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Il Bancarella Opera Prima a Giuseppe Sgarbi per il libro

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Lungo l’argine del tempo – Memorie di un farmacista Skira

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La Fondazione Città del Libro premia Giuseppe Sgarbi per la pubblicazione della sua prima opera all’età di 93 anni Lungo l’argine del tempo – Memoria di un farmacista, edito da Skira. Un riconoscimento importante dopo le tante discussioni seguite alla mancata assegnazione del Campiello Opera Prima, cui pure il libro, oggi alla sua quarta edizione, era candidato e sostenuto da giurati autorevoli.

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Il premio sarà consegnato domenica 20 luglio alle ore 21, a Pontremoli, nell’ambito della Cerimonia di Premiazione in cui sarà annunciato il vincitore del Bancarella 2014. I sei scrittori finalisti della 62a edizione sono: Roland Balson, Volevo solo averti accanto (Garzanti), Alberto Custerlina, All’ombra dell’impero (Baldini & Castoldi), Albert Espinosa, Braccialetti rossi (Salani), Chiara Gamberale, Per dieci minuti (Feltrinelli), Veit Heinichen, Il suo peggior nemico (Edizioni E/O) e Michela Marzano, L’amore è tutto (Utet). Parlerà del libro Vittorio Sgarbi.

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\r\nGIUSEPPE SGARBI\r\nLungo l’argine del tempo\r\nMemorie di un farmacista (Skira)\r\n \r\n\r\n\r\n«Nessuno si aspettava un “romanzo” di tale evidenza, di così cordiale ritmo, di così efficace costanza formale» 

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Salvatore Silvano Nigro, Domenica il Sole 24 Ore

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\r\n«Un libro pervaso da un sentimento di sacralità: per i luoghi, per le persone, per il tempo. Un libro che celebra la vita» 

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Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera

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\r\n«Tutto rivive come se il tempo non fosse trascorso, con luminosa sensibilità»\r\nSergio Risaliti, Il Venerdì-La Repubblica\r\n\r\n«… una di quelle case che ti guardano negli occhi e ti promettono che, qualunque cosa accada, lì dentro sarai al sicuro» 

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Carmen Llera Moravia,Vanity Fair

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\r\n«Rassicurante e commovente, racconta di un ritmo che non ci appartiene più ma che è rimasto sepolto dentro di noi»

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Valeria Parrella, Grazia

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\r\nE’ alla quarta ristampa il libro di esordio di Giuseppe Sgarbi. Novantatrè anni e un secolo di piccole e grandi storie italiane, raccontate con voce piana e appassionata.  Giuseppe Sgarbi, farmacista, amante di poesia, grande cacciatore e padre di due protagonisti della nostra scena culturale come Vittorio ed Elisabetta, racconta le sue memorie, di una campagna antica e nobile al confine tra due terre ricche di storia come Veneto ed Emilia, in uno dei più famosi mulini dell’area del Po: il primo alimentato dall’elettricità e non dalla forza dell’acqua. Un testo evocativo e coinvolgente che dalla fine della Grande Guerra arriva ai giorni nostri, rileggendo, senza mai perdere vivacità e freschezza, alcune tra le pagine più intense del nostro Novecento. Compagno di strada e avventure, grande suggeritore ed evocatore di immagini, e testimone privilegiato, il Po: amico, confidente, fratello. Un grande fiume lungo i cui argini scorrono le storie senza tempo di una compagnia di indimenticabili personaggi.\r\n\r\n“Soltanto ora, dopo quarant’anni, scopro il padre che non conoscevo e della cui storia non ero stato, se non episodicamente, curioso, per troppa diversità di carattere. Così, non convinto di particolari sorprese, ma pieno di affetto e di riconoscenza per quello che mi ha consentito di essere, ho iniziato a leggere Lungo l’argine del tempo, il libro che avete in mano. Fin dalle prime pagine ho provato emozione, entusiasmo, soddisfazione, e poi compiacimento per le rivelazioni e per lo stile, preso dal racconto di tante storie che non conoscevo. Ma anche un’ironia, un’intelligenza, una curiosità, un amore per la vita, un entusiasmo, una vitalità che mi erano del tutto sconosciuti. Tanti episodi sorprendenti e una visione del mondo così fresca, così giovane, oggi per allora. Mio padre scrive solo ora, a novantadue anni, ma tutti gli episodi che racconta sono davanti a noi.” Vittorio Sgarbi\r\n\r\n“La lettura di Lungo l’argine del tempo è stato un tunnel di interminabili specchi, in cui mi sono vista sbalzata e moltiplicata nella sua vita. E i racconti orali, trasferiti nella magia della pagina scritta, avevano acquistato una forma, diventavano – loro e lui, mio padre – eventi e personaggi più grandi della vita vissuta. La scommessa era vinta. Mio padre è uno scrittore.” Elisabetta Sgarbi

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