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Conosciamo meglio Luka Zotti

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Luka Zotti si definisce principalmente un cantante e un chitarrista, ma la sua curiosità lo ha portato ad avvicinarsi anche ad altri strumenti come l’armonica, il pianoforte, le tastiere, il basso e la batteria/percussioni.\r\n\r\nOltre al suo grande amore per la musica, coltiva da anni la passione per l’arte. Come pittore, ha infatti tenuto diverse mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Inoltre, il suo grande interesse per le creazioni manuali, l’ha portato a realizzare opere d’arte e d’arredamento, ma anche strumenti musicali professionali e personalizzati (come la Tree Pad Key Guitar, strumento che include chitarra, tastiera, percussioni e multieffetto), che utilizza nei suoi concerti insieme a carillon, spade laser e qualsiasi oggetto stimoli la sua fantasia.\r\n\r\nQuando ci si scopre multi strumentista?\r\n\r\nFin da quando ho iniziato a comporre musica l’ho sempre fatto con chitarra acustica e voce, ma mentre componevo sentivo già nella mia mente gli arrangiamenti degli altri strumenti, questo mi ha portato ad avvicinarmi a loro, semplicemente per trovare il modo di esprimere quel che sentivo. Non tutti gli strumenti li suono al 100%, ma quel tanto che mi serve per arrangiare i miei\r\nbrani o quelli dell’artista che sto producendo.\r\n\r\nTanti strumenti per un unico fine?\r\n\r\nCerto, esprimersi e soprattutto divertirsi…\r\n\r\nCome ti approcci ad un nuovo progetto musicale?\r\n\r\nDipende dal tipo di progetto. Mi è capitato di comporre anche delle colonne sonore, in quel caso ho visionato le pellicole e mi sono lasciato ispirare dalle immagini cercando di comporre musica in sintonia con esse. Lavoro simile lo feci anche col mio primo album “Colori eMotivi” in cui ho musicato dei video con tematiche quali inquinamento, natura e sfrenata urbanizzazione. Invece i brani di “Forgotten Dream” li ho composti in luoghi immersi nella natura, luoghi rigeneranti ed energizzanti per me.\r\n\r\nSe e in che modo il tuo essere pittore influenza il tuo essere musicista e viceversa?\r\n\r\nLe due forme d’arte sono strettamente collegate, sono entrambe “figlie della stessa madre” ossia “l’ispirazione” , quando sento di avere qualcosa da dire, di dovermi esprimere, lo faccio con la forma d’arte più consona in quel momento, ma il messaggio che voglio esprimere è sempre lo stesso, indipendentemente dalla forma d’arte scelta.\r\n\r\nCosa hai racchiuso nel tuo nuovo disco?\r\n\r\nHo racchiuso brani, esperienze e sensazioni provate negli ultimi anni, tutti i brani hanno come concetto l’evoluzione interna e la guarigione dai nostri dolori interni (cuore, anima..), è tutto collegato, dunque se siamo felici e in equilibrio come singoli individui lo sarà anche la comunità e dunque tutto il pianeta…\r\n\r\nChe ruolo ha e deve avere l’artista/musicista oggi?\r\n\r\nIl ruolo che ha sempre avuto, ossia esprimere le emozioni che prova e rappresentarle il suo punto di vista, sperimentare e andare “oltre“ il già noto o già visto, ma questo non basta, fondamentale è il messaggio che si vuole lasciare, nella speranza che qualcun altro tragga un beneficio da esso.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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