Home Interviste Alessandro Catalini ospite del nostro spazio interviste

Alessandro Catalini ospite del nostro spazio interviste

58
SHARE

Conosciamo meglio Alessandro Catalini

Alessandro Catalini, 23 anni, maceratese ma residente ad Ancona, è al quinto anno del corso di Medicina e Chirurgia al Politecnico delle Marche, a 13 anni ha scritto la sua prima canzone, si è iscritto alla SIAE ed ha iniziato a cantare nelle piazze e locali marchigiani.

La sua musica lo ha portato a suonare in posti magici, come il sagrato della Basilica di Loreto, a vincere molti concorsi, tra cui il Premio Alex Baroni e a scrivere alcune canzoni per Sugar Music. È stato finalista di “Musica Controcorrente” al CET di Mogol e la sua canzone “Turista Giramondo” è stata premiata come “Canzone degli italiani all’estero” 2015. Nell’Aprile 2016 ha aperto i concerti di Simone Cristicchi e di Chiara Dello Iacovo. Il 15 Agosto 2016 ha presentato in anteprima il suo primo singolo “L’illusione del Progresso” in featuring con Cristina Aurelia Popa sul palco di Deejay Onstage a Riccione davanti a migliaia di persone.

A Settembre 2016 è rientrato tra i 12 finalisti di “Genova x Voi” il talent per autori di canzoni sponsorizzato da Universal Music Publishing Ricordi.

Noi l’abbiamo incontrato ed ecco cosa ci ha raccontato…

Quali sono gli ingredienti che ti hanno fatto scegliere il tuo singolo radiofonico?

Ci sono tanti fattori che insieme portano a un singolo radiofonico. Il rap è un linguaggio molto attuale e universale che permette attraverso immagini veloci e suggestive di comunicare un messaggio forte. Un ritornello virale e orecchiabile è un ingrediente indispensabile. E infine il sound elettro-pop che rende il brano moderno, leggero e di facile ascolto.
Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno che scrivi?
Il cuore. Molte volte sento brani calcolati al millesimo, con testi che non possono uscire da certi schemi. Un pezzo non può essere fatto al 100% di mestiere, serve soprattutto cuore perché finché il cuore c’è si può parlare di arte e di canzone, altrimenti parliamo di industria o di prodotto.
Quali sono i tuoi modelli musicali?
Ascolto tanta musica inglese e americana. Le tendenze musicali anglosassoni anticipano sempre di uno/due anni quelle che poi si verificano in Italia, quindi essere aggiornati fa parte del mio lavoro. Poi sicuramente ci sono degli artisti che seguo particolarmente come i Subsonica che sto ascoltando molto ultimamente.
Quali suggestioni contiene il tuo ultimo lavoro discografico? Cosa intendi per “progresso”?
Il mio singolo si basa su una metafora: è come se fossimo tutti su una grande giostra. Il mondo, fuori, gira veloce, cambia, ma ciclicamente ritorna ad essere sempre lo stesso: è l’illusione del progresso, appunto. Il messaggio è quello di scendere dalla giostra perché là fuori c’è un mondo reale da vedere con i propri occhi. La verità non ti cerca né compare magicamente affissa sulla bacheca di Facebook. Bisogna alzarsi e andare a cercarla: solo in questo modo le cose possono progredire realmente.
Come si racconta il presente?
Oggi più che mai il presente è un caleidoscopio di situazioni diverse che difficilmente si riesce a comprendere. Il mondo va così veloce che il presente che cerchiamo di raccontare, già due secondi dopo non esiste più. Su una cosa sono convinto però: il presente si può raccontare solo in modo soggettivo, personale.
Cosa vorresti per la tua musica? Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sono uno studente di Medicina e Chirurgia e potrei tranquillamente lasciar perdere la musica e dedicarmi alla medicina con la quasi-certezza di un lavoro stabile. Eppure sono sempre alla ricerca di un modo per far diventare la musica il mio lavoro. Spero che questo sogno in futuro si realizzerà, nel frattempo ce la metto tutta e sto scrivendo tante belle canzoni che mi aiuteranno in questo intento.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here