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Conosciamo meglio i My Escort

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Ospiti del nostro format per conoscere un po’ meglio le nuove realtà musicale è la volta dei My Escort
Nati dalle ceneri dei Dardo Moratto nella primavera del 2010, nel 2015 abbiamo terminato i lavori al nostro primo album: “Canzoni in ritardo”. La produzione artistica è stata seguita da Matteo Franzan (Sara Loreni, Lost, SuperWanted, Dardo Moratto, Take away).\r\n
Quali sono gli ingredienti per scegliere un singolo?
Alessio: il singolo è un concetto legato alla promozione di un disco, di una band, è una sorta di biglietto da visita in musica.\r\nDovrebbe perciò godere della diffusione più capillare possibile. 
Sulla base di questa semplice disamina è importante che venga accolto senza troppe resistenze dalle radio, soprattutto i grandi network che, nonostante internet, riescono ancora ad influenzare la massa.\r\nE’ dunque necessario che sia “radio-friendly”, che duri attorno ai 3 minuti (da una vita ormai la radio è il fast-food della mente), che sia comprensibile e dai contenuti meglio se legati al periodo in cui esce, in linea col mood della gente: solare d’estate, introspettivo in autunno..
Cosa non deve mai mancare in un brano che ascolti e in uno sche scrivi?
In un brano che ascolto: una voce che mi emozioni.
In un brano che scrivo: la verità.
A quali modelli musicali guardi?
Non ho dei modelli precisi. Ascolto e ascoltiamo un sacco di roba e tutto ciò che amiamo finisce giocoforza per entrare nel nostro linguaggio.
Ti posso dire che in fase di scrittura, non è mai successa una sola volta che cercassimo di scimmiottare qualcuno, ti posso però altresì dire che quando ci capita di avere delle “sessioni di ascolto” comuni (in auto ad esempio), esaminiamo chirurgicamente tutto ciò che passa per lo stereo e credo che inevitabilmente ciò lasci delle tracce in noi.
Quali suggestioni contiene il tuo ultimo lavoro discografico?
E’ un lavoro pieno di immagini, di ricordi. Ogni canzone ha un ambiente, un treno, il mare, una stanza alla sera, una strada nella nebbia. Il mio canale più sviluppato è certamente quello visivo e di riflesso mi viene spontaneo essere molto descrittivo. A questo si aggiunge la mia naturale inclinazione alla nostalgia e quindi troverai spesso, per non dire sempre, quel velo di lieve tristezza che ammanta l’intera nostra produzione.
Come si racconta il presente?
Cercando di essere presenti a sè stessi, disponibili all’ascolto e all’accoglienza verso tutto ciò che ci circonda, lasciandoci attraversare, senza paure e filtri.
Cosa vorresti per la tua musica?
Vorrei trovare dei collaboratori che si potessero innamorare davvero del progetto e delle nostre canzoni, al di là dell’aspetto economico legato al lavoro di produzione e promozione che è giusto e dovuto.\r\nQuesto entusiasmo influirebbe sul riuscire ad arrivare in modo più concreto al pubblico, senza dover continuamente sgomitare per farci spazio in un mercato saturo anche di spazzatura e di canzoni scritte senza né arte né parte.
Lucrezia Monti

 

 

Foto: Fb My Escort

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