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Da conoscere Antonio Pagano

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È in uscita in questi giorni il nuovo singolo di Antonio Pagano, cantautore di Nocera Inferiore con un passato alle spalle legato ad X-Factor e alla formazione del gruppo  Ape Escape.

Le tue radici territoriali quanto hanno influito, o influiscono, sul tuo modo di fare musica?

Sono molto legato alla mia città, soprattutto alcune piccole zone, piccoli negozi antichi, gli artigiani, il Natale passato a casa, il cinema, personaggi particolari, sono tutti descritti nei miei testi, La mia musica, include tutto questo, se fossi nato in una grande metropoli secondo me avrei fatto altro. A me piace e influenza tutto ciò che è caratteristico, come i borghi antichi, sale giochi polverose, sedie di vimini dei bar anni 80, film in vhs e tutto ciò che può avere un vissuto molto forte, perché sono molto empatico e riesco a trovarci molto in tutto questo.

X-Factor. Cosa ricordi con piacere di quell’esperienza? La faresti di nuovo? 

X factor ha fatto tanto, soprattutto per la mia autostima, anche perché ho fatto un’esperienza che ha velocizzato l’andamento dell’apprendimento di molte cose nel campo musicale e di produzione, mi ha dato tanti stimoli nuovi ma allo stesso tempo me ne ha distrutti altri, ma resterà sempre parte di me. E devo dire che mi ha aperto tante porte al momento giusto. 

Tra la fine di X-Factor ed ora quali sono stati i percorsi musicali che Antonio Pagano ha affrontato?  

I due anni dopo X-Factor sono stati intrisi di sudore e lavoro con il gruppo, abbiamo fatto parecchie comparsate e diversi live, però dopo lo scioglimento del gruppo c’è stato un vuoto intorno incredibile che ho riempito con il lavoro di produttore per altri artisti, e prima di mettermi di nuovo in prima persona davanti ad un microfono con pezzi miei c’è voluto tanto studio, per cercare di raggiungere una consapevolezza musicale e autoriale che mi mancava e che finalmente ho raggiunto da un anno a questa parte  

Il tuo nuovo lavoro ti vede da solo alla guida del timone. 

Sono da solo alla guida di questo timone perché fino ad ora ho ascoltato tante chiacchiere di professionisti che non si sono rivelati tali, e anche se mi sottovalutavo ho deciso, grazie all’aiuto e alla spinta di tante persone importanti nella mia vita, di autoprodurmi tutto e fare uscire più velocemente i miei pezzi senza fissarmi troppo su una perfezione che non esiste e che non esisterà mai, perché è tutto soggettivo… Quindi ho pensato “basta perdere tempo a cercare qualcuno che non esiste, nessuno ti aiuterà, allora rimbocchiamoci le mani e usciamo tutto” 

Chi ascolta Royal, il tuo nuovo singolo, che influenze musicali troverà?

Le influenze di Royal sono prettamente “indie” italiano, ma il tutto condito da un sound synthwave in stile anni ’80, oltre a qualche pizzico di trap, ma il tutto si può catalogare benissimo nel “pop” 

Ogni 15 giorni farai uscire un inedito. Come mai questa scelta? 

L’idea delle uscite ogni 15 è data dalla frustrazione di avere dei pezzi nel computer da anni, e di averli fatti ascoltare a tante persone a cui piacciono così tanto, anche esperti nel settore, che ormai mi danno dello scemo per non aver fatto uscire ancora niente… È più una sfida a questo punto 

 A chi è rivolto questo tuo progetto?

Il mio progetto è rivolto davvero a tutti, puoi trovare il tredicenne che canta una mia canzone, come una nonnina o un ventenne. Non ho mai dato vincoli alla musica, anche perché penso che sia una cosa universale che può legare tutti,. soprattutto perché uso un linguaggio che unisce un po’ tutti, sia musicale che testuale. 

Quante sfaccettature hai?

Le mie sfaccettature sono molteplici, mi occupo di musica ma anche di video, di foto, di web, e ho unito tutto questo nel mio progetto. 

Un sogno nel cassetto. 

Il mio sogno nel cassetto è quello di poter vivere solo con la mia musica e girare il mondo per sempre, avere dei figli e una bella famiglia, e grazie alla mia ragazza, che è la mia prima fan, credo che a breve almeno questo diventi realtà.

Intervista di: Luca Ramacciotti

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