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Concita De Gregorio apre le porte della chiesa

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Da Dazieri a Starnone, da Genovesi a Garlando, da Perissinotto a Bollani, Anteprime conquista Pietrasanta. Tutto esaurito per i tanti incontri che hanno convinto, affascinato e divertito il nutrito pubblico che si è spostato educatamente da un incontro al successivo non senza qualche piccola difficoltà dovuta alla capienza di alcune location. Ma se dalla De Gregorio c’è il tutto esaurito nessun problema se ci si sposta da Starnone o Dazieri. Quello che non manca ad Anteprime è proprio la possibilità di scelta anche se il sindaco Lombardi, consapevole che incontri come quello con Concita De Gregorio richiamano tante persone, dà il benestare affinché la chiesa di Sant’Agostino possa ospitare educatamente chi vuole partecipare.\r\n\r\nLa De Gregorio ringrazia il sindaco per la sua rara comprensione di certe esigenze. È elegante.\r\n\r\n“L’esperienza di questi tre anni – dice – è stata come fare uno sport estremo, una cosa di quelle che se non si provano non si possono descrivere… ci sono dinamiche che abbiamo cercato di combattere e che allontanerebbero i cittadini dalla responsabilità dalla politica, ho cercato di scardinare quei clichés che sono identici in tutti gli schieramenti, soltanto che a destra avvengono attraverso la corruzione, a sinistra c’è un modo più gentile”.\r\n\r\nParla di un meccanismo mortale soprattutto per i giovani perché annulla il talento; i meriti e in un paese come questo che non ha risorse naturali, ma di bellezza l’intelligenza e sapere.\r\n\r\n“Bisognerebbe far finta di essere austriaci – continua – l’Italia è un bacino senza fondo di bellezza e con grande capacità di affrontare la vita… mortificare la ricerca scientifica e tutto quello che è conoscenza è un delitto, quindi non esiste la capacità di critica, ma credo soprattutto che oggi siamo in un momento cruciale della nostra esistenza, gli italiani si sono stancati di essere stanchi, di essere arrendevoli, senza bisogno di fare appello alla rabbia o al risentimento da cui non fiorisce nulla. Quello che fiorisce lo fa dalla forza tranquilla delle persone, dai cittadini. Questo lo abbiamo visto molto bene nella manifestazione delle donne in cui abbiamo visto sul palco suore e donne di tutti i tipi. La politica della conciliazione è una politica di sinistra ma si dà per scontato che c’è un compito dato per statuto alle donne. Sentiamo parlare di egoismo, bullismo, disinteresse per la politica, ma tutte queste cose sono frutto di una politica precedente. La cosa più importante di un paese lungimirante è investire sulla formazione, l’istruzione e la scuola ecco perché quando vedo la Gelmini mi sento male, e poi parlare di legalità. Mi piacerebbe che le ragazze presentassero i loro curriculum ai colloqui di lavoro e non i loro book”.\r\n\r\nE poi si parla di paura…\r\n\r\nLa De Gregorio si esprime così: “La paura è il tema e lo strumento e la clava, tutti abbiamo paura. La destra usa la paura che prescinde dall’esperienza personale è uno strumento di tutti i regimi, mediatico che sia, strumento che porta a chiudersi. Pensate al primo spot di Mediaset – dice – quello che diceva ‘torna a casa in tutta fretta, c’è il biscione che ti aspetta’”. E poi fa la parafrasi al pubblico attento ed entusiasta, lo traduce: torna a casa in tutta fretta perché fuori non può esserci nulla che ti può interessare – niente piazze, niente teatri, niente chiese – chiudi la porta accendi la parabola, c’è il biscione che ti aspetta. Se poi aggiungete a questo programma politico la crisi, la maggioranza del paese non può costruirsi un’alternativa, non ne ha la possibilità”.\r\n\r\nConcita De Gregorio circondata da una folla incredibile\r\n\r\nPoi fa un salto indietro nel tempo, al momento in cui intervistò un pilota di Formula 1: “Era uno spericolato e gli chiesi come si poteva avere tanto coraggio e lui disse che il coraggio è il controllo della paura, che aveva sempre paura ma aveva imparato a trasformare la sua paura in una forza e a comandarla, non esiste il coraggio senza la paura, essere coraggiosi vuol dire anche conoscere i pericoli che ci sono”.\r\n\r\nE questo è ciò che Concita De Gregoria dichiara di fare nel suo prossimo libro, il cui titolo sarà “Così è la vita”.\r\n\r\n“Bisogna nominare le cose e capirle – continua – penso che in questo tempo in cui siamo stati istruiti all’estetica della bellezza eterna, in questi burka di plastica in cui il criterio estetico è fissato ai vent’anni, sembra che non esistono i vecchi, i malati… qualche mese fa ero in Spagna dove le veglie funebri sono momenti dove si festeggia, c’era una piccola libreria in astanteria ‘al fin’ (alla fine o finalmente, in spagnolo) la gente usciva dall’obitorio con libri, racconti, c’era un albo scritto da due gemelle intitolato “Si è la vida”, scritto da una e illustrato dall’altra. Un libro che descrive come dalla chiusura di tante porte se ne sono aperte tante altre che se non fossero accadute tante cose spiacevoli non sarebbero successe”.\r\n\r\nArticolo di Elena Torre\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

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