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Gianni Somigli, autore del romanzo-inchiesta sulla criminalità organizzata e le sue vittime in Toscana, intervistato alle 17 nell’ambito dell’iniziativa della RETE VIOLA di Lucca e Viareggio

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Criminalità organizzata e vittime di stragi sullo sfondo di un amore giovanile: questi gli elementi fondanti di “È già sera”, il romanzo-inchiesta del giornalista Gianni Somigli pubblicato da Romano Editore.\r\n\r\nL’autore sarà intervistato dalla giornalista del Nuovo Corriere di Lucca, Barbara Berti, nell’ambito dell’iniziativa “MAFIA: COSA LORO?” sabato 26 febbraio alle ore 17 presso l’Auditorium Pia Casa, via Santa Chiara 6 Lucca.  La mafia con i suoi lunghi tentacoli ha raggiunto anche la Toscana? È questa la domanda a cui il gornalista toscano prova a dare una risposta facendo parlare i protagonisti del suo romanzo. Attraverso un’attenta raccolta di testimonianze ed interviste a magistrati come Piero Luigi Vigna, e soprattutto ai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, l’autore dà voce ai veri protagonisti di un evento che rappresenta un vero e proprio buco nero della storia di Firenze e d’Italia. Tra le pagine del romanzo-inchiesta, Dario, giovane protagonista di una tormentata storia d’amore, affronta con passione tematiche sociali e politiche che lo porteranno in un viaggio che attraversa la storia più cruda degli anni ’90, fatta di silenzi, violenze, soprusi. Fatta di mafia. “A Lucca parleremo di mafia in Toscana – spiega l’autore Gianni Somigli – esattamente ciò che ho tentato di fare nel mio libro. Quello che voglio ribadire con forza è non solo che la mafia in Toscana c’è eccome, ma soprattutto che è necessario imparare a parlare di mafia nel modo giusto, se si vuole essere ascoltati”.\r\nPer Gianni Somigli, raccontare questa storia ha un significato ulteriore e, in qualche modo, inedito: “Della strage di via dei Georgofili si parla troppo poco. Ma soprattutto, quando se ne parla, ho l’impressione che non si prenda in esame l’aspetto più importante: quello delle vittime. Le vittime non sono numeri. Sono persone, sono vite, sono figli, madri, nonni, amici. Ho cercato di dar voce alle vittime, facendomi raccontare quello che hanno vissuto prima, dopo e durante quella notte di maggio del ’93, per capire io stesso e per raccontare agli altri il significato profondo di quella bomba”.\r\nIl libro propone inoltre un’appendice speciale: la raccolta delle testimonianze di fiorentini “illustri” sulla notte della strage. Politici di primissimo piano come Vannino Chiti e Giorgio Morales; intellettuali del calibro di Sandra Bonsanti e Margherita Hack; giornalisti come Mario Spezi, Oliviero Beha e Sandro Picchi; e poi scrittori, personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport. Ognuno ha rivissuto, in una sorta di “istantanea della memoria”, quei terribili momenti.\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Romano Editore

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