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“Renuntio vobis”, in libreria

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11 febbraio 2013: il papa annuncia le sue dimissioni. Sergio Claudio Perroni affronta quel gesto con la consueta originalità, con un dialogo serrato tra un papa e un monaco scritto con i versetti dell’Antico e del Nuovo Testamento. Una sfida letteraria forte, e temi – la responsabilità, la coerenza –  che coinvolgono tutti. E, non ultima, una descrizione apocalittica della chiesa, mentre sullo sfondo si respira la felice attesa di colui che viene dalla fine del mondo. Buona lettura\r\n\r\nAlba Donati\r\n\r\n \r\n\r\nSergio Claudio Perroni\r\n\r\nRENUNTIO VOBIS\r\n\r\nBompiani, Narratori italiani, pp. 110 • Euro 14,00\r\n\r\nIn libreria il 12 febbraio 2015\r\n\r\n \r\n\r\n“Professano di conoscere Dio, ma con le loro azioni lo negano. Si preoccupano di pulire l’esterno della coppa edel piatto, ma all’interno sono pieni di rapina e malvagità.”\r\n\r\n“Ogni regno che si divide contro se stesso va in rovina, ogni città o casa che si divide contro se stessa è destinata a perdersi.”\r\n\r\nEcco un libro che affronta un episodio, anzi, l’episodio, che ha sconcertato il mondo intero: un papa, sopraffatto dalla realtà, ha lasciato il soglio pontificio e si è ritirato a meditare in un remoto monastero benedettino. Questa azione non è stata mai affrontata, né indagata come questione morale. Un misterioso frate va a fargli visita e lo interroga sui motivi della sua scelta. Il pacato confronto tra i due religiosi si trasforma presto in scontro non solo dialettico: l’uno sostiene con veemenza le ragioni della propria rinuncia, l’altro lo incalza con l’accusa di avere abbandonato il gregge che gli era stato affidato, tradendo così il principio stesso della sua missione. Neppure il rivelarsi della natura “inaudita” dell’ospite placherà il contrasto tra i due – o forse tra le due anime di un pontefice rinunciatario che, come qualsiasi mortale cui brucino le proprie rese, si misura con la coscienza sino alle estreme conseguenze. Per scrivere Renuntio Vobis, Perroni ha fatto un poderoso lavoro di selezione degli oltre trentamila versi che fanno la bellezza e la verità senza tempo della Bibbia e fa parlare i suoi personaggi esclusivamente con versetti del Vecchio e del Nuovo Testamento. Così affronta  un evento della storia recente e ne fa un racconto avvincente in cui la parola biblica è, al tempo stesso, sublime strumento espressivo e attualissimo paradigma spirituale; un invito a fare memoria dell’assoluto, unico rimedio al nulla. Sergio Claudio Perroni conferma con questo nuovo lavoro la sua originalità di scrittore, la sua mancata adesione ai canoni richiesti dal nostro tempo, la sua amicizia vera e profonda con i testi classici e la loro pulsante vitalità.\r\n\r\nSERGIO CLAUDIO PERRONI vive e lavora a Taormina. Per Bompiani ha pubblicato Non muore nessuno (2007), Leonilde, storia eccezionale di una donna normale (2010) e Nel ventre (2013).\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Bompiani Alba Donati \ Davis & Franceschini

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