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Robledo il nuovo atteso romanzo di Daniele Zito

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Robledo, D. Zito, Fazi Editore

Ho avuto l’impressione di essere di nuovo utile. È stata una sensazione inebriante. Come riconquistare il proprio posto nel mondo. Come tornare a casa.
“Robledo” è un romanzo spiazzante, denso di suggestioni e intarsi letterari, di richiami e di abili giochi fra scrittore e lettore. Il romanzo racconta l’inchiesta del giornalista Robledo riguardante i lavoratori del “LPL” ossia del lavorare per il lavoro. Un insieme di persone molto diverse che hanno in comune anni di precariato e di disoccupazione e che attraverso un percorso a loro avviso di “liberazione” riscoprono il lavoro per il lavoro. Sono spettri, fantasmi che pur non essendo assunti né percependo alcuno stipendio, lavorano nella grande distribuzione (Ikea, Decathlon etc.), indossano le divise del brand, adempiono alle mansioni dei loro incarichi, riscoprono il contatto col lavoro senza che nessuno si accorga di loro. Un percorso dalla forte determinazione individuale, dove follia, ossessione e immaginario confluiscono nell’atto estremo del suicidio. L’opera è architettata come un documentario giornalistico, comprensivo di fonti storiche, stralci di diari dei vari personaggi, quaderni, appunti. Su questo asse si interseca il dramma vissuto in prima persona dal protagonista.
Il romanzo si snoda su un’ossatura e una narrazione molto originali in cui storia dopo storia il lettore si trova dinanzi agli inquietanti e attuali interrogativi del lavoro; primo fra tutti il senso di lavorare senza essere pagati come libera e consapevole scelta. Daniele Zito riesce ad andare oltre la condizione dei “Ghost Working” per addentrarsi nelle motivazioni più profonde che animano il bisogno di lavorare, al di là del discorso salariale. Un tema molto sofferto che nelle storie, nelle lettere, nei diari che si susseguono assume a volte tratti feroci, grotteschi, poetici. L’opera è intrisa di un grande amore per la letteratura, dove Paul Auster e Wallace si insinuano piacevolmente. “Robledo” è un gioco di specchi che ispirandosi ai grandi della letteratura contemporanea si fa strumento di indagine e approfondimento attuale, un’opera di fantasia capace di far luce sul mondo dei disoccupati e il loro disagio esistenziale.
Ogni versione è ugualmente plausibile. Tutte, però, possono essere confutate, e nessuna smentita del tutto. A chi credere, dunque? Di chi diffidare?

 

Articolo di: Erika Pucci

www.erikaluna.net

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