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Architettura Sussurrante di Alessandro Mendini

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Architettura Sussurrante di Alessandro Mendini

Industrie Discografiche Lacerba 2019 | Lacerba 5

LP vinile trasparente tiratura 300 copie | CD | DownloadDigitale

Uscita 29 Marzo 2019

Da mesi Industrie Discografiche Lacerba stava preparando una re-release di Architettura Sussurrante, il curioso e poco noto esperimento musicale di Alessandro Mendini – realizzato con la collaborazione dei Matia Bazar, diMagazzini Criminali ed altri artisti – pubblicato in appena 2000 copie nel 1983. “Casa Mia” – brano di apertura della raccolta – usava frammenti di Cinismo Abitativo, un editoriale scritto da Alessandro Mendini per la rivista Modonell’aprile del 1979 ovvero 40 anni fa, e ciò invitava alla celebrazione. Ma la scomparsa improvvisa di Mendini ci ha colti di sorpresa, e quello che doveva essere lo spunto per una rilettura di quella stagione del fare design che si espandeva oltre gli oggetti e le architetture, diventa oggi un tributo alla memoria dell’architetto.

La raccolta di brani di Architettura Sussurrante è manifesto di un’idea che slegava la disciplina del design dal suo contesto industriale e consumista. Il discorso è decisamente poetico come si intuisce fin dalle note di copertina scritte dallo stesso Mendini “(…) quando chiudiamo gli occhi e cerchiamo di percepire l’architettura in maniera piú totale, piú antropologica che geometrica, ecco l’odore, il tatto, il calore, il buio dell’architettura. (…) Se poi avviciniamo l’orecchio alle mura di una stanza, esse ci parlano, ci dicono il loro messaggio, la loro architettura sussurrante, la nenia accumulata dalle generazioni che fra quelle mura hanno avuto vita e morte, gioia e dolore. Questo è il senso della raccolta di canzoni, dizioni e rumori di questo disco: di essere cioè il suono “elemento costitutivo”, “decoro auditivo” di progetti e architetture, di essere la componente sonora di esperienze architettoniche complesse.”

Il progetto ha molteplici richiami concettuali, dalla Musiqued’ameublement di Erik Satie, alla ambient music di Brian Eno, ovvero musica che definisce uno spazio ma non ha bisogno di essere ascoltata. Ma anche musica che – nelle parole di John Cage – finalmente offre la possibilità di “fare uscire il compositore dalla sua individualità, restituendo ai suoni la libertà di essere se stessi”.

Cercando quindi di dare una collocazione musicale adArchitettura Sussurrante si potrebbe immaginare un pop angolare e narrativo, lontano dalle classifiche ma anche dalla sperimentazione di genere. Che trova l’ironica autorevolezza del manifesto nel suo essere progetto corale.

I mezzi espressivi sono molteplici: mentre Magazzini Criminali ci offre una piece teatrale in forma di audio-dramma, Arredo Vestitivo di Maurizio Marsico riassembla la forma di un ammiccante commercial radiofonico attraverso il cut-up dadaista. E a ricordarci che gli anni ottanta erano allora appena iniziati ecco la filastrocca mendiniana, cantata da Antonella Ruggiero, di “La casa è la casa è la casa è” esplodere nel velocissimo electro-pop di Casa Mia, – brano composto da Mauro Sabbione tastierista dell’era elettronica dei Matia Bazar che proprio in quel momento intraprese il cammino verso una multimedialità contaminata dal postmoderno che poi lo porterà ad abbandonare il gruppo. Casa Mia verrà esposta per lungo tempo al MOMA di New York insieme alle opere di Mendini.

