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Jimmy Ingrassia, l’intervista

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Da poco uscito con il singolo Ti Lovvo, Jimmy Ingrassia. Ci ha incuriosito e abbiamo voluto sapere qualcosa in più su di lui e sulla sua musica.\r\n\r\n \r\n\r\nQuanto e in che modo i social hanno minato l’autenticità nei rapporti?\r\n\r\nBeh credo tanto, basti pensare che una volta quando dovevi comunicare qualcosa ad un amico lo chiamavi, per non andare troppo indietro con i tempi quando addirittura andavi a citofonargli, se vicino di casa naturalmente,  adesso con uno sterile messaggio inviato tramite social hai risolto, privandoti così del contatto vero con la persona e prolungando oltremodo anche i tempi di reale incontro, cioè è probabile che io comunichi spesso con un mio amico tramite i social ma che non lo veda concretamente da anni e questo secondo me è molto triste, senza parlare poi dei meccanismi che si vengono a creare se si cade nel tranello di attaccarsi a tutte quelle idee stupide del tipo:  o Dio ha letto il messaggio che gli ho inviato, allora perché non risponde? A che ora l’ha letto? Ma non è che è arrabbiato/a con me? Ma che gli ho fatto? Insomma una serie di tormenti mentali che spesso creano solo stupidi fraintendimenti.\r\n\r\nLa libertà dell’accesso alle informazioni in rete cosa ha prodotto tra i più giovani secondo te?\r\n\r\nMah, forse l’accesso alle informazioni da parte dei giovani può anche essere stata una cosa positiva, dipende dall’intenzione, dal motivo e dallo scopo dell’informazione stessa. Se un giovane si informa tramite la rete di argomenti che possono accrescere la sua conoscenza, permettendogli dunque di elevarsi anche culturalmente, che ben venga, ma se parliamo di accesso alle informazioni personali forniteci dai social, quindi tra virgolette poter visionare le foto personali di qualcuno, il tipo di lavoro che uno fa, la sua situazione sentimentale, ecc. allora sicuramente il fenomeno ha prodotto una gran perdita. Perdita di curiosità per esempio, generazione di concetti sbagliati, privazione di possibilità.\r\n\r\nLa musica come altre arti hanno realmente beneficiato delle potenzialità di Internet? E la lingua italiana?\r\n\r\nLa musica secondo me non ne ha affatto beneficiato, piuttosto è stata distrutta, a causa del facilissimo reperimento di canzoni gratuite ed anche di vendita sottocosto ormai largamente diffusa come ad esempio 0,99 cent. di euro, se la gente davvero sapesse quanto tempo e soldi ci si impiega dietro un solo brano penso che non calpesterebbe la musica così come fa ormai abitualmente, immagina quanto può essere faticosa la produzione di un album, io ne so qualcosa.\r\n\r\nCerto è che con l’avvento di internet chiunque può avere la possibilità di farsi conoscere ed esprimere la propria arte , se ne ha, però continuo a pensare che questo non sia un bene, perché cosi facendo si è creata un’ inflazione che permette di far rientrare proprio tutti nel calderone, spessissimo anche gente che si improvvisa cantante artista o presunto tale ma che in realtà non fa altro che distogliere l’attenzione da chi merita veramente; faccio un esempio, ad un provino di X FACTOR, per citare un talent a caso, in una mattinata i giudici si trovano a provinare a volte anche un migliaio di persone, all’interno delle quali ci sono probabilmente 2 nuovi Michael Jackson, il problema è che può capitare che nessuno di loro se ne accorgerà, perché magari gli altri 998 hanno creato fra i giudici solo una gran confusione e calo della concentrazione, provocando così un danno enorme ai veri talenti e dando possibilità, portandoli avanti, a persone che quel giorno sono state baciate dalla fortuna.\r\n\r\nEcco, la stessa cosa secondo me ormai capita con internet, magari si preferisce portare avanti personaggi mediocri ma molto popolari sulla rete a dispetto di autentici artisti che però non godono di altrettanta popolarità, questo perché chiunque può ormai concedersi la libertà di caricare presunte canzoni e presunti videoclip e avere la fortuna di essere seguito da chi di arte o di musica veramente non ne capisce un accidente.\r\n\r\nAnche la lingua italiana secondo me c’ha un po’ rimesso, sulla rete scrive chiunque e anche in maniera sgrammaticata, perciò anche qui è probabile che si crei un bel po’ di confusione, certo magari però è più veloce accedere ad un dizionario rispetto ad una volta dove dovevi sfogliare le pagine di un vocabolario fisico, quindi come in tutte le cose ci sono i pro e i contro.\r\n\r\n I rapporti mediati da uno schermo sono possibilità o limite?\r\n\r\nCredo possibilità. Per chi proprio non è in grado di approcciare fisicamente può essere un buon deterrente, per superare la timidezza, la chiusura ecc. Attraverso lo schermo è tutto più semplice.\r\n\r\nCosa ti ha convinto a scrivere Ti Lovvo?\r\n\r\nBeh in realtà la canzone è stata scritta dal mio amico, nonché ormai da tempo autore di fiducia, Matteo Sperandio, quindi la domanda dovrebbe essere rivolta a  lui.\r\n\r\nA volte mi scrivo da solo le canzoni, altre le scrivo in coppia con lui, mentre altre ancora me le scrive lui completamente e questo è uno dei casi.\r\n\r\nSe devo interpretare il suo pensiero però, come per la canzone del resto, posso dire che sicuramente ha sentito l’esigenza di ironizzare su quella che apparentemente può essere una cosa da poco, ma se esasperata può diventare una vera dipendenza da internet e da tutto ciò che ne consegue, quindi chat, chatroulette e social vari, che ci fa perdere il contatto con la vita reale.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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