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A Fausta Garavini il Premio Cocito

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Domenica 2 settembre a Montà d’Alba, la giuria popolare composta dai lettori delle Biblioteche del Roero ha assegnato a Fausta Garavini con Storie di donne, edito da Bompiani, il Premio Letterario Carlo Cocito.\r\n\r\nSotto la presidenza di Guido Davico Bonino, la giuria tecnica del Premio, coordinata da Giovanni Tesio, aveva scelto tra le opere in concorso una terna di vincitori – finalisti:  Diego De Silva con Sono contrario alle emozioni (Einaudi), Fausta Garavini con Storie di donne (Bompiani) e Michele Mari con Fantasmagoria (Einaudi).\r\n\r\n\r\n“È un libro importante questo, sia perché scopre un universo che fin qui nessuno aveva raccontato, sia per la sua scrittura densa e limpida. Non una parola è superflua” Laura Lilli, «La Repubblica»\r\n\r\nTra i quindici racconti che compongono il libro, ci sono inattesi ritratti di donne che cercano di affermare la propria identità facendo a meno di alcuni topos  femminili, come la famiglia e  la maternità. Sullo sfondo di ogni racconto c’è un matrimonio che non funziona, quel quotidiano senza sorprese, la “celebrazione domestica contro il dio del disordine”. Le donne di Fausta   Garavini non hanno figli e non ne vogliono, né nipoti. Emblematica la narratrice protagonista di un racconto che elegge il self-service a luogo simbolo di pasti solitari ma felici, via di fuga dalla falsa ritualizzazione familiare. E ogni racconto, attraverso una scrittura prismatica e volitiva, raccontando un’ansia di libertà, racconta mille altre cose:  i legami ancestrali, il valore dell’amicizia, i rapporti madre-figlia, le incomprensioni e i pentimenti, gli echi del passato, un’Italia povera e piena di vergogne, come quelle mutandine sfilacciate di raion nero che una madre fa indossare alla figlia, segnando per sempre la sua vita. Non c’è facebooktwitter  in questo universo: come dirà l’editore a Liliana, alter ego della scrittrice, rimproverandola di non vivere nell’oggi. C’è piuttosto –  in alcuni racconti –  la Firenze di sempre, quella di Francesco Redi e di Andrea Del Sarto, del favoloso Tepidario del giardino dell’Orticultura, di un’accozzaglia di lunatici che “riducono in  bellezza” il mondo.  L’oggi che queste Storie di donne ci regalano è ben più ricco di un ebook o di un cellulare, perché proiettano in modo magistrale le paure e i desideri di ogni donna contemporanea sullo sfondo mitico della grande tradizione.\r\n\r\nFausta  Garavini, studiosa di letteratura francese e occitanica, traduttrice e scrittrice, ha insegnato alla Facoltà di Lettere di Firenze. È autrice della traduzione integrale dei Saggi di Montaigne (1966, ora riveduta e corretta per Bompiani,  2012) e di numerosi lavori critici. Redattrice di “Paragone-Letteratura” dal 1972, ha pubblicato diversi romanzi, fra i quali Gli occhi dei pavoni (1979),  Diletta Costanza (1996), Uffizio delle tenebre (1998), In nome dell’Imperatore (2008). Per Bompiani è uscito nel 2011 Diario delle solitudini (premio Vittorini).\r\n\r\n\r\nFonte: Ufficio Stampa Davis&Franceschini\r\n

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