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Ospite dello spazio interviste Diego Esposito

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Cantautore classe 1986, toscano per caso, i genitori campani partirono da Napoli in cerca di un futuro e si fermarono per casualità a Castelfiorentino, dal quale non se ne sono più andati. Nel 2006 Diego si trasferisce da Milano iscrivendosi e diplomandosi al MAS (music – arts & show), si rende conto più chiaramente della sua inclinazione autorale, approfondisce lo studio della chitarra, pianoforte e tecnica vocale. La sua scrittura è zucchero e limone fra i denti, agrodolce e genuina, come i gesti di un tempo, come quando con un sorriso si chiedeva il pane al vicino. Un linguaggio efficace e semplice, pieno di guizzi freschi che ne contaminano l’essenza, ama riscoprire la qualità e la bellezza di una certa melodia italiana, cosa che il nostro panorama musicale ad oggi forse ha perso. Traduce in musica le sue esperienze e le sue influenze che vanno da Lucio Dalla a Damien Rice, dal sole della Toscana, a illusioni di indipendenza delle grigie periferie milanesi, e di quel tutto e tanto altro che a ognuno di noi passa per la vita. Da anni si esibisce quotidianamente live in piccole-medi contesti, finalista più volte a Musicultura e Sanremo Lab collabora in qualità di autore con Paolo Lagosta e Lenny De Luca presso lo studio Lagosta Bross.

Ecco cosa ha risposto alle domande del nostro format per conoscere meglio i giovani della musica italiana.

Quali sono gli elementi che ti permettono di scegliere un singolo radiofonico?
Bella domanda, in realtà credo che si debba scegliere un brano che introduca l’identità dell’album, anche se nel mio caso non è andata proprio così
 
Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno che scrivi?
In un brano che ascolto non deve mai mancare il gancio che per qualche motivo cattura la mia attenzione, in un brano che scrivo non saprei, è una domanda che non mi sono mai posto, ti potrei dire che non amo gli “Special”, infatti ne ho scritti pochissimi:)
 
A quali modelli musicali guardi?
Ho sempre preso come riferimento i “Cantautori” italiani, da De Gregori a Dalla per poi arrivare a Silvestri, ma mi piace molto anche la musica Straniera, i Beatles, i Radiohead e Damien Rice.
 
Quali suggestioni contiene il tuo ultimo lavoro discografico?
Vorrei che questo disco facesse sentire a proprio agio chiunque lo ascolti, che in qualche modo ti faccia sentire l’aria di casa, anche se non sei a casa tua
 
Come vivi il tuo presente?
Vivo perennemente in ansia, ma tutto sommato sono contento, perché come dice Jovanotti “…è questa la vita che volevo da bambino”
 
Quali sono i tuoi prossimi progetti? 
In questo momento sono in viaggio insieme alla mia “magica band”, stiamo andando a suonare a Roma, ho scritto la colonna sonora per uno spettacolo di acrobati che il mese prossimo debutterà a Broadway. Sto collaborando alla scrittura di un disco di quattro cantanti molto brave che uscirà nei prossimi mesi. Il progetto al quale sto pensando di più, che mi tiene sveglio la notte è il mio prossimo disco, me lo sto immaginando con la mente, non vedo l’ora di rientrare in studio.

Qui il video del backstage recording del disco

Intervista di: Lucrezia Monti

 

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