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Fugace incontro con Angelo Petrosino

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Cronache da Anteprime…\r\n\r\nPiazza del Duomo gremita dal pubblico delle grandi occasioni, tra meno di mezz’ora Dan Brown salirà sul palco per intrattenere con aneddoti discutibili la moltitudine dei fan accorsi, ma questo lo scopriremo solo più tardi, così come il fatto che la suddetta moltitudine, o almeno gran parte di essa, avrebbe volontariamente scagliato le oltre cinquecento pagine di Inferno dritte sulla testa del loro beniamino, dopo averlo atteso inutilmente per il tradizionale “firma libro”. Questioni di sicurezza, hanno tentato debolmente di giustificarsi gli organizzatori, peccato che Roberto Saviano in quella stessa situazione avesse fatto le ore piccole pur di garantire un sorriso e un autografo agli altrettanto numerosi fan accorsi. Questione di vedute. In ogni modo, dopo aver preso accordi con l’ufficio stampa attendiamo Angelo Petrosino che con la serie di libri di Valentina ha raggiunto oltre due milioni di copie vendute e non  mi sembra poca cosa. Si è dedicato alla narrativa per i più piccoli e siamo curiose di fargli alcune domande.\r\n\r\nAttendiamo circa un’ora dall’appuntamento fissato, raggiungere Pietrasanta sembrava difficile, c’è traffico forse, l’autostrada chiusa, ma si sa, arrivare in una città durante l’apertura di un festival inaugurato dall’autore che forse in questo momento è quello con più visibilità…evidentemente non era prevedibile… Angelo Petrosino forse arriverà giusto in tempo per incontrare i suoi piccoli lettori nell’Aula Magna Lazzari. Non desistiamo, prima o poi arriverà, mi hanno telefonato, arriverà. Nuovo appuntamento davanti all’ingresso della sala stampa, finalmente arriva. Garbato, sorridente, elegante, alla proposta del suo Ufficio Stampa di fare la nostra chiacchierata proprio lì, in mezzo alla strada, si guarda intorno smarrito “Perché non ci sediamo sui gradini della chiesa” propongo, “così magari noi riusciamo anche a scrivere”. “Sarà dai tempi della scuola che non mi siedo sui gradini, ottima idea!”. Così, con blocco di appunti e computer al seguito ci accomodiamo all’ombra del campanile che sembra aver progettato Michelangelo, speriamo non lo dicano a Dan Brown altrimenti ci proporrà una guida turistica di Pietrasanta e dintorni…ok, forse sono un po’ troppo polemica ma non mi piace lavorare di fretta anche perché gli appuntamenti della giornata sono tanti. Il sorriso mi ritorna immediatamente, Petrosino è una persona estremamente educata e divertente, così approfittiamo subito e gli chiediamo quando ha incontrato la “sua” Valentina, personaggio che da oltre vent’anni ha conquistato con le sue avventure il cuore di tantissimi piccoli lettori.\r\n\r\n“Il personaggio di Valentina è nato nel1994 ed è un personaggio che ha scavalcato tante generazioni, i bambini mi chiedono perché una femmina, l’ho fatto sostanzialmente per riparare ad un torto, perché prima di allora le bambine non erano mai state protagoniste assolute, semmai comprimarie. Ho deciso di scegliere una bambina come occhio sul mondo per indagare sui rapporti tra coetanei, tra adulti, sulla conoscenza, il viaggio, il mondo degli adulti, la scoperta. Perché Valentina? Perché in quell’anno avevo sei Valentina su trenta alunne in classe, il nome ha questa origine. Volevo una bambina per raccontare e anche se ora ha venti anni, è un occhio sulla realtà che cambia insieme a tutti i personaggi che le ruotano attorno, i compagni di classe, gli amici. Oggi ci sono i computer, i tablet, vent’anni fa non c’erano. Valentina si aggiorna. I bambini che oggi mi scrivono mi fanno capire che Valentina continua ancora a suscitare interesse, e poi è in realtà un mio alter ego. Anch’io viaggio molto, in Inghilterra, Cornovaglia, Galles, Zurigo, in Italia e infatti qui ho ambientato molte storie. Con lei ho allargato la mia visione dell’infanzia. Attraverso Valentina i bambini fanno qualcosa che magari non faranno nella vita. Lei ha molte qualità, è curiosa, aperta, fa tante domande, prende iniziative. Molte mamme di bambini disabili mi scrivono dicendo che Valentina riempie le loro giornate, è l’eroina che incarna ciò che loro non possono fare…”\r\n\r\nSarebbe stato bello poter continuare a chiacchierare con Petrosino, però ce lo portano via di fretta, sembra che non ci sia più tempo, lui si scusa in imbarazzo, noi rimaniamo un po’ sbigottite e incredule… Ci salutiamo con la promessa che non finisce qui… Ed ha ragione.\r\n\r\nElena Torre, Cinzia Ciarmatori

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