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Partito il progetto Tartalife

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Pesca professionale e rispetto dell’ambiente mariino con il progetto europeo Tartalife,
oltre 1500 pescatori impegnati a tutela delle tartarughe marine

Ridurre le catture accidentali delle tartarughe marine non è un compito facile, ma è doveroso se vogliamo contribuire alla conservazione di queste specie, difendere le risorse del mare e garantire così un futuro anche alla pesca.
Fondamentale, quindi, il contributo dei pescatori, che si sono mobilitati e che stanno partecipando al progetto TartaLife, mirato a diffondere nel settore della pesca professionale l’utilizzo di reti a strascico modificate e dotate di una particolare griglia (TED – Turtle Exculder Device), in grado di sbarrare la strada alle tartarughe ma non al pesce e l’uso di ami circolari che, per la particolare conformazione, sono meno pericolosi per le tartarughe e più facili da rimuovere rispetto a quelli tradizionali; infine, per mitigare l’impatto esercitato dalle reti da posta, il progetto sta promuovendo l’uso di nasse speciali (completamente richiudibili su sé stesse) e di dissuasori luminosi (led ultravioletti) per rendere le reti più visibili alle tartarughe.
E oltre all’adozione di queste tecnologie sostenibili, tanti pescatori hanno imparato a recuperare le tartarughe accidentalmente ferite o catturate, contribuendo al lavoro dei centri di recupero e di primo soccorso sparsi lungo le coste italiane. Un risultato ottenuto grazie all’impegno e alla disponibilità di tutti gli attori coinvolti, come il Consorzio UNIMAR che in collaborazione con l’Alleanza delle Cooperative Italiane della Pesca (AGCI Agrital, Federcoopesca/Confcooperative e Legacoop Agroalimentare Dipartimento Pesca), ha organizzato numerosi incontri informativi presso le marinerie italiane per illustrare nuovi sistemi di pesca a basso impatto ai turisti sempre più sensibili al problema.

“Il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei pescatori – ha dichiarato Alessandro Lucchetti del CNR Ismar – è di fondamentale importanza per la salvaguardia delle tartarughe. Grazie al progetto Tartalife l’alleanza con il mondo della pesca è stata ulteriormente irrobustita e siamo convinti che in futuro questa collaborazione sarà sempre più estesa”.
“Con TartaLife i pescatori italiani possono dimostrare di avere una elevata sensibilità ambientale e di poter essere soggetti attivi della tutela del mare e delle sue risorse – ha dichiarato Giampaolo Buonfiglio, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane della Pesca –. Una capacità da valorizzare e utilizzare con un sempre maggiore coinvolgimento in questo come in altri progetti di protezione dell’ambiente”.

Nel suo quarto anno di attività, il progetto TartaLife può vantare ottimi risultati grazie alla formazione e partecipazione di oltre 1500 pescatori e al rafforzamento dei Centri di recupero e di primo soccorso. Ma il lavoro non finisce qui. Molto rimane da fare affinché le tartarughe e l’ambiente marino possano essere adeguatamente rispettati e tutelati e per questo, nell’ambito di Tartalife, molte
altre iniziative sono ancora in corso: è stata realizzata la TartAPP, un edugame scaricabile online per conoscere più da vicino il mondo delle tartarughe marine, attraverso domande, schede informative e un glossario ad hoc, mentre il 16 giugno prossimo sarà Tartaday, giornata mondiale dedicata alla celebrazione delle tartarughe e alla loro importanza per l’ambiente marino, con tante iniziative in tutte le regioni coinvolte.

Il progetto Tartalife è finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE+ ed è cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione Generale Pesca e dalla Regione Marche, con lo scopo di tutelare le tartarughe marine. Il progetto è promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare; il capofila del progetto è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – Istituto di Scienze del Mare di Ancona che coordina le azioni degli altri 6 partner coinvolti, oltre al Consorzio UNIMAR: Provincia di Agrigento, Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Fondazione Cetacea, Area Marina Protetta Isole Egadi, Legambiente, Area Marina Protetta Isole Pelagie.

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