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Conosciamo meglio Max Dedo cantautore e polistrumentista

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Max Dedo è un cantautore e polistrumentista, che ha alle spalle una lunga e prestigiosa carriera di collaborazioni con numerosi artisti italiani tra cui: Max Gazzè, Carmen Consoli, Elio e le Storie Tese, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Nicola Piovani, Nomadi, Mario Venuti, Arisa, Cristiano De Andrè, Fabrizio Moro e Bandabardò. Come componente dell’orchestra RAI del Festival di Sanremo e di numerosi altri programmi televisivi nazionali, ha accompagnato artisti del calibro di Sting, George Benson, James Taylor, Michael Bublè e Caetano Veloso. Proviene da una formazione classica, agli inizi di carriera ha lavorato insieme a orchestre di tradizione, per poi passare alla musica leggera, all’esperienza dei musical, alla tv, alla professione di session man sia in studio che in tour, fino alla più recente vita artistica da cantautore. Ha all’attivo due album, col nome di Dedo & the Megaphones nel 2014 incide “Best Master Vol. 1” e nel 2016 solo come Dedo incide “Cuore Elettroacustico”.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale? Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Un Posto Vero”, il mio nuovo album, è una raccolta di episodi di vita vissuta.

Le canzoni sono un unico racconto diviso in più puntate in cui non c’è un comune denominatore che fa da collante a tutto, fra gli altri tocco più volte il tema dei migranti che mi sta particolarmente a cuore.

Avendo origini siciliane, sono attento ai disagi di un’umanità fuori dal coro, persone che non riescono ad esprimersi, che hanno bisogno di più attenzioni e spazio e che nella società della frenesia risultano “schiacciate”. Persone più sensibili che si trovano in un’epoca che credo non sia a loro misura.

Affronto il tema della natura, del rispetto degli spazi che viviamo e della terra che ci ospita.

Parlo anche del genere umano, delle contraddizioni, di quello che dice la gente e di quello che la gente sente dire, dei pregiudizi e dei luoghi comuni che ci martellano e che spesso rischiano di alterare la nostra coscienza emotiva.

Non mancano brani in cui il sogno e l’utopia regnano sovrani.

Assieme ai miei musicisti abbiamo cercato di suonare questo album con la freschezza e la genuinità dei bambini senza essere infantili.

 

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Per me fare musica è un’esigenza primaria pari al nutrimento o al riposo, ogni giorno cerco di scrivere qualcosa o anche solo di appuntare un’idea.

Una canzone può nascere da una nuova esperienza, da una semplice ispirazione, dalla visione di un quadro o di un film, dal contemplare l’infinito, da un sogno, da un piatto, da una brutta notizia o da una bella, dagli occhi di un bimbo, insomma le fonti di ispirazione sono tantissime e in divenire.

In passato ho anche scritto dei brani liberamente ispirati a due dei miei autori preferiti, Jobim e Zappa, molto distanti musicalmente tra loro ma molto vicini all’idea che ho dell’arte e in particolare della musica.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

Non ho un genere musicale a cui mi sento di appartenere e pur avendo suonato per anni musica classica mi sento molto più vicino al jazz e ai generi limitrofi. Per anni ho fatto indigestione di musica brasiliana e contemporaneamente ascoltavo i classici del jazz.

La mia musica è varia e contaminata da più generi, che sono quelli che ho ascoltato e suonato per anni.

Con quali artisti sei cresciuto?

Da piccolo a casa si ascoltava Tchaikovsky, Chopin, Mahler e tanti altri, allo stesso tempo scoprivo Bix Beiderbecke e Louis Armstrong mentre quasi contemporaneamente iniziavo anche a sentire qualcosa dei Beatles, che inizialmente mi sembravano poco interessanti rispetto agli altri autori prima elencati.

Probabilmente gli artisti che ho ascoltato di più nella mia vita sono quelli brasiliani, Jobim, Veloso, Gil, Djavan, Bouarque de Hollanda, milton Nascimento…

Prossimi appuntamenti dal vivo?

Il prossimo concerto, che è anche il debutto con questo nuovo album, sarà il 5 gennaio 2019 a Roma, in uno dei templi della musica italiana: l’Auditorium Parco della Musica.

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