Home Interviste Grandi insegne il grande allibratore

Grandi insegne il grande allibratore

170
SHARE

Grandi insegne il grande allibratore – Ad oggi mancano (autoproduzione)

Tutto pensi, a partire dal nome del progetto, che si tratti di un disco di un cantautore (al secolo Nicola Cancellieri). Diremmo più “collettivo cantautorale”. Sì, perché dietro alle indubbie e bellissime invenzioni cantautorali (un mix tra Vasco Brondi, Rino Gaetano, Guccini, Claudio Lolli, ma con un grande gusto per “flusso di coscienza, mantra letterari e aperture pop spiazzanti) ci sono cori (la la la, parapapa) cantati a squarciagola dai suoi compagni di avventura. E poi invenzioni sonore tra rock noise, folk, post rock, free jazz e punk inglese. Suoni che fanno pensare all’anarchia cosmica dei gruppi della Fat Cat o alla libertà di Ariel Pink o Panda Bear . E poi canzoni che suonano subito “classici” come “Aria buona”. Insomma, un disco bellissimo. Una costante sorpresa. Parole per la mente, musica per l’anima.

Quando hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato all’età di 15 anni, non volevo, mi hanno costretto. Ho frequentato per qualche mese un corso di musica organizzato dal comune della mia città, Foligno.

Con quali artisti sei cresciuto?

Sono cresciuto con la musica che ascoltavano i miei, Battiato, De Andrè, i Police e Simon & Garfunkel.

Come nasce la tua musica? Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

La mia musica nasce nelle giornate “no” o nelle giornate piovose, o in quelle in cui non voglio uscire di casa o vedere gente.

Di cosa parla la tua nuova avventura musicale?

Il nostro progetto musicale parla di me, di noi, di te e dei sentimenti belli o brutti, delle sensazioni buone o cattive che almeno una volta nella vita abbiamo provato.

Qual è il messaggio che vuoi mandare con la tua musica?

Il messaggio che vogliamo far passare è che siamo tutti belli, tutti vincenti, tutti famosi, tutti riusciti e tutti a nostro modo sbagliati. Sta a noi accettarsi per quello che siamo e volerci bene.

Cosa hai deciso di raccontare con il tuo progetto?

Con il nostro progetto abbiamo acceso un’ insegna piuttosto luminosa su tutte le sensazioni poco piacevoli, sull’essere o sentirsi soli, sul sentirsi inadeguati, sbagliati o ingiustamente trattati. Sull’ansia, sugli uccelli neri, sulla depressione, sull’amore finito male e sul “che vita di merda che mi tocca fare”.

Qual è il momento in cui hai scoperto che avresti voluto intraprendere la strada della musica?

Ho sempre suonato per bisogno. Ho usato la musica come valvola di sfogo e come unica espressione di alcuni sentimenti e sensazioni che mai avrei avuto il coraggio di esprimere a voce. Christian, il chitarrista, mi ha incitato nel far uscire le canzoni da casa mia e Matteo, il bassista, mi ha indirizzato nell’incanalare tutti in un progetto musicale.

Quali sono i generi in cui spazi nella tua produzione?

Nella mia produzione mi appoggio molto al cantautorato. Poi si spazia nella psichedelica e nel pop.

Cosa significa lavorare nella musica oggi?

Non ne ho la più pallida idea.

Cosa ne pensi dei social e del web in generale come mezzo per farsi conoscere?

Non sono e non siamo molto social, preferiamo i rapporti umani, ma effettivamente sono un buon mezzo per farsi conoscere in questa era multimediale. Cerchiamo di adoperarci con scarsi successi nel mondo social, fortunatamente abbiamo chi ci aiuta a stare al passo coi tempi.

Cosa non deve mai mancare in un brano che ascoltate e in uno che scrivete?

Non deve mai mancare la verità. Se non si parla di qualcosa di vero e vissuto non ha senso scrivere musica.

Cosa pensi dei talent show? Hai mai pensato di parteciparvi?

I talent andrebbero aboliti. Alimentano la parte sbagliata del mercato musicale, che già di per sé è una cosa altrettanto brutta.

Dicci dieci cose che ti piacciono e dieci che ti fanno arrabbiare.

Mi piace starmene a casa, i prati, le montagne, i seni di una donna, Bukowski, mi piace Matteo, mi piacciono le persone belle, i ricordi quelli belli di quando ero piccolo, i paesi di montagna e il porno. Non mi piace la gente, salvo quelli sopra citati, non mi piaccio io, non mi piace l’ingiustizia, la cattiveria, i soldi, la guerra, alcune razze di cani, la verdura, barattare il mio tempo per soldi, guidare e parlare quando non ce n’è bisogno.

Prossimi appuntamenti dal vivo?

Per ora sappiamo per certo che il 29 Settembre presenteremo il nostro Album presso lo Spazio Astra di Foligno (PG), stiamo ancora programmando quello che sarà “un bel giretto nella nostra amata Italia”. Per rimanere informati sui prossimi live comunque potete seguire le nostre pagine Facebook e Instagram.

Progetti?

Per ora siamo concentrati nella promozione del nuovo lavoro, ma nei buchi liberi stiamo già preparando materiale per nuovi lavori con molte novità.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.