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Letto per voi La stanza della tessitrice di Cristina Caboni

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In libreria La stanza della tessitrice di Cristina Caboni (Garzanti)

Camilla lavora in una pregiata sartoria a Bellagio. La piccola cittadina sul lago di Como l’ha accolta e qui può dare sfogo alle sue capacità e al suo sogno di dare una nuova vita a capi di abbigligliamento. Camilla ha la rara capacità di dare un’anima ai vestiti e a fare in modo che chi li indossa possa sentirsi esattamente come desidera, una sapienza antica la sua, che le scorre nel sangue.

L’improvviso peggioramento di salute di Marianne, la donna che l’ha cresciuta (al timone di una celebre maison di moda) la costringe a tornare a Milano e a dover riaffrontare quello da cui aveva voluto prendere distanza.

Ma ad attenderla nel capoluogo lombardo non ci sarà solo l’astio di Daniela, nipote di Marianne da sempre in competizione con lei, non solo la presenza di Marco ancora capace di turbare i suoi sensi, ma Marianne che, una volta superata la crisi, le chiede di aiutarla in un’impresa che coinvolge il passato della sua famiglia.

Un viaggio nel passato, nei ricordi, negli affetti perduti e ritrovati è il filo rosso che collega le tante donne protagoniste del quinto romanzo di Cristina Caboni, scrittrice che ha saputo con forza imporsi sul pubblico e guadagnarsi un posto d’eccezione nella narrativa femminile contemporanea che l’ha portata anche a numerose traduzioni all’estero sin dal suo primo fortunato romanzo Il sentiero dei profumi.

Una storia in cui le protagoniste femminili danno prova di coraggio, determinazione, forza, caparbietà, che si dimostrano pronte a tutto in nome dell’amore. E non solo dell’amore passionale capace di superare ogni ostacolo, di cui nel libro abbiamo più di un esempio, ma l’amore fraterno, familiare, l’amicizia, l’amore per il proprio lavoro, per se stessi e per i propri sogni. La stanza della tessitrice ha anche il merito di aprire una porta sul mondo della tessitura, della tradizione, di quei saperi antichi che fanno parte delle nostre radici “magiche” che rischiamo di dimenticare…

 

Articolo di: Matilde Alfieri

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