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Éric Bulliard in libreria con “L’addio a Saint-Kilda”

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Éric Bulliard

L’addio a Saint-Kilda

21lettere
Prezzo 14,00 euro; pagine 192

Il 10 settembre in libreria

Il mondo ignorava la loro esistenza. Loro ignoravano l’esistenza del mondo. Fino al XIX secolo sono vissuti nell’autarchia, senza conoscere la scrittura né il denaro, senza gerarchie né leggi.

L’addio a Saint-Kilda è una storia vera che ha conquistato tutti, dagli studenti nelle scuole ai premi letterari. Il romanzo di Éric Bulliard, giornalista e critico letterario, ricostruisce le incredibili vicende di questo arcipelago abitato fino al 1930quando i suoi ultimi trentasei abitanti chiedono di essere evacuati nella vicina Scozia.  L’addio a Saint-Kilda è anche il racconto di una fase incontaminata in cui la comunità è tutto: è una riflessione sull’intima connessione tra comunità e individuo, quando poi, a un certo punto, a deviare la strada e incrinare i rapporti, prima ancora del denaro, compare il desiderio.

Gli abitanti di Saint- Kilda, l’arcipelago scozzese isolato nell’Oceano Atlantico settentrionale, non sono mai stati più di qualche decina, forse un massimo di centocinquanta nel XVIII secolo. Fino al XIX secolo non avevano visto traccia di scrittura. Si dedicavano alla caccia agli uccelli, raramente alla pesca, un po’ di agricoltura e di allevamento. Una civiltà sbarcata su questo pezzo di terra non si sa né quando né come, una sorta di utopia o di ultima traccia di Atlantide che vive in un «angolo di natura intatta abitata dalla notte dei tempi e preservata dai misfatti della civilizzazione». Una civiltà che sembra legata più alla favola che alla realtà al punto che i britannici vogliono andare a vedere con i loro occhi questi confini che hanno avuto il tempo di diventare mitici. Risultano appropriate le parole di Zygmunt Bauman:«La comunità è un luogo caldo, un posto intimo e confortevole. Oggi è sinonimo di paradiso perduto, un paradiso nel quale speriamo di poter tornare e di cui cerchiamo febbrilmente la strada». Dalle pagine del romanzo di Bulliard si sente forte la gioia, la forza di vivere la comunità nella sua pienezza, ma anche il soccombere al denaro, alla merce, alla necessità di far fronte alla sussistenza. 

La traduzione italiana del testo ripropone fedelmente l’uso sregolato della lingua originale di  Éric Bulliard.

ÉRIC BULLIARD storico giornalista della testata La Gruyère di Friburgo (CH), è responsabile della rubrica culturale. Membro della commissione cantonale degli affari culturali, della giuria del Label+Teatro romanzo e di quella del premio letterario Georges-Nicole. L’addio a Saint-Kilda gli è valso i premi letterari Edouard Rod (2017), SPG (2018) e quello della Fondazione Régis de Courten (2019).

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