.\r\n\r\nBisognerebbe tornare alle origini in cui il compositore creava la propria musica come forma di arte pura e la proponeva al pubblico in ambito concertistico. Riproporre questa figura oggi è complicato ma è l’unico modo per porre basi solide per il futuro: si tratta di un lavoro lungo e i risultati arrivano dopo anni. Dal punto di vista economico il guadagno è minore rispetto alla musica scritta per cinema e televisione, ma il risultato artistico è diverso.\r\n\r\n \r\n\r\nQuando nasce la Cent’Orchestra?\r\n\r\nNel 2012 ho formato la mia orchestra, la CentOrchestra, con cui collaboro per concerti e produzioni discografiche. L’idea alla base di questa orchestra è quella di avere musicisti diversi, alcuni esperti e altri musicalmente giovani e provenienti da Pesi diversi. La nostra attività si svolge tra Europa e America e avere un’orchestra “internazionale” permette vantaggi nella fasi di preparazione al concerto. Il linguaggio musicale è universale, ma dalle infinite sfumature, e proprio queste dipendono dalle caratteristiche del musicista. Qui interviene la figura del direttore d’orchestra che deve riuscire a far emergere le qualità personali di ciascun professore. La CentOrchestra esegue esclusivamente mie composizioni. Contrariamente al rigore formale tipico del periodo classico ho cercato di instaurare un rapporto particolare con i miei musicisti, non più la divisione tra musicista e direttore d’orchestra/compositore ma un nuova idea di squadra, di gruppo, di progetto da portare avanti insieme.\r\n\r\n \r\n\r\nQuali progetti la aspettano?\r\n\r\nCi sono tanti progetti sui quali stiamo io e il mio team stiamo lavorando. Concerti in America per il 2016 e il nuovo Album. Per il prossimo dicembre è anche in programma un importante concerto alla Casa Bianca.\r\n\r\n \r\n\r\nQuale secondo lei il futuro della musica?\r\n\r\nE’ difficile dare una risposta precisa…certamente dobbiamo ritornare al passato, musica uguale serietà. Troppo spesso infatti assistiamo al nascere prodotti commerciali, artisti improvvisati che vengono spinti sul mercato con il solo scopo di trarre un veloce guadagno. Queste “meteore” hanno vita artistica breve oltre a creare un grave danno alla qualità della musica in Italia.\r\n\r\nSono contrario alle invasioni di campo, basta con le apparenze e i personaggi costruiti, il musicista professionista deve essere serio e rispettoso del ruolo altrui. Vediamo troppo spesso nei teatri personaggi che nascono come bravi esecutori poi diventano improvvisamente compositori, direttori d’orchestra e scrittori. Dobbiamo distinguere bene il fenomeno commerciale del momento dal musicista di talento che crea qualcosa di originale.\r\n\r\nCi sono tanti mestieri che caratterizzano il mondo musicale e si nasce compositori (e si studia per questo) non è possibile fare altro. La mia direzione d’orchestra è legata unicamente alla mia musica, il direttore d’orchestra professionista compie un diverso percorso formativo così come il bravo professore d’orchestra deve studiare duro 10 anni per formarsi. Per questo non credo ci sia tempo sufficiente per fare altre professioni e il rischio è quello di ottenere risultati artistici modesti.\r\n\r\nNon bisogna invadere il campo altrui ed autoproclamarsi innovatori solo per raggiungere risultati commerciali.\r\n\r\nIntervista di: Matilde Alfieri\r\n\r\n \r\n\r\n 

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