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Lorenzo Beccati ci racconta L’ombra di Pietra

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Lorenzo Beccati oltre ad essere un noto autore televisivo è uno scrittore prolifico ed interessante. Da poco per DeA Planeta è uscito L’ombra di Pietra il secondo libro che per protagonista Petra, una scaltra rabdomante vissuta nel 600′. Conquistati dalla sua eroina ne abbiamo voluto sapere di più ed bbiamo scambiato con lui due piacevolissime chiacchiere. Ecco cosa ci ha svelato…

Protagonista assoluta di questo libro è l’intelligenza femminile. Da uomo come sei riuscito a immedesimarti totalmente in Pietra?

Dentro di me porto tutte le donne che ho conosciuto e ho costruito Pietra rubando qualcosa a ognuna. Le ho trovate straordinarie, capaci, forti, come noi maschi noi riusciremo mai a essere. Mi sono immedesimato in loro. Spesso è capitato che Pietra stessa influisse sulle mie decisioni di scrittore e io non ho fatto altro che seguirla, assecondarla.

Il sospetto che Pietra oltre ad essere una donna scaltra sia realmente una rabdomante serpeggia tra le pagine… c’è una componente magica in lei?

Direi che la magia sta nella sua volontà d’essere una donna libera, e di riuscirci, in un periodo oscuro com’era il ‘600. E poi si parla spesso del sesto senso delle donne o del potere curativo delle mamme verso i figli… Ebbene, io ci credo.

Cosa ti ha insegnato? E cosa dopo il viaggio fatto insieme hai conservato di lei?

Mi ha insegnato la bellezza di stare nell’ombra, a capire che non si deve mai sottovalutare un avversario e tanto meno avere paura dei poteri forti. Persone, sono solo persone. Io sono Lorenzo.

Un romanzo storico implica approfondimento e studio cosa del periodo descritto ami di più?

Lo studio e la ricerca sono estenuanti, è vero. Io comunque amo la “storia piccola” fatta di gente qualunque e non di re e di battaglie epiche. Come viveva la gente dell’epoca, cosa mangiava, beveva, come si curava: ecco cosa preferisco apprendere e raccontare.

La tua scrittura, le tue storie in qualche modo possono essere considerate fiamminghe. La pittura influisce sul tuo narrare?

Influisce e molto. Quando scrivo un romanzo, per prima cosa osservo centinaia di quadri che mi descrivono al meglio l’epoca trattata. Volti, scene e paesaggi che poi immancabilmente “ritraggo” io stesso nelle mie pagine. Se la scrittura appare come fosse dipinta ne sono felice. È un grande complimento.

Cosa è rimasto fuori da questo romanzo?

Alcune avventure, diversi misteri, una presenza scomoda e un personaggio che ha fatto non solo la storia dell’epoca ma che ancora oggi influenza le nostre vite. Sarà forse materiale per portare a termine la “Trilogia della rabdomante”? Devo sentire cosa ne pensa Pietra.

Lorenzo Beccati

L’ombra di Pietra

DeA Planeta

Intervista di: Elena Torre

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