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A NaturArte la SONATA PER LUNA CRESCENTE

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\r\nGIULIANA SOSCIA\r\nAccordion, Compositions, Arrangements\r\n\r\nPINO JODICE\r\nPiano, Compositions, Arrangements\r\n\r\nENTE PARCO NAZIONALE APPENNINO LUCANO\r\nVAL  D’AGRI LAGONEGRESE\r\nTeatro del Parco Archeologico di Grumentum\r\nGrumento Nova (PZ)\r\n

\r\n\r\nTra i ruderi della storia e all’interno della natura lucana più incontaminata, NaturArte offrirà sabato 13 dicembre, presso il Teatro del Parco Archeologico di Grumentum, un evento davvero unico nel suo genere. L’Ente Parco Nazionale Appennino lucano Val D’Agri lagonegrese – nell’ambito della rassegna di turismo culturale che da dicembre a maggio coinvolgerà i quattro storici Parchi della Basilicata, diventa infatti la cornice speciale di un progetto jazzistico improntato al virtuosismo, all’estetica di un repertorio tanto sofisticato quanto innovativo nella sua rivisitazione armonica e alla comunicazione intersensoriale con un fruitore proteso alla musica di alto livello. Due tastiere in scena: quelle della fisarmonicista Giuliana Soscia e del pianista Pino Jodice, artisti acclamati sul piano internazionale che riescono a riprodurre con i loro strumenti complesse sonorità orchestrali, per un concerto nel quale si fondono, attraverso un interplay molto intenso che ne evidenzia le qualità espressive, improvvisative e tecniche, le esperienze musicali degli stessi artisti, spaziando dal jazz alla musica classica contemporanea.\r\nIl titolo di questo lavoro discografico,  Sonata per luna crescente, è ispirato all’opera omonima del grande pittore Normanno Soscia ed ha ispirato anche un fortunato CD, dedicato ai coniugi Rino e Sandra Bebbere, ottenendo il plauso dei più apprezzati critici musicali.  Nel concerto i due jazzisti mettono in risalto uno stile inconfondibile che valorizza pienamente le caratteristiche timbrico-espressive dei rispettivi strumenti. Sonata per luna crescente è il risultato di una serie di album, quali Il Tango da Napoli a Buenos Aires, che ha ricevuto nel 2010 anche gli elogi del Maestro Roberto De Simone, Latitango, Antiche pietre, Lucca Jazz donna vol.1 dedicati al tango-jazz; dell’album Il Viaggio di Sindbad dedicato alla contaminazione araba con la partecipazione straordinaria del maestro di oud iracheno Raed Khoshaba, Stabat Mater in Jazz di Giovanni Battista Pergolesi, prodotto dal Conservatorio Cimarosa di Avellino e di Contemporary segnalato tra i migliori cd dalla rivista “Musica Jazz”. Con questi progetti Giuliana Soscia e Pino Jodice hanno preso parte ad importanti festival jazz e calcato i palchi di teatri internazionali, come l’Opera House di Hanoi (Vietnam),  l’Opera House di Ankara (Turchia), l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Puccini di Torre del Lago, il Teatro Cilea di Reggio Calabria e tanti altri.\r\nGiuliana Soscia e Pino Jodice in quartetto realizzeranno a breve un tour italiano con il sassofonista scozzese Tommy Smith con il quale  realizzeranno un nuovo CD.\r\n\r\nProgramma\r\n\r\n1.  First Impression (G.Soscia)\r\n2.  Contemporary Tango (G.Soscia)\r\n3.  Sonata per luna crescente (G.Soscia)\r\n4.  Freedom Tango (G.Iodice)\r\n5.  Passaggio dei delfini (G.Soscia – G.Iodice)\r\n6.  Lovas (G.Iodice)\r\n7.  A Different Way (G.Iodice)\r\n8.  Migration (G.Soscia – G.Iodice)\r\n\r\n\r\nGiuliana Soscia & Pino Jodice Duet (www.giulianasosciapinojodice.com )\r\nEntrambi con un lungo percorso alle spalle, i due artisti sono accomunati da una comune visione della musica e della composizione. Giuliana Soscia è considerata una delle migliori fisarmoniciste jazz d’Italia, oltre ad essere anche pianista, compositrice e arrangiatrice di grande talento, importanti le sue partecipazioni come  fisarmonicista solista in prestigiose Orchestre Jazz e Orchestre D’Archi in Italia e all’Estero, ha collaborato con Roberto De Simone, Tommy Smith, Maurizio Giammarco, Giancarlo Schiaffini, Luis Bacalov, C.Lorenz, e tanti altri. Pino Jodice straordinario pianista, pluripremiato compositore e direttore d’orchestra è considerato tra i migliori compositori/arrangiatori jazz in Italia e all’Estero, i suoi arrangiamenti sono stati eseguiti, tra gli altri, da Gary Burton, John Scofield, Brandford Marsalis, Mike Stern, Richard Galliano, Michel Portal ed è noto anche per la sua lunga collaborazione con la PMJO – Parco  della  Musica  Jazz  Orchestra,  comprese  altre  collaborazioni  con  Tommy  Smith,  Dick  Oatts,  Maurizio Giammarco, Enrico Rava, Paolo Fresu, Bob Brookmayer, Maria Sheneider, ecc.