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Ospiti del nostro spazio interviste gli AlterEgo

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È in rotazione radiofonica “PANICO”, il singolo che segna il debutto discografico del duo romano AlterEgo, composto da Asia Chanel Beniamina Gigli e Leonardo Albani“Panico” è un brano che vuole trasferire in musica le sensazioni generate da un attacco di panico, un sentimento che parte dalla mente e si diffonde in tutto il corpo, fino ad arrivare al cuore, da qui la scelta della copertina che accompagna il singolo. L’esplosività del ritornello è un invito ad affrontare il problema, mentre la scelta di suoni elettronici su un tappeto di strumenti classici e tradizionali nasce dalla volontà di creare uno stile nuovo, moderno ed orecchiabile.

Come nasce la vostra musica? Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

La nostra musica nasce dall’intreccio delle nostre personalità, che sono tanto diverse e tanto simili allo stesso tempo.
La “magia”, se così vogliamo definirla, esce fuori nel momento in cui certi aspetti di noi apparentemente opposti riescono ad amalgamarsi come in un incastro perfetto. Anche in Panico la delicatezza e la fragilità della voce di Asia incontra quella più forte e decisa di Leonardo andando a creare non a caso gli AlterEgo.
I nostri punti di riferimento musicalmente si trovano principalmente all’estero, ascoltiamo molto Billie Eilish, Birdy, Tom Odell, ma anche in italia troviamo soprattutto ultimamente dei progetti molto interessanti dai quali è sempre possibile imparare e prendere spunto come La Rappresentante di Lista, Fulminacci e, anche se lontano dal nostro genere, ammiriamo moltissimo i testi di Rancore

Di cosa parla “Panico”, il vostro nuovo singolo?


Innanzitutto diciamo che “Panico” è il nostro primo singolo, il nostro biglietto da visita nel mondo della musica. Abbiamo scelto questo brano per parlare di un qualcosa che è difficile trovare in una canzone; oggi in molti soffrono di ansia, stress acuto e attacchi di panico, Asia stessa ne ha sofferto; proprio per questo abbiamo deciso di raccontare tutto tramite la musica. Il brano descrive le sensazioni generate da un attacco di panico, un sentimento che parte dalla mente e si diffonde in tutto il corpo, fino ad arrivare al cuore, infatti il “Panico” ti blocca mentalmente e fisicamente, ti fa sentire impotente e spaventato, per questo la copertina presenta un’unione tra cuore e mente, ma incatenati.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete? 

Sicuramente l’intenzione di trasmettere un qualcosa, che sia un’idea o un sound originale. Stiamo attenti tanto al testo quanto alla musica, ammiriamo le particolarità legate all’arrangiamento e alla scrittura di tutti quegli artisti che hanno una personalità importante, che siano riconoscibili perché veri. Questo deve essere un aspetto fondamentale anche nelle nostre canzoni. Cerchiamo sempre di essere noi stessi, di esaltare le qualità di entrambi e di amalgamare queste due personalità molto diverse e siamo sicuri che sarà proprio questa la caratteristica che permetterà al pubblico di riconoscere il nostro sound e di poterci distinguere.

Cosa ne pensate dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Sono il mezzo più efficace se usato intelligentemente, potrebbe portare ad una falsa “fama” così come potrebbe aprire le porte per nuove conoscenze interessanti grazie alle quali è possibile condividere certi aspetti della musica o di tante altre cose che le fanno da contorno, così come informarsi su ciò che ancora non si conosce o ancora meglio fare nuove amicizie e collaborazioni.
Sicuramente il mondo dei social è vastissimo e purtroppo come in ogni cosa ci sono aspetti negativi, che, almeno musicalmente parlando, soprattutto gli artisti emergenti devono considerare.
Il successo, la fama come le idee e l’originalità non sono cose che si possono “comprare”, per questo bisogna utilizzare bene i social e vederli nel loro lato positivo, evitando di farsi illudere dalle persone a cui la musica non interessa.

Diteci dieci cose che vi piacciono e dieci che vi fanno arrabbiare.

Sicuramente amiamo la musica, poi amiamo uscire, mangiare, dormire… ammiriamo l’arte in generale, le sfide e viaggiare.
Ci piace creare cose nuove, fare le prove, metterci in studio a provare nuovi suoni e idee. Odiamo l’incoerenza, la falsità, la mancanza di rispetto, ci fanno arrabbiare le idee nate senza pensare, magari frutto di superficialità che si rifanno ad altre senza metterle prima in discussione, perché ogni idea, giusta o sbagliata che sia (e non saremo noi a giudicarla) può essere definita tale solo se la si è messa in discussione almeno una volta. Dev’essere un processo di crescita, di maturazione, poi può anche venir fuori un’idea o un pensiero non condiviso, ma almeno si può chiamare tale.

Vi vedremo su qualche palco nonostante il periodo difficile?

Il periodo è molto difficile, speriamo di poter ricominciare così come abbiamo iniziato quest’anno con la finale del premio De André all’Auditorium di Roma. Ora è presto per fare programmi e definire i live, probabilmente ripartiremo da settembre, sicuramente ci vedrete in diversi concorsi e magari in palchi sempre più importanti. La cosa certa è che non smetteremo mai di lavorare per avere la possibilità di calcarne di più grandi.

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