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Intervista a ROMINA POWER

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Come  si definirebbe, come artista?\r\n\r\nPoliedrica in via di sviluppo continuo.\r\n\r\n Qual è il suo messaggio?\r\n\r\nChe ognuno ha la libertà di espressione e di scelta.\r\n\r\nCome nasce un’idea? Cosa è per lei l’ispirazione?\r\n\r\nNon saprei. Nasce e basta. Un mio quadro,  a volte è stato ispirato da un brano musicale (Mozart),  a volte da un immagine, che mi colpisce instintivamente. A volte,invece le mie tele hanno avuto del soprannaturale. Un collegamento con un messaggio dall’aldilà .\r\n\r\n Che cosa è l’arte?\r\n\r\nE’ un mezzo di espressione libero da vincoli. Puo’ essere un tramite tra l’infinito e noi, tra anime che ci hanno preceduto e noi. Puo’  essere una maniera in cui esprimere il nostro subconscio, i nostri sogni, le nostre visioni . Ed  è anche un tramite per comunicarlo.\r\n\r\n In che circostanze le vengono le migliori idee?\r\n\r\nQuando sono tranquilla, ricettiva.\r\n\r\nEsiste la prova del nove per capire se un’idea è buona o no?\r\n\r\nEsiste la voglia di portarlo a termine.\r\n\r\n Tre idee creative che le piacerebbe fossero venute a lei …\r\n\r\nNon voglio idee degli altri, per quanto creative possano essere.\r\n\r\n Quando e come ha iniziato a vedersi come Artista?\r\n\r\nSono artista. Non e’ importante quando l’ho realizzato.\r\n\r\n Perché tanti artisti hanno personalità complesse?\r\n\r\nUn artista  è un essere molto sensibile. Potrebbe essere giudicato “complesso ” dall’esterno.\r\n\r\n Si considera post-moderna?\r\n\r\nIo,come essere sono mid-century. L’arte che imprimo su tela,  è piuttosto espressionista , ma le etichette sono solo etichette. Non le amo.\r\n\r\nCome si deve valutare un’opera artistica?\r\n\r\nDalla sensazione che ti provoca osservandola. Ha un’anima. Sta a te percepirla, o meno. Non tutti rispondiamo agli stessi stimoli.\r\n\r\n L’artista deve reinventarsi ogni giorno?\r\n\r\nNon necessariamente. Deve semplicemente esprimere l’ispirazione del momento.\r\n\r\n Quali artisti ammira e in che modo hanno influenzato le sue opere?\r\n\r\nQuando iniziai a dipingere su tele da un metro per due a 14 anni, chi vedeva i miei quadri, li paragonava a Van Gogh. Io non lo conoscevo. Essendo auto- didatta, non avevo una cultura dell’arte. Era tutto istintivo. Dopo ho imparato ad apprezzare  Van Gogh, ed altri impressionisti e post impressionisti come Gauguin, Rousseau, Monet. Sempre peròcercando di non farmi influenzare nella mia espressione.\r\n\r\n Qual è la sua opinione sulle sovvenzioni pubbliche dell’arte?\r\n\r\nNon vorrei esprimermi su un argomento del quale non sono a conoscenza.\r\n\r\n Che ruolo hanno giocato nella sua traiettoria le figure del marciante, rappresentante, gallerista, e intermediari in generale?\r\n\r\nNessuna. Ne sono ancora alla ricerca.\r\n\r\n Le dispiace doverti staccare da un pezzo che hai venduto?\r\n\r\nA volte sì. E poi ci sono quelle opere che non venderò mai.\r\n\r\nSi compra l’opera, o si compra piuttosto l’artista?\r\n\r\nEntrambi.\r\n\r\n Le sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d’arte contemporanea esibiscono sono d’artisti  che non sono più fra noi?\r\n\r\nSi tende sempre ad apprezzare  qualcuno che non c’è più. Ma i giovani hanno bisogno dei loro spazi . Bisogna incoraggiare l’arte nelle scuole. Invece di tagliarla,come materia, come hanno fatto nelle scuole pubbliche qui negli Stati Uniti.\r\n\r\nChe consiglierebbe a quelli che iniziano?\r\n\r\nDi cambiare mestiere……. scherzo.  Di seguire il loro istinto, la loro passione. Di essere sempre fedeli a se stessi.\r\n\r\n \r\n\r\nIntervista di:  Daniela Lombardi

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