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Ospite del nostro format musicale Massimo Morelli

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MASSIMO MORELLI – Il vento (autoproduzione)

Il vento di Massimo Morelli è un disco particolare e strano. Le canzoni si dipanano a volte con lentezza, altre volte con fermo cipiglio quasi rock. Si lasciano ascoltare e man mano che le ascolti scopri le numerose sfumature sonore, magicamente fluttuanti tra folk, country, blues. Tutto questo avviene con un’unica, bellissima e autoritaria protagonista; una chitarra acustica che, a volte arpeggiata, altre volte strapazzata come potrebbe fare un saggio rocker, ci sorprende in ogni brano.

Quando hai iniziato a fare musica?

Fin da piccolo ho avuto una forte attrazione per la musica, ma non avendo nessun musicista fra le mura domestiche, ho dovuto aspettare di capire da solo che quella era una cosa che avrei amato fare. Questo è accaduto poco prima dei 20 anni e di lì a poco ho iniziato a scrivere…

Con quali artisti sei cresciuto?

Durante la mia carriera di ascoltatore ho vissuto periodi diversi tutti legati però da un attitudine rock…quindi sono passato dal primo Vasco Rossi ai Litfiba ed in seguito ai Nirvana e FooFigthers, saltando poi al Hardcore melodico dei NOFX, Pennywise, Undeclinable, i primi Offspring, Deviates ed un po’ tutti i gruppi che gravitavano intorno all’Epithaph Records. Passando poi dal Punk Rock d’oltreoceano dei Bad Religion, Bouncing Souls, Osker, Rise Against e molti altri, sono andato a finire al Post-Core/Post-Punk degli Hot Water Music (che tuttora adoro). Il progetto solista di Chuck Ragan (uno dei cantanti degli Hot Water Music) mi ha fatto conoscere un certo filone di musica Folk-Americana rigorosamente in acustico con artisti quali Ben Nichols, Tim Barry, Jon Morelan, lo stesso Chuck Ragan, The Dead South ed e molti altri…in più ascolto un po’ di Indie sempre proveniente dal nuovo continente, su tutti Lucero e Ship Thieves

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Bella domanda… in passato erano spesso sentimenti di rabbia, incomprensione, ribellione, frustrazione ecc che facevano scattare in me l’esigenza di scrivere qualcosa. Parlo di esigenza perchè quando scrivo una nuova canzone è come se avessi l’urgenza di farlo, non posso aspettare, non posso rimandare. Mi sento una pentola a pressione alla quale non è possibile spegnere il fuoco sottostante…perchè il fuoco ce l’ha dentro e quindi i casi sono due… O si toglie il coperchio o si toglie il coperchio. Adesso scrivo canzoni che nascono anche da sentimenti di amore, amore inteso in senso generico, ma per indole o destino che dir si voglia, ho sempre con me la mia buona parte di rabbia, incomprensione, ribellione, frustrazione che mi accompagna e che mai reprimo.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Parla soprattutto di me. Di quello che mi accade dentro e fuori, ma allo stesso tempo, essendo io una persona normale come tante altre penso che parli di umanità in generale…di essere vivi e di sentire e provare qualcosa, siano esse sensazioni positive o negative. Parla dunque di tutti noi.

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

Bhe…non ci ho mai pensato… non so se ho un messaggio da dare. Vorrei semplicemente che nel mondo ci fosse più amore e più rispetto… è da questa mancanza che poi alla fine scaturiscono sentimenti di rabbia incomprensione e via dicendo di cui parlavo prima…sia i miei che quelli di tutto il mondo

Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Deciso niente…non posso scegliere. Posso scegliere di non raccontare, ma poi sto male e mi sento in colpa con me stesso, ma dal momento che decido di raccontare, racconto i miei sentimenti.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

L’ho sempre sospettato. Poi crescendo ho raccolto prove concrete alle quali qualsiasi giudice darebbe ascolto dichiarandomi innocente… ma in realtà non c’è stato un momento preciso…diciamo che ad un certo punto, senza nessun fatto particolare come agente scatenante, in maniera molto naturale, qualcosa è iniziato

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

Non so definirmi bene, non so se appartengo ad un genere, ad un filone. Sono un cantautore con una spiccata vena rock, che prende qualcosa da qui, qualcosa da là e che ci mette poi qualcosa di suo.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Sto cercando di ritagliarmi un po’ di spazio in questo panorama musicale molto complesso, con un’ enormità di proposte di altissimo livello. Io vado avanti per la mia strada, senza illusioni: piedi per terra e credere nei propri mezzi.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Non ho grande ammirazione per il mondo dei social, mentre ne ho di più per il web in generale. Ovviamente non sono cieco, e non sono retrogrado, di conseguenza penso che se i social sono il miglior modo per farsi conoscere attualmente disponibile, ben venga il suo utilizzo e sono molto invidioso di chi li sa sfruttare nel migliore dei modi. Io ancora in questo senso ho molto da imparare ed anche se è brutto da dirsi, devo imparare a vendermi meglio.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

L’attitudine rock. Non ne posso fare a meno in entrambi i casi.

Cosa pensi dei talent show?

Sinceramente li evito un po’. Quando mi viene proposto (raramente) di vedere una puntata di un talent, declino sempre l’offerta….ho di meglio da fare. Forse è anche un po’ di invidia?…chi lo sa…

Dicci dieci cose che ti piacciono e dieci che ti fanno arrabbiare.

Azz…dieci + dieci sono tante….sparo lì per come mi vengono….il Punk-Rock, la cioccolata, gli alcolici, il fare qualcosa, il mare, la natura, suonare, la leggerezza dei bambini, l’amore, viaggiare…mentre non mi piace il razzismo bieco, l’ignoranza, la pizza cruda, la plastica, i villaggi turistici, Trump, i politici,

Prossimi appuntamenti dal vivo?

Adesso sono in un’ altra fase. Vorrei dare un seguito molto velocemente a questo mini album dal titolo “Il Vento” e quindi sono più concentrato in questo progetto che nei live…Sicuramente qualcosa uscirà a breve, ma al momento non so dire di più.

Progetti?

Appunto….vorrei dare velocemente un seguito a questo primo lavoro. Ho già molti brani, altri da compiere, altri a bollire in pentola in attesa che venga tolto il coperchio. Spero di avviare la vera pianificazione ad inizio anno di modo da sapere già i tempi…Se riuscissi, mi piacerebbe far uscire il prossimo lavoro a fine 2019.

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