L’edizione 2019 di Architettura Sussurrante pur essendo una riproposizione filologica dell’originale del 1983 non ne è copia anastatica. La copertina dell’epoca, progettata da Mauro Panzeri, è stata ridisegnata dallo studio newyorkese Anti-B Design con il senso della rivisitazione e dell’omaggio contemporaneo. L’originale pattern elettronico, in bassa definizione, ha subito un trattamento di “messa a fuoco”come a voler ribadire l’attualità dell’intero “manifesto”. Inoltre, proprio Mauro Sabbione offre per questa edizione da lui rimasterizzata, un obliquo ed espanso rifacimento del brano “Casa Mia”. Il testo originale Cinismo Abitativo è qui utilizzato per intero e come nella versione del 1983 è declamato da un computer, con solo l’evidente differenza nello stato della tecnologia fra ieri ed oggi. Il musicista genovese ma ormai residente a Toronto, riproporrà i brani di Architettura Sussurrante nei club, nei musei retrocomputinge nei teatri d’avanguardia durante il tour mondiale NOE(NuovaOvvietàElettronica).

Il brano Cinismo Abitativo non è incluso nel vinile ma, come progetto parallelo nato con la ri-edizione di “Architettura Sussurrante”, è disponibile in Download Digitale e in streaming, su Youtube e Spotify.

Il progetto è curato da Industrie Discografiche Lacerba con distribuzione Audioglobe.

_TRACKLIST

A

-Matia Bazar | Casa Mia

-Maurizio Marsico | Arredo Vestitivo (Scratch Version)

-Alchimia | Non Lo So

-Luca D. Mayer | Un Milione Di Domani (Taylor Negron’sBad Jokes Disturbing Hannigan’s Wake)

-Alessandro Mendini | Architettura Sussurrante (I)

B

-Alessandro Mendini | Architettura Sussurrante (II)

-Magazzini Criminali | Manifesto Degli Addio (Atlantide)

-Marco Di castri, Daniele Vineis | Musica Per Ambienti Di Transito

-Alessandro Mendini | Architettura Sussurrante (III)

_EXTRA TRACK (solo Download)

-Mauro Sabbione | Cinismo Abitativo (Omaggio a Architettura Sussurrante) (2019)

INDUSTRIE DISCOGRAFICHE LACERBA

IDL nasce nel 1982 come editore della fanzine/package FREE. La pubblicazione contiene allegati sonori che abbinano le band della nascente scena fiorentina – Diaframma, Pankow, Neon – a formazioni europee di culto. Con la crescente diffusione internazionale di FREE – oggetto dal ricco apparato iconografico e sonoro – IDL continua a tracciare legami tra il proprio contesto locale ed un panorama d’idee internazionale attraverso progetti discografici sempre più impegnativi. Vengono realizzate le produzioni di Minox (1986) e Rinf (1987-88) nei rispettivi ambiti d’influenza – Bruxelles con Steven Brown(Tuxedomoon) per i primi, Londra con Adrian Sherwood per i secondi. E in maniera simmetrica, Steven Brown pubblica per IDL un album tributo a Luigi Tenco (1988) che,segnando il momento di crescita di un intera generazione post-punk, contribuirà alla rinascita della canzone d’autore in Italia.

Pur confortata dai successi di critica e vendite in Italia e all’estero – “Night Train” dei Dub Syndicate (1987) è il primo lavoro della label ad approdare nella TOP20 indipendente inglese – alla fine degli anni ottanta IDL cesserà le sue pubblicazioni.

Nel 2014 La raccolta di lost songs “At The End of Modernity?” riposiziona la label in una prospettiva contemporanea e segna il riaccendersi delle attività. Ristampe e nuovi progetti si susseguono, tra cui il recente “LB/R La Bellezza Riunita” (2018), raccolta di brani scelti dai sottovalutati e ormai quasi dimenticati “album bianchi“ diLucio Battisti, reinterpretati da un gruppo di artisti – fra i quali Rachele Bastreghi (Baustelle), Federico Fiumani (Diaframma), Cristalli Liquidi (Bottin), Spartiti (Max Collini + Jukka Reverberi) – i cui percorsi artistici sono stati influenzati dall’opera di Battisti/Panella.

facebook.com/IndustrieDiscograficheLacerba/

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