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L’Isola di Fabio Visintin

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Un’isola misteriosa è incastonata in un mare oscuro e profondo popolato da esseri spaventosi, ciechi e brutali come forze ataviche fuori da ogni tempo, e altrettanto indomabili. L’isola non è un approdo quanto piuttosto una prigione, eppure qui trova rifugio, scampato ai marosi violenti, un uomo le cui prime parole fanno pensare a Prospero, il protagonista di quel famoso dramma inglese … Nel mezzo di quelle forze violente e di quei mostri terribili che imperversano tutt’intorno sulle acque nere, gli unici abitanti dell’isola sono spettri, ovvero immagini (in greco φάντασμα, phàntasma, apparizione) di belle idee abortite, sogni infranti, valori distrutti, insomma di tutto ciò che è Bellezza scomparsa, “come piccole tartarughe mai arrivate al mare”. Attorno a loro strane chimere che chiedono solo uno sguardo, uno scarabeo stercorario che pare un Sisifo prosaico, spaventapasseri – fantocci di uomini senza cervello – che non sanno riconoscere più i segni che indicano la strada oltre le parole. E poi il mare si fa cielo e il cielo si fa terra, e ciò che aleggiava sul mare arriva fin sulle sponde dell’isola prigione e mai rifugio. Forse perché le parole dei libri, patrimonio di quell’uomo naufragato al suo mondo, se solo si salvassero dal rogo, potrebbero placare quelle onde e quel mostro che non vuol essere più servo. Ma la realtà è solo un gioco di specchi e di ruoli, “perché ognuno si riflette nell’altro, ma ciò che vede riflesso è distorto dalla superficie”; quindi conoscere la realtà non serve a niente, rappresentarla ancor meno, e ammesso che esista e si possa conoscere non è possibile cambiarla. “Tutto svanirà senza lasciare traccia. Noi siamo della materia di cui son fatti i sogni e la nostra piccola vita è circondata da un sonno”. Qual è allora la salvezza?\r\n\r\nLa penultima opera di William Shakespeare, La Tempesta, che secondo i critici vorrebbe adombrare nella trama e nelle tematiche anche l’addio alle scene dell’autore, costituisce l’ispirazione e la suggestione cardine di questo bellissimo graphic novel di Fabio Visintin, illustratore veneziano già autore di lavori importanti editi da Marsilio e Mondadori. Della commedia del bardo inglese c’è soprattutto l’atmosfera, cupa , magica, sognata. E poi c’è lei, l’isola, prigione e simbolo, nella quale, come un microcosmo specchio del reale, l’Uomo (e il protagonista che ne è un emblema) cerca di difendersi dalle forze oscure che lo assediano. Nella commedia Prospero tenta di interpretare e spiegare il mondo attraverso i suoi libri, come Shakespeare cercava di fare attraverso la sua arte. Ebbene, nelle sue ultime opere e ne La Tempesta in particolare, conclude che “la sua arte nella realtà non sposta nulla”, come ha detto Visintin in una intervista, che il ruolo dell’intellettuale è vano.\r\n\r\nAnche L’Isola, oltre che di immagini assolutamente suggestive ed evocative capaci di ingenerare profonda inquietudine, è intessuta quasi per intero di citazioni disparate tratte da libri cari all’autore, novello Prospero, che si intersecano perfettamente l’una nell’altra fino a creare un nuovo testo, inquietante e perturbante. È capace infatti di rievocare angosce e sensazioni profondamente connaturate in ciascuno di noi, tenute più o meno a bada con la razionalità. E come Shakespeare anche Visintin pare concludere che la sua opera non servirà a spostare nulla nella realtà, ma come il teatro dell’inglese può essere utile a rappresentarla. È quindi la sua interpretazione del mondo e della sua arte che l’autore, con questo graphic, vuole condividere col lettore, non pretendendo di insegnare nulla, non chiedendo nulla. Al lettore è affidato come un piccolo gioiello prezioso: ognuno legga in quei tratti d’inchiostro scuro, in quelle parole scelte e prese in prestito da altri autori, quello che vuole e si abbandoni alle proprie associazioni mentali ed emotive, magari facendosi anche guidare un poco dalla bella introduzione di Laura Scarpa. Ecco, questo è il modo giusto – se pure ce n’è uno migliore di un altro – di approcciarsi a L’Isola, lasciarsi andare alle suggestioni e godersele pagina dopo pagina. E se con le parole de La Tempesta anche L’Isola conclude che “ gli incantesimi sono finiti” per approdare, forse, ad un sentimento di fiducia nell’Uomo, a noi resta l’incanto di questa chicca assoluta imperdibile da sfogliare ancora e ancora.\r\n\r\nTitolo: L’Isola\r\n\r\nAutore: Fabio Visintin\r\n\r\nGenere: Graphic novel\r\n\r\nCasa Ed. : Round Midnight, 2014\r\n\r\nArticolo di: Alessandra Farinola

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