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C’è un sole che si muore

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“c’è un sole che si muore. Racconti gialli e neri da Napoli e dintorni”\r\n\r\nUndici tra i migliori autori di “giallo napoletano” raccontano la “napolanità” con i colori del giallo e del nero, dando conto delle tante città, campagne, coste e periferie intrise della lingua, della mentalità, del modo d’essere tipico e unico di quella terra.\r\n\r\nVolume a cura di Diana Lama e Paolo Calabrò, pubblicato da Il Prato Publishing House (2016) e patrocinato dall’Associazione NapoliNoir.\r\n\r\n \r\n\r\nNapoli – con i suoi vicoli, i suoi sotterranei, i suoi leggendari ed esoterici misteri; e gli psicopatici naïf, i killer della camorra, i piccoli e grandi addetti all’illecito – è una città che sembra mostrare il suo volto più nero anche in pieno giorno. Col caldo, poi, la gente impazzisce, e allora anche la circostanza più banale e fortuita può diventare teatro per un vero e proprio spargimento di sangue…\r\n\r\n“C’è un sole che si muore”, a cura di Diana Lama e Paolo Calabrò (Il Prato Publishing House, 2016), mette insieme undici tra i migliori autori di “giallo napoletano”: dai curatori Diana Lama, Premio Alberto Tedeschi-Giallo Mondadori nel 1995, tradotta in sette Paesi, e Paolo Calabrò, autore dei Gialli del Dio perverso, a Sibyl von der Schulenburg, vincitrice dei Premi Luzi e Pannunzio nel 2015 e Francesco Costa, dalle cui opere di narrativa – pubblicate con i principali editori italiani – sono stati tratti ben due film (uno con Angela Luce; l’altro, L’imbroglio nel lenzuolo, con Maria Grazia Cucinotta). E ancora: Vittorio Del Tufo, Piera Carlomagno, Alessandra Pepino e Riccardo Fabrizi. Una raccolta di racconti inediti che intende colmare una lacuna attualmente presente nel noir napoletano: parlare finalmente non solo di quella Napoli-capoluogo che ha fatto la fortuna di certo immaginario ormai in buona parte stereotipato e da cartolina, ma delle tante città, campagne, coste e periferie, pur esse intrise di quella lingua, di quella mentalità, di quel modo d’essere tipico e unico: la “napoletanità”…\r\n\r\nPatrocinio speciale per questa pubblicazione da parte di NapoliNoir – Associazione di scrittori fondata oltre dieci anni fa con l’obiettivo di promuovere l’aggregazione e il confronto tra gli autori del giallo d’area napoletana – qui presente in maniera massiccia, oltre che nei curatori, con le firme di Luciana Scepi, cofondatrice e presidentessa emerita, e di Ugo Mazzotta, premiato autore che scrive tanto per la carta quanto per la televisione.\r\n\r\nA chiudere il volume Diego Lama – con il racconto La casa triste, prima sua pubblicazione dopo il romanzo d’esordio – vincitore del Premio Alberto Tedeschi Giallo Mondadori per il 2015.\r\n\r\nSINOSSI\r\n\r\nMorire d’estate è facile. Il caldo fa impazzire, e in un lampo la situazione più normale può volgere in tragedia. Complice un’onda inattesa oltre la riva; le trappole e i segreti di una casa di vacanze sconosciuta e inospitale; i tran-tran di chi è stato costretto a rinunciare alla villeggiatura e deve barcamenarsi tra lavoretti occasionali ed espedienti ai limiti del lecito…. Undici scrittori di razza, conoscitori del cuore di Napoli e della sua faccia più oscura, osservatori di una realtà che, più sembra bella, più sembra poter franare sotto ai piedi da un momento all’altro. Undici storie inedite, gialle e nere, che hanno la lingua, la storia, il sapore di una città che, senza risolvere la continuità, si può amare e temere. Leggi Napoli. E poi muori.\r\n\r\nCURATORI\r\n\r\nDiana Lama\r\n\r\nRicercatrice universitaria nell’ambito della cardiochirurgia e vincitrice del Premio Alberto Tedeschi-Giallo Mondadori nel 1995 con Rossi come lei (insieme a Vincenzo De Falco), scrive e pubblica thriller con le maggiori case editrici italiane (Piemme, Newton Compton), tradotti in sette Paesi. Fondatrice e Presidente di NapoliNoir, la sua opera è stata oggetto di una tesi di laurea in Letteratura italiana all’Università di Salerno. Il suo ultimo romanzo è 27 ossa (ed. Newton Compton). www.dianalama.com\r\n\r\nPaolo Calabrò\r\n\r\nLaureato in Scienze dell’informazione e in Filosofia, gestisce il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet e coordina la terza edizione del Premio Letterario Scrittori Dentro, rivolto a detenuti di varie carceri italiane. Oltre a due volumi di argomento filosofico, sul pensiero di Raimon Panikkar (2011) e di Maurice Bellet (2014), ha pubblicato L’intransigenza. I gialli del Dio perverso (ed. Il Prato, 2015), noir ambientato sul litorale casertano. È membro dell’associazione di scrittori NapoliNoir. www.paolocalabro.info\r\n\r\n 

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