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Daniele Molmenti: l’intervista

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Vincere un oro olimpico ha cambiato la tua vita?\r\n\r\nDa un certo punto di vista me l’ha rovesciata come un calzino: le attenzioni mediatiche, le moltissime attenzioni ricevute, gli impegni extrasportivi si sono moltiplicati. Dall’altro punto di vista, invece, è tutto come prima: sono rimasto il Daniele di sempre.\r\n\r\nQuali i passi più importanti che hanno segnato la tua carriera di sportivo?\r\n\r\nSono tutti importanti. Dal capire, quand’ero ragazzino, le mie attitudini che mi hanno fatto cambiare sport passando dal judo alla canoa perché prediligo lo sport all’aria aperta. Ai sacrifici per conciliare il percorso scolastico con le gare e lo studio in vista del concorso che mi ha consentito di entrare al Corpo Forestale dello Stato, quindi di poter fare il professionista. All’elaborare un programma di allenamenti in tutto Mondo, dalla Cina all’Australia in particolare, per svernare durante il periodo invernale. E altro ancora.\r\n\r\nQuali sono le cose che ti piacciono nella vita?\r\n\r\nLe cose vere, quelle sentite che nascono da dentro. Credo che in tutto quello che faccio ci sia sempre un “perché”, mai il caso.\r\n\r\nQuando è nato il tuo amore per l’acqua?\r\n\r\nEro ragazzino, stavo praticando il judo. Preferivo però l’aria aperta e ho seguito le orme di mio fratello maggiore, Francesco, che si destreggiava già sul kayak: il colpo di fulmine si è trasformato in amore e la canoa non l’ho mai più lasciata.\r\n\r\nChe effetto ti ha fatto vederti dedicare una linea di scarpe che porta addirittura il nome del record che hai fatto?\r\n\r\nQuando c’è chi crede in te fa sempre piacere. Se poi questo qualcuno è un’azienda prestigiosa come la De Tommaso, che peraltro ha sede a Codroipo, in Friuli, nella “mia” terra, il piacere è doppio.\r\n\r\nQueste scarpe in qualche modo ti assomigliano?\r\n\r\nE’ presto per dirlo. Se avranno successo allora mi assomiglieranno (ride, ndr) perché saranno… vincenti.\r\n\r\nIntervista di: Elena Torre

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