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La Toscana racconta

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Torna Guerrino Anchioni detto “il Popolo”, bracciante filosofo nato dalla penna vivace di Marco Teglia. Un anno dopo Il Popolo va agli Uffizi (Sarnus, pp. 96, euro 7) l’irresistibile contadino è al centro di nuove avventure e sventure su e giù per la campagna toscana nel nuovo libro Il Popolo va a Viareggio (stesso editore, pp. 96, euro 7), arricchito da un testo di Adolfo Natalini e dalle illustrazioni di Cesare Serni.\r\nNato a Lucca nel 1949, figlio d’arte (il padre Remo pubblicò per Einaudi romanzi di successo tra gli anni ’60 e i ’70), Marco Teglia si divide tra letteratura e musica folk: col nome d’arte di Roventino da Panzano si esibisce tuttora sui palchi di tutta la regione seguito da schiere di ammiratori. Il personaggio del “Popolo”, dotato di candida spontaneità ma custode anche di genuina saggezza, attrae fin dalla sua comparsa nel 2013 le simpatie di pubblico e critica (“un gran personaggio, che fa ridere e intenerisce”, scriverà Adriano Sofri). Ne Il Popolo va a Viareggio il carismatico contadino è ormai cinquantenne e ha a che fare con il fascismo e la camicie nere, oltre che con la consueta giostra di figure emblematiche e macchiette che lo accompagneranno nei suoi viaggi e nelle sue scoperte. Tra giornate trascorse a battere il grano o assistere il parto di una vacca, il Popolo trova finalmente il tempo per fare una gita in Versilia, verso quel mare a lungo sognato che si rivelerà tanto bello quanto inadatto a un uomo… di terra. Meglio la campagna allora, quella di cent’anni fa, che Teglia dipinge con grande senso del ritmo, gusto per l’aneddoto, e un infinito amore per la Toscana rurale.

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“Era il tempo dei solleoni, verso la fine di luglio. Il Popolo si era svegliato con il primo sole. Dalla finestra priva di scuri la luce entrava ancora mite, fuori l’aria era limpida e una brezza leggera portava profumo di mare…”

\r\nGuerrino Anchioni, detto “il Popolo”, è tornato. Il contadino toscano nato dalla penna brillante di Marco Teglia è protagonista di nuove avventure in uno scenario bucolico al limite tra la favola e il reale. Ormai cinquantenne, il candido e simpatico bracciante avrà a che fare con il fascismo e la camicie nere, oltre che con la consueta giostra di personaggi emblematici e macchiette che lo accompagneranno nei suoi viaggi e nelle sue scoperte. Sullo sfondo, una campagna di cent’anni fa dipinta con grande senso del ritmo, gusto per l’aneddoto, e un infinito amore per la terra.\r\n\r\nIllustrazioni di Cesare Serni. Presentazione di Adolfo Natalini.\r\n

Fonte: Eventi Pagliai

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