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VAN MORRISON, DUETS: RE-WORKING THE CATALOGUE

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In uscita, Duets: Re-Working The Cataloguen nell’album Van Morrison duetta con:\r\n\r\nMichael Bublé, Steve Winwood, Mark Knopfler, Mick Hucknall,\r\n\r\nBobby Womack, Taj Mahal, Mavis Staples, Natalie Cole, George Benson, Gregory Porter, Clare Teal, PJ Proby, Joss Stone, George Fame, Chris Farlowe e la figlia Shana Morrison\r\n\r\n \r\n\r\nL’artista irlandese sarà in Italiail 6 giugno 2015 per un unico concerto \r\n\r\n \r\n\r\nCon Duets: Re-Working The Catalogue, il suo 35esimo studio album in uscita il 24 marzo 2015, Van Morrison ripercorre la sua carriera insieme ad alcuni amici. Come ha fatto il visionario performer a passare dai vicoli di Belfast al Madison Square Garden e oltre? Impreziosito da un cast stellare di ospiti, Duets: Re-Working The Catalogue crea il ritratto di un artista che ha sempre seguito la propria idea di perfezione.\r\n\r\n \r\n\r\nVan Morrison, uno dei musicisti più influenti degli ultimi 50 anni, non era certo a corto di materiale tra cui scegliere, né di star che volessero lavorare con lui. Eppure, controcorrente come sempre, ha deciso di evitare classici come “Moondance”, “Brown-Eyed Girl” e “Tupelo Honey”. Van e i suoi collaboratori – da Micheal Bublé a Bobby Womack (tristemente venuto a mancare dopo la registrazione di “Some Peace of Mind”) – esplorano invece canzoni meno note che evidenziano la straordinaria varietà della sua proposta musicale.\r\n\r\n \r\n\r\nCome spiega Morrison stesso, “ho già fatto dei duetti con John Lee Hooker, Tom Jones, Ray Charles, Carl Perkins e Bobby Bland. Questo progetto non è nato solo dalla voglia di divertirmi a cantare insieme ad artisti che ammiro, ma anche dal desiderio di riprendere canzoni che non sono molto conosciute. Volevo fare un disco come questo fin dai primi anni 2000, ma era difficile mettere insieme le persone giuste. Bisognava curare sia la parte creativa, sia quella logistica”.\r\n\r\n \r\n\r\nAd avviare il processo è stata la performance di Morrison nell’ambito del Bluesfest 2013 alla Royal Albert Hall di Londra. All’evento partecipavano anche Womack, Mavis Staples e Natalie Cole: era quindi arrivato il momento di prenotare lo studio di registrazione. Con la rapidità che l’ha sempre contraddistinto (“Non mi piace dilungarmi: io sono della scuola di John Lee Hooker, della serie ‘Entri in studio ed esci’”), Morrison si è messo al lavoro, suggerendo canzoni ai suoi futuri compagni d’avventura oppure assecondando le loro scelte.\r\n\r\n \r\n\r\nGli artisti che si sono uniti a lui nel corso dei successivi dodici mesi spaziano da giovani come Joss Stone, che interpreta “Wild Honey”, ai rocker anni ‘60 come P.J. Proby, che partecipa a “Whatever Happened to P.J. Proby?”, brano affettuosamente nostalgico che Morrison aveva pubblicato nel 2002. La potente voce di Michael Bublé in “Real Real Gone” conferma la capacità di Morrison di gettare un ponte tra generazioni diverse. Bublé è conosciuto ai più come interprete à la Sinatra del Great American Songbook, ma il crooner canadese cita “Van The Man” tra gli artisti che più l’hanno influenzato: le sue versioni di “Moondance” e “Crazy Love” sono tra le più belle cover che Morrison abbia avuto negli ultimi tempi.\r\n\r\n \r\n\r\nCome ammette lui stesso, scegliere il materiale per Duets rappresentava una grande sfida. “È stato molto difficile. Non è difficile solo scegliere le persone, perché ce ne sono così tante, ma anche scegliere le canzoni. Si parte da un repertorio di 350 canzoni. In genere non torno sul materiale vecchio, a meno che non voglia magari rifarlo oppure fare un arrangiamento diverso”.\r\n\r\n \r\n\r\nSapeva però di poter contare sugli ospiti per vincere questa sfida. “Tutti gli ospiti sono dei grandi professionisti”, dice. “Ci sono passati tante volte, come me. Scelgono la canzone e via, non devono riflettere su niente. Non c’è meditazione. È la differenza che sta tra l’approccio jazz o R&B rispetto a quello rock”.\r\n\r\n \r\n\r\nTroppo spesso negli album di duetti l’atmosfera è asettica, preconfezionata, e i grandi nomi cantano senza metterci l’anima. Duets: Re-Working The Catalogue invece è fresco, disteso e spontaneo. George Benson, leggenda del jazz-R&B che pensava di doversi concentrare sul canto in “Higher Than The World”, si è poi ritrovato a imbracciare la chitarra una volta entrato in studio (“alla fine ha dovuto arrendersi”, scherza Morrison). In “Lord, If I Ever Needed Someone”, Morrison e la grande Mavis Staples fanno a gara per raggiungere nuove vette del gospel; un rilassato Gregory Porter rievoca Count Basie & Co. in “The Eternal Kansas City”; Natalie Cole aggiunge un tocco di eleganza a “These Are The Days”.\r\n\r\n \r\n\r\nMark Knopfler e Mick Hucknall creano un’atmosfera bucolica in “Irish Heartbeat” e “Streets Of Arklow” rispettivamente, mentre Steve Winwood riaccende la magia del soul bianco in “Fire in the Belly.” Tra gli altri collaboratori inglesi spiccano un altro veterano dell’R&B anni ‘60, Chris Farlowe (“Born To Sing”), e un vecchio amico e complice di Morrison, il cantante e tastierista Georgie Fame (“Get On With The Show”). Per “Carrying a Torch” la scelta – squisitamente anticonformista – è caduta su Clare Teal, straordinaria cantante-pianista innamorata del jazz vintage tanto quanto Morrison, che ha quasi eclissato Liza Minnelli a una recente esibizione alla Royal Festival Hall di Londra. Inoltre Shana Morrison, ottima cantante prima ancora che figlia d’arte, si confronta con il padre Van in un’appassionata reinterpretazione di “Rough God Goes Riding”.\r\n\r\n \r\n\r\n“Alcune cose sono frutto dell’ispirazione del momento”, spiega Morrison con i suoi consueti modi spicci. Ne è uno splendido esempio il brano che chiude il disco, “How Can A Poor Boy?”, canzone dalle influenze blues registrata in un hotel nella contea irlandese di Down in cui Morrison ama tenere concerti intimi. Van e Taj Mahal, raffinato divulgatore del roots, fanno esplodere la canzone per poi scoppiare a ridere e scherzare a fine pezzo: un’indimenticabile istantanea di due giganti che si godono la reciproca compagnia. In un’epoca di musica preconfezionata e iperprodotta, Duets: Re-Working The Catalogue incarna virtù classiche, di persone in carne ed ossa.\r\n\r\n \r\n\r\nDopo 7 anni Van Morrison tornerà finalmente a suonare anche in Italia e salirà sul palco del Brescia Summer Festival che si terrà il 6 giugno 2015 a Brescia, in Piazza della Loggia.\r\n\r\nwww.vanmorrison.com\r\n\r\ntwitter.com/vanmorrison\r\n\r\nwww.facebook.com/vanmorrisonofficial\r\n\r\nwww.sonymusic.it\r\n\r\n 

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