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Giornalismo. 3 domande a Chiara Pasetti, giornalista per Il Sole 24 Ore e scrittrice

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3 domande a Chiara Pasetti, in questa nuova rubrica che apre una finestra sul mondo dei giornalisti e dei blogger. Dopo Riccardo Esposito e Silvia Ceriegi, entrambi blogger, stavolta accendiamo le luci sul giornalismo, affiancato – come nel caso di Chiara – alla profonda passione per la scrittura.

1. Di cosa ti occupi?
Mi sono laureata in filosofia con una tesi in Estetica su Flaubert. Mi occupo dunque da tempo di filosofia, di arte e letteratura, soprattutto tra Ottocento e Novecento, con particolare attenzione alla Francia. Ho iniziato a scrivere racconti e “poesie”, mai pubblicate, fin da bambina. La scrittura è sempre stata il fil rouge di tutte le mie attività, idee, progetti. All’università scrivevo su un mensile del gruppo Class editori, mi occupavo di seguire conferenze inerenti ai miei studi e di recensire libri; poi è arrivata la collaborazione con il giornale della mia città, Il Corriere di Novara. Avevo una rubrica mensile, chiamata “Perle”. È durata un anno circa e con mio rammarico a un certo punto la collaborazione si è interrotta. Ma fortunatamente avevo cominciato a scrivere per la Domenica del Sole24ore, testata con cui collaboro da oltre dieci anni con passione. In questi ultimi anni ho scritto anche per Elle, Il Fatto quotidiano, il Venerdì e Il Secolo XIX. E ho cominciato a scrivere per il teatro. Il monologo (e il libro) su Camille Claudel è stato il primo testo che ho avuto la gioia di portare sul palco, con Lisa Galantini nel ruolo di Camille, per la regia di Alberto Giusta. Ho scritto altri testi teatrali, dedicati a Flaubert (rappresentati a Genova e non solo) e il mio ultimo lavoro è ispirato alla vita della poetessa Antonia Pozzi. Debutterà il prossimo anno con la produzione del Teatro della Tosse di Genova. Dunque direi che tra recensioni, libri, teatro, mi occupo fondamentalmente di scrivere! E di Flaubert… Si era capito! Da un po’ di tempo scrivo regolarmente per La Nuova Savona online.

2 Chiara Pasetti, foto di Fabrizio Vinci, Varigotti 2019
Chiara Pasetti a Varigotti (Foto di Fabrizio Vinci)

2. Progetti futuri?
I progetti sono sempre tanti, ma non è facile realizzarli. Come sempre ci proverò! Sicuramente il teatro: sto scrivendo nuovi testi. Un libro, anzi due, che spero possano uscire a breve. Mi piacerebbe continuare il video progetto Io Resto a Casa, per la regia di Mario Molinari, iniziato il 9 marzo, perché mi aiuta a raccontare, in una forma diversa rispetto a quella a cui ero abituata, la pandemia, la paura, le conseguenze sociali ed economiche. Mi piace che siano coinvolti nel progetto anche studenti e amici attori con cui lavoro e che stimo. Mi piacerebbe curare una mostra (nel passato ne ho curato due, a Genova e a Novara, di una pittrice francese, Colette Deblé, che lavora su tematiche femminili vicine alle mie). E poi vorrei continuare a recensire libri per la Domenica del Sole, curare la mia rubrica per La Nuova Savona e tanto altro. In ogni caso, nei progetti c’è sempre Flaubert, gli scrittori che amo, e ora anche nuovi artisti che stimo moltissimo… “Roba francese”, insomma… (cit. Achille Lauro).

3. Consigli per gli aspiranti giornalisti?
Non sono brava a dare consigli e ne seguo pochissimi. Sicuramente: seguite le vostre passioni, non abbandonatele, anche se costa, a volte. E se sognate di scrivere, scrivete per voi stessi e non per guadagnare o per piacere al pubblico. Ciò che scrivete deve piacere prima di tutto a voi. Inoltre, come diceva Flaubert, bisogna “farsi occhio”, vedere tutto, per poi scrivere. Ma prima ancora, bisogna “sentire tutto”. Si soffre, lo so. Sempre Flaubert: “la perla è la malattia dell’ostrica, e lo stile è forse il flusso di un dolore più profondo”. È così, per me. Naturalmente, prima di tutto: leggere, soprattutto i classici, studiare, approfondire, non accontentarsi. Dietro a una buona pagina, di qualunque tipo (giornalistica, letteraria, ecc.) ci sono a volte ore e ore di lavoro e anni e anni di studio. Almeno, per me è sempre stato ed è così. Non so se ho scritto “buone pagine”, so che ci provo tutti i giorni, con lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno di quando ero una studentessa liceale. La mia professoressa di lettere del liceo, mancata pochi anni fa, con cui sono sempre rimasta in contatto, una volta mi disse: “Tu nella vita scriverai. Non so ancora cosa, ma quello è il tuo destino”. Aveva ragione…

3 Chiara Pasetti con Colette Deblé, foto di Donato Aquaro, Novara 2017
Chiara Pasetti con Colette Deblé, Novara 2017 (Foto di Donato Aquaro)

CHI È
Chiara è una persona che scrive da quando aveva otto anni: prima racconti, poesie, ora articoli, testi teatrali… È nata a Novara il 24 novembre 1975 sotto il segno del Sagittario, come Gustave Flaubert e Camille Claudel. Vive a Novara, ma è spesso in Liguria, tra Savona e Genova. I suoi genitori hanno una casa a Varigotti (Savona), un paese che ama moltissimo e dove scappa appena può! Proprio a Varigotti, in agosto, cura una rassegna di teatro e musica.

NOTA: In questa nuova rubrica dedicata ai mondi del Giornalismo e del Blogging, trovate 3 domande/risposte a Persone e Personaggi, tratte da interviste che, in versione completa, si trovano sul blog La Stanza delle Torture di Cinzia Donati.
Qui potete leggere l’intervista a Chiara Pasetti in una versione più lunga, con info utili in più, dove trovate anche i riferimenti per seguire e/o contattare Chiara.

Intervista di: Cinzia Donati

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