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Da conoscere Giorgio PCA Mameli

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Giorgio PCA Mameli è nato a Milano, vive nelle Orobie. Ha pubblicato il suo nuovo romanzo Io sono Bianca (luglio 2019) dopo  Mia madre mi ha abortita quando avevo 56 anni (2018) entrambi con Giralddi Editore e racconti in diverse antologie. Ha lavorato nell’associazionismo e nella pubblicità. Collabora con giornali e radio web. Sposato, una figlia, un gatto e un cane. Una grande passione per l’equitazione, la letteratura, la filosofia (solo quando la capisce) e il jazz per il quale si ostina a studiare il sax tenore.

Quando e sotto quali spinte nasce il personaggio di Bianca? 

Tutto è cominciato quando si sono incrociate sulla mia scrivania tre vite: una ufficiale, decorata, della RAF, una top model e quella di una donna sudamericana che, grazie alla sua testimonianza, aveva fatto arrestare,una banda di stupratori. Tre uomini diventati donne e si tratta nell’ordine di Ayla Holdom, che ha mantenuto il grado e la posizione nella RAF e di Lea T, figlia di un calciatore famoso, mentre la donna sudamericana è stata indicata dai media solo come “prostituta transessuale”. E di lei non si sentirà più parlare

Le accomuna un amaro “scherzo” della natura e con molta probabilità le stesse angosce mentre le divide l’appartenenza di classe.

Quando hai deciso di raccontare la sua storia? 

Quando ho capito che il termine transessuale è fuorviante. Il prefisso trans la cui derivazione latina significa “al di là” e “attraverso” non dà l’idea, la percezione e la conferma dell’arrivo, dell’approdo, del compiuto, del finalmente raggiunto, ma si focalizza sul percorso. Bianca non è una transessuale. Bianca è una donna. Per dirla con Parmenide, se l’essere è, Bianca è, una donna.

E poi il desiderio di superare il politicamente corretto e il facile “essere progressisti”. Ricordo una bellissima battuta di KatharineHepburn in Indovina chi viene a cena (1967) che all’incirca dice: “Abbiamo spiegato a nostra figlia che i neri sono come noi, non le abbiamo detto che non doveva sposarne uno.”  Che per traslato diventa: chi ora è donna, compiutamente donna, e prima era uomoè una persona “comune”, “normale” come ogni etero. Quanto poi a sposarla ….

Quali sono stati i limiti e le possibilità di dare voce ad un personaggio così intenso? 

Il limite principale, anzi unico, che mi sono imposto e ho teso ad evitare ad ogni costo è stato il cadere nella retorica. Detesto la retorica. Le possibilità invece sono state moltissime. Bianca è .. lunare e come la luna, pur avendo un’unica definita traiettoria, ha molte “fasi”. Bianca, per dirla con una metafora si è modellata da sola. Diventando, pagina dopo pagina, sempre più matura eindipendente dai singoli fatti che hanno costellato la sua vita. Li ha dominati, i fatti, giorno dopo giorno, imponendosi anziché lasciarsi travolgere. Bianca non si è adattata alle circostanze le ha piegate alla sua strategia. Bianca ha voluto “tirarsi fuori”non solo diventando donna, ma soprattutto prendendo nella società il posto che una natura matrigna le aveva negato. Bianca vuole vivere la normalità, la semplice normalità di ogni essere umano, di ogni donna.

Cosa hai imparato da lei? 

Che i sogni si possono realizzare. Specialmente quando si sta con i piedi per terra. Quando la determinazione supera la velleità.Perché non è vero che solo uno su mille ce la fa. Ce la fanno tutti quelli che si vogliono tirarsi fuori.

Cosa vorresti per questo libro? 

Naturalmente desidero che il romanzo sia letto, ma ancor di più mi interessa che sia capito e siano colti i concetti fondamentali, al di là dello specifico episodio. Ogni capitolo contiene tre, chiamiamole così, parti che ho voluto fossero il più possibile amalgamate tra di loro : l’episodio, il contesto sociale e le implicazioni che questi hanno su Bianca, sulla sua psicologia e la loro rielaborazione. La vita non è composta solo dalla sommatoria di singoli episodi, ma anche dal contesto sociale che li influenza a dai quali q è influenzato e quindi dalle riflessioni che questi inducono e che sono alla base dei comportamenti successivi.

Cosa è rimasto fuori?

Nel romanzo c’è solo un piccolo accenno sulla questione della strumentalizzazione. Sì, la strumentalizzazione. Quella sordida e lubrica che fa delle minoranze la moda del momento. Perché a turno, si sa, le minoranze sono e passano di moda. C’è sempre una minoranza di moda sulla quale speculare, da portare in tv e sulla stampa e cogliere l’occasione di fare del buonismo d’accatto per poi dimenticarsene il giorno dopo.

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