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FESTIVAL DEGLI SCRITTORI PREMIO GREGOR VON REZZORI

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Martedì 7 giugno, ore 21.30 | Balconata di Palazzo Strozzi, Palazzo Strozzi\r\n\r\nLetture incrociate\r\n\r\nViola Di Grado legge Bambini di ferro (La nave di Teseo)\r\n\r\nSimona Vinci legge La prima verità (Einaudi)\r\n\r\nMusiche di Shedir e di Valentino Corvino\r\n\r\nIntroduce Fulvio Paloscia\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nSono due dark ladies della letteratura italiana, due potenze narrative travolgenti. Dei bambini non si sa niente fu il caso dell’anno del 1997 e consacrò Simona Vinci come punto di riferimento della nuova letteratura. Settanta acrilico trenta lana arriva invece nel 2011 e Viola di Grado vince il Campiello Opera prima, nell’entusiasmo generale. I loro libri sono tradotti in decine di linque. Il Festival degli scrittori le ha invitate insieme a leggere i loro ultimi romanzi appena usciti (questa volta è Simona Vinci a essere finalista del Premio Campiello) e anche le ha inviate a scambiarsi le letture. Bambini di Ferro di Viola di Grado (La nave di Teseo) racconta di due orfane che si incontrano in un Giappone non troppo distopico, dove vengono messe a disposizione madri sintetiche, perfette donatrici d’amore. Ma a un certo punto qualcosa si rompe, i bambini sperimentano un doppio vuoto, si chiamano ‘bambini difettosi. Simona Vinci con La prima verità (Einaudi) porta il lettore a Leros, un’isola greca che è sede di un manicomio. Lì il regime mandava i prigionieri politici. E lì li trova la protagonista dopo tanto tempo, relitti, scarti di un’europa che ha conservato questo oscuro segreto senza vergogna.\r\n\r\nViola di Grado sarà accompagnata dalle musiche di Shedir e Simona Vinci da quelle di Valentino Corvino.\r\n\r\n \r\n\r\nBambini di ferro (La nave di Teseo)\r\n\r\nUna mattina di fine estate, in un Giappone di un’era imprecisata, la direttrice dell’Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Sumiko – si accorgono presto in Istituto – non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla. Anche Yuki, 25 anni prima, è stata ospite dell’Istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale, il cui fallimento ha generato dei “bambini difettosi”, confinati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nelle spirali dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una “zona pericolosa”, uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. In realtà Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza. Viola Di Grado torna con un romanzo potente sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali, in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente; con una sapienza stilistica e filosofica che la segnala come una delle scrittrici più importanti del panorama letterario contemporaneo.\r\n\r\n \r\n\r\nViola Di Grado (classe 1987) è l’autrice di Settanta Acrilico Trenta Lana (2011) – vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e finalista all’IMPAC Dublin Literary Award – e diCuore Cavo (2013), finalista al PEN Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in filosofie dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti in nove paesi.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nLa Prima verità (Einaudi)\r\n\r\nTra gli abbandonati, i reclusi, i dimenticati Simona Vinci tesse il filo d’oro di una storia che arriva dal passato e viene fino a te, proprio a te che stai leggendo, qui e ora. È una storia scandalosa, perché non si può narrare senza rivelare anche i fantasmi di chi la sta scrivendo. Ciò che Angela non può sospettare, quando decide di raggiungere l’isola maledetta, l’isola lager, è che il segreto sepolto tra quei bianchi enormi edifici sia piú sconvolgente di ogni immaginazione. E che spetti proprio a lei disseppellire quel segreto e affrontarlo a viso aperto. Costi quel che costi, per il bene di tutti. Ciò che Angela non ha assolutamente messo in conto, è che si apra per lei a Leros l’avventura della vita. «Poi la serratura, improvvisamente docile, si sbloccò nella sua mano con un gemito e la porta si aprí». Nel 1992 Angela, giovane ricercatrice italiana, sbarca sull’isola di Leros. È pronta a prendersi cura, come i suoi colleghi di ogni parte d’Europa, e come i medici e gli infermieri dell’isola, del perdurante orrore, da pochi anni rivelato al mondo dalla stampa britannica, del «colpevole segreto d’Europa»: un’isolamanicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Quelli di loro che non sono nel frattempo morti sono ancora tutti lí, trasformati in relitti umani. Inquietanti, incomprensibili sono i segni che accolgono la ragazza. Chi è Basil, il Monaco, e perché è convinto di avere sepolto molto in alto «ciò che rimane di dio?» E tra i compagni di lavoro, chi è davvero la misteriosa, tenace Lina, che sembra avere un rapporto innato con l’isola? Ogni mistero avrà risposta nel tesoro delle storie dei dimenticati e degli sconfitti, degli esclusi dalla Storia, nell’«archivio delle anime» che il libro farà rivivere per il lettore: storie di tragica spietata bellezza, come quella del poeta Stefanos, della ragazza Teresa e del bambino con il sasso in bocca. Con La prima verità che, fin dal titolo, da un verso di Ghiannis Ritsos, allude a una verità di valore assoluto oltre e attraverso le vicende del libro, che si svolgono in luoghi e tempi diversi, e delle vite dei personaggi che via via si presentano al lettore, Simona Vinci torna al romanzo dopo molti anni, e vi torna con una felicità e una libertà mai raggiunte prima.\r\n\r\n \r\n\r\nSimona Vinci è nata a Milano nel 1970 e vive a Bologna. Il suo primo romanzo, Dei bambini non si sa niente (ultima edizione Einaudi Stile libero, 2009) ha riscosso un grande successo. Caso letterario dell’anno, è stato tradotto in numerosi altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore («Stile libero», 1999) e i romanzi Come prima delle madri («Supercoralli», 2003 ed «Einaudi Tascabili», 2004), Brother and Sister («Stile libero», 2004), Stanza 411 («Stile libero Big», 2006),Strada Provinciale Tre («Stile libero Big», 2007) e La prima verità («Stile libero Big», 2016). Per i lettori più giovani ha pubblicato Corri, Matilda (E.Elle, 1998) e Matildacity (Adnkronos Libri, 1998). Ha scritto il raccontoLa più piccola cosa pubblicato nell’antologia Le ragazze che dovresti conoscere («Stile libero Big», 2004). Inoltre nel 2010 ha collaborato alla raccolta Sei fuori posto (Einaudi, Stile libero Big).\r\n\r\n \r\n\r\n 

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