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THE ANTHONY’S VINYLS: L’intervista

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Qual è l’esigenza che vi ha spinto ad unirvi in una band?\r\n\r\nNon crediamo sia stato un fatto di esigenze è venuto tutto da sè, ci siamo incontrati per caso nel 2009 e nel 2010 eravamo chiusi in una stanza umida e piccola a fare musica.\r\nCerto la passione per un determinato tipo di musica e la voglia di emergere dalla provincia ci hanno dato una grossa spinta.\r\n\r\nQuali sono le diverse correnti musicali che si uniscono nella vostra musica?\r\n\r\nCi piace affrontare diversi generi musicali, siamo sicuramente molto legati all’indie e al britpop ma col tempo ci siamo avvicinati alla dance e al funk senza mai tralasciare quell’ aspetto pop che ha sempre contraddistinto il nostro modo di costruire i brani.\r\n\r\nQuali i vantaggi di scrivere e scegliere di comporre in inglese?\r\n\r\nSicuramente ci permette di comporre testi in modo più semplice fornendoci una quantità di combinazioni vocalmente ritmate e dunque molto più facili da inserire nelle nostre canzoni.\r\n\r\nQuali sono i temi portanti della vostra produzione?\r\n\r\nNei primi due dischi i testi erano quasi riempitivi e non dicevano molto. Nell’ultimo lavoro invece raccontano le nostre esperienze come in una sorta di diario che racchiude 4 anni insieme, vissuti molto intensamente. Accanto a noi in primo piano c’è sempre la provincia, il nostro microcosmo fatto di amicizie, flirt e problemi di lavoro, trattati però sempre in modo scherzoso e disincantato.\r\n\r\nCosa vi incuriosisce nel mondo?\r\n\r\nUn pò tutto siamo “schiavi” dell’attualità, cerchiamo sempre di percepire nuovi input. Sicuramente l’arte, la musica i nuovi media e con loro le nuove tecnologie ci incuriosiscono molto anche per il fatto che sono le cose che più toccano il nostro universe. Crediamo sia giusto mantenere il passo con i tempi cercando il più possibile di rimanere aperti a contaminazioni che aiutano la nostra musica a rimanere fresca.\r\n\r\nCosa non sopportate?\r\n\r\nNon amiamo il pregiudizio e la preclusione. Crediamo che si debba vivere le esperienze e non farsele raccontare, non amiamo molto chi si prende troppo sul serio soprattutto nel campo musicale nel quale s’incontrano troppi “sapientoni” che hanno il grande limite di credere che il proprio modo di fare musica sia il migliore del mondo e che se non piace è solo perché il pubblico non capisce.\r\n\r\nCosa vi aspetta?\r\n\r\nNei prossimi mesi ci aspetta un’intensa attività live in giro per l’Italia. Per la seconda metà del 2014 poi abbiamo in programma di lanciare un nuovo singolo, accompagnandolo con un videoclip. Per quanto riguarda il futuro più lontano speriamo di crescere sempre di più e di trovare con il tempo spazi sempre più grandi per promuovere la nostra musica.\r\n\r\nIntervista: Elena Torre

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