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Incontro con Rosmy dopo quattro singoli in arrivo l’album

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Rosamaria Tempone in arte Rosmy, è attrice teatrale, interprete e vocalist del gruppo musicale “The music Family” dei fratelli Tempone. Il suo percorso musicale come cantautrice solista inizia nel 2016. Ad oggi ha pubblicato 4 singoli e si prepara a pubblicare il suo primo album.

Nel tuo nuovo lavoro musicale affronti il tema del “ghosting” perché hai deciso di parlarne?

Non ero al corrente di questo fenomeno ma ho conosciuto persone che hanno volutamente generato il senso di abbandono e di solitudine che questo disagio produce e andando alla ricerca sui libri e su internet del significato che porta le persone a “sparire” piuttosto che affrontare la realtà e le responsabilità, ecco che è venuto fuori il termine “Ghosting”, dall’inglese Ghost, ossia fantasma. “Inutilmente” è un brano che in realtà vuole dire “Io non voglio vivere inutilmente” è un po’ un desiderio di reagire, rispetto a ciò che fa vivere il disagio stesso che ti lascia con mille dubbi e domande e alla continua ricerca di qualcosa che rischia di farti vivere “inutilmente” senza un perché.

Come sono cambiati i temi da trattare al tempo dei social network?

Solitamente non vado alla ricerca di un tema da trattare ma credo che nella musica non debba mai mancare il contatto diretto con la società, dove si trova quell’energia e quell’emozione giusta che ti portano a raccontare la vita e ciò che succede intorno a noi, e magari poter essere un conforto, un aiuto, o semplicemente un’emozione. L’utilizzo dei social, secondo me, rende il contatto diretto sempre più rarefatto, ma oggi non “Essere social” vuol dire essere fuori dal mondo. E io amo vivere la realtà ed esserci. Bisogna stare attenti ad adottare la giusta modalità ed utilizzo.

Che rapporto hai con la tecnologia?

Credo che la tecnologia abbia cambiato profondamente la cultura della società stessa, in maniera molto veloce ma spesso si riduce alla superficialità e a dare tutto per scontato, tanto che quando si vuole interrompere una relazione “bloccare” dunque sparire, sembra molto più facile che dare spiegazioni, e questo crea un profondo trauma nella nostra società.

Quale pensi sia il contributo che la musica debba portare?

Come diceva Eduardo “Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”. Questo, per me, vale anche nella musica che ha il potere di raccontare e far arrivare nel modo più semplice qualsiasi messaggio, perché il ritmo smuove quella parte sensibile più sottile di ognuno di noi, che ti permette di aprirti a ciò che le parole stesse vogliono comunicarti.

Cosa vorresti per la tua musica?
Vorrei che la musica fosse ascoltata…tutta, soprattutto quella degli emergenti. La musica oggi è difficile, tanta, ed è complicato farsi sentire, farsi capire; ma credo che se si ama fortemente qualcosa e se le motivazioni per farti ascoltare sono davvero forti e sentite, prima o poi qualcuno ti sentirà…

Raccontaci come è stato girare il video di “Inutilmente”

Quando raccontavo alla regia cosa mi sarebbe piaciuto far arrivare con il video di “inutilmente”, mi hanno guardata tutti, con preoccupazione ma anche con curiosità: Volevo essere sola in mezzo al mare con un pianoforte bianco, ma soprattutto volevo che le immagini fossero girate tutte con un drone, perché desideravo trasferire lo sguardo di un “occhio” lontano, che vede, percepisce il senso di solitudine e di vuoto che può avvertire un naufrago, su un’isola in mezzo al mare, confortato solo dalle note di un pianoforte e dal ritmo delle onde. Non fu facile arrivare su quell’isolotto con un pianoforte ma come vedete poi ne è valsa la pena.

 

Intervista di: Francesca Fiaschi

 

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