\r\n\r\nSonata per luna crescente – Estratti di rassegna stampa\r\n\r\nTra la fisarmonicista Giuliana Soscia e il pianista Pino Jodice corre buon sangue perché sono compagni di vita e d’arte. La loro idea di musica tende a mettere in scena un crossover tra generi diversi: tra canzone popolare e tango, tra jazz e musica mediterranea, tra blues e repertorio classico. Domina su tutto un profondo feeling e interplay mentre il repertorio è tutto originale, scritto in uguale misura dai due leader: partiture complesse, affascinanti, emotivamente intense, rétro e al tempo stesso eccezionalmente contemporanee.\r\nLuciano Vanni, “Jazz it”.\r\n\r\nNell’arco temporale di sei anni, l’intensa collaborazione artistica tra la fisarmonicista Giuliana Soscia e il pianista Pino Jodice ha fruttato una serie di dischi preziosi come il pregevole “Il Tango da Napoli a Buenos Aires”, “Latitango”, il sorprendente “Il Viaggio di Sindbad”, in cui hanno esplorato la contaminazione tra jazz e musica araba con la complicità del maestro di oud iracheno Raed Khoshaba e il più recente “Contemporary”. Un percorso artistico importante, compiuto fianco a fianco, che ha condotto il duo verso una intesa sempre più solida, in grado di muoversi con agilità tra i territori della contaminazione sonora, e quelli della ricerca. Non ci sorprende, dunque, ritrovarli alle prese con questo nuovo progetto “Sonata Per Luna Crescente”, disco in duo, che a differenza dei precedenti prove in quartetto, questa volta li vede lavorare per sottrazione, mirando all’esaltazione dell’essenzialità dei suoni di pianoforte e fisarmonica. Ispirato all’omonima opera del pittore Normanno Soscia, che si è a sua volta ispirato alla stessa Giuliana Soscia in alcuni suoi lavori pittorici, nuovo album è la cristallizzazione del loro inconfondibile stile, che mira ad esaltare le caratteristiche timbrico-espressive dei rispettivi strumenti attraverso un interplay molto intenso, che evidenzia le loro qualità improvvisative e virtuosistiche. Entrambi, infatti, vantano un lungo percorso artistico alle spalle, e sono accomunati dalla medesima visione della musica e della composizione, e non è un caso che insieme siano stati tra i protagonisti con i loro arrangiamenti e la loro esecuzione in chiave jazz dell’opera “Memento/Momento per Sergio Bruni” curata dal maestro Roberto De Simone. Gli otto brani del disco evidenziano come la loro attitudine all’improvvisazione non sia studiata a tavolino, ma piuttosto proceda in parallelo rispetto alla composizione, ed esalti l’incontro tra le sonorità del pianoforte e della fisarmonica. Non è casuale, infatti, che come sottotitolo sia stato scelto in modo eloquente “jazz per due tastiere”, in quanto entrambi i loro strumenti di elezione sono accomunati dalla possibilità di gestire melodia, armonia ed approccio ritmico, il tutto condito da una osmosi creativa davvero sorprendente, che gli consente di spaziare con agilità dalle sonorità del tango a quelle del jazz, alla sperimentazione sonora, fino a toccare spaccati più intimi e riflessivi. Laddove nell’interplay viene esaltato l’impatto lirico della fisarmonica, il pianoforte si inserisce nel cesellare con eleganza gli spaccati melodici, ma è nell’apertura verso le sonorità del mediterraneo che risiede la radice della sperimentazione di Soscia e Jodice, i quali vi attingono alla ricerca di un linguaggio sonoro originale, riuscendovi in modo sorprendente. Così anche le aperture ai virtuosismi, laddove presenti, diventano l’occasione non per uno sfoggio tecnico fine a se stesso ma piuttosto una marcia in più, segno evidente di una creatività viva e di una capacità di dialogo musicale, davvero sorprendente. Basta ascoltare brani come “Contemporary Tango”, o la superba “A Different Way” o ancora la conclusiva “Giuly” per comprendere quale sia l’affresco sonoro dipinto da Giuliana Soscia e Pino Jodice, che con questo disco hanno senza dubbio realizzato la loro opera più compiuta ed intensa, sotto il profilo compositivo, artistico e creativo.\r\nSalvatore Esposito,  “Blogfoolk Magazine”\r\n\r\n\r\nSonata per luna crescente prosegue – questa volta in duo – il percorso del sodalizio musicale tra Giuliana Soscia e Pino Jodice. E, come nelle diverse prove in quartetto, l’obiettivo dei due musicisti è unire scrittura, potenzialità jazzistiche della fisarmonica, slancio interpretativo, influenze mediterranee e colte. Negli otto brani del disco, Soscia e Jodice dispongono i vari ingredienti in modo da far convergere i vari riferimenti in primo luogo nella composizione dei temi. E di conseguenza vengono le improvvisazioni, gestite in maniera “compositiva”, vale a dire pensate e costruite con l’attenzione al rispetto della scrittura, come sviluppo immediato di quanto proposto dai temi. Altro aspetto importante è l’incontro delle sonorità e delle peculiarità dei due strumenti. Jazz per due tastiere recita il sottotitolo del lavoro e pianoforte e fisarmonica sono accomunati dalla possibilità di gestire al contempo armonia e melodia, oltre naturalmente all’approccio ritmico, e l’abile applicazione di scrittura e arrangiamento, la conoscenza reciproca e l’attenzione a lasciare spazio alle frasi dell’altro diventano necessari per non creare confusioni e ridondanze: pur non giocando in sottrazione, Soscia e Jodice riescono a trovare le chiavi per dare respiro alla musica e fare emergere le tante anime dell’incontro tra fisarmonica e pianoforte. Perchè, al contrario, pur avendo molti punti in comune, i due strumenti hanno anche caratteristiche diverse sfruttate in modo efficace dal duo nelle atmosfere che contraddistinguono i brani: e così si passa dal tango al jazz, dalla ballad più intima e riflessiva alla visione orchestrale capace di coinvolgere in maniera totale la voce e la forza espressiva di fisarmonica e pianoforte. La fisarmonica, come abbiamo detto molte volte, deve ancora esplorare il suo lato jazzistico: il tragitto condotto dagli anni da Soscia e Jodice ne mette in luce, per mezzo di una prospettiva trasversale e capace di accogliere intenzioni non immediatamente accostabili tra loro, alcuni potenziali evoluzioni. In prima istanza, l’intreccio con le tematiche mediterranee e con la composizione ,come si diceva sopra. Il percorso classico di Soscia e la visione del jazz di Jodice, rinomato come arrangiatore e direttore di ensemble larghi, si pongono come terreno di coltura per una ricerca attenta alla melodia e alla tradizione, quanto alla possibilità di scaturire reazioni con altri linguaggi. Il fraseggio che anima i brani, ad esempio, porta accenti non sempre o non necessariamente jazzistici e, così, introduce nel discorso ulteriori elementi; il dialogo è il frutto di una stratificazione ponderata, di un lavorio continuo che percorre le varie incisioni e le esibizioni dal vivo, condotto senza strappi e capace di riprendere e lasciar fluire le esperienza già attraversate. Scrittura e arrangiamento rimangono chiavi fondamentali per non lasciare che il virtuosismo provochi sovrapposizioni tra i due strumenti o per condurre in maniera discorsiva la trama delle varie suggestioni proposte dai brani, la sensibilità degli interpreti coglie l’aspetto più lirico e fa si che tutto il lavoro non diventi la ricerca di una dimostrazione o l’affermazione sterile di un manifesto.\r\nFabio Ciminiera, “Jazz Convention”

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\r\nMaggiori info sugli artisti ai siti:\r\nhttps://www.giulianasoscia.com/\r\nhttps://www.pinoiodice.com/\r\n\r\nMaggiori info al sito:\r\nwww.naturartebasilicata.it

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Fonte Elisabetta Castiglioni